Dalla Sicilia con amore per una festa tra amici. Con questo spirito Roy Paci ha curato la direzione artistica del palco allestito al Mandraccio per festeggiare i quarant'anni della Comunità di san Benedetto in occasione della Notte bianca. Il grande pubblico ha cominciato ad apprezzare il talentuoso trombettista siciliano, soprattutto dopo averlo visto per tre anni intonare le sigle di Zelig. Gli appassionati di musica probabilmente lo conoscevano dagli inizi del Duemila, quando era iniziata la collaborazione con gli Aretuska. Ma ben pochi sanno che Roy suona la tromba da quando aveva dieci anni, e a tredici si esibiva già nella sua Sicilia con le big band di jazz tradizionale.
Da allora l'impegno di Roy in campo musicale è andato allargandosi a macchia d'olio, andando a toccare un po' tutti gli aspetti di quest'arte. Ora il musicista si presenta a Genova nelle vesti di direttore artistico. «Organizzo eventi da un sacco di anni - racconta Roy -. Con la mia società gestiamo, fra gli altri, il Festival delle passioni di Mantova, interessante incontro fra enogastronomia e musica. Ultimamente mi sono occupato di Festate, festival di culture e musiche del mondo di Chiasso dove era ospite Frankie Hi-Nrg MC. Conosco don Gallo da 11 anni. Quando mi hanno chiesto di partecipare a quest'evento non ho tergiversato e ho dato subito la mia disponibilità».
Nell'arco della sua carriera, il musicista, originario di Augusta in provincia di Siracusa, ha avuto modo di lavorare al fianco di grandi nomi della musica. Questa esperienza gli ha permesso di stringere rapporti con molti di loro, forse agevolando la sua missione. Come segnalavamo di recente, la cifra spesa per l'intero spettacolo al Porto antico è davvero minima (30 mila Eu) in rapporto alla fama dei musicisti che saliranno sul palco. «Con Tonino - prosegue Roy - abbiamo fatto alcune cose molti anni fa; anche con Manu Chao. Niccolò Fabi l'ho incontrato di recente al concerto di Mazzano Romano dedicato a Lulù (la figlia di Fabi scomparsa di recente, n.d.r.). Ho visto in lui una gran voglia di ricominciare. È stato quello stimolo che ha permesso di ridare vita alla sua attività».
Roy Paci si è già esibito a Genova decine di volte. A questo proposito cerchiamo di sapere se ritenga il Porto Antico una bella scenografia per un concerto e cosa abbia questa nuova puntata di diverso dalle precedenti. «È una bella cornice - conferma - la preferisco alle piazze perché mi sembra più idonea a creare un momento di raccoglimento diverso, più familiare. E poi rappresenta uno dei luoghi della storia della città. Con tutto il rispetto per Dalla e De Gregori, il concerto per don Gallo è più de core, come direbbero a Roma. I musicisti non vengono a Genova per la retribuzione, ma per festeggiare un amico; su questo c'è grande coesione da parte di tutti. Quel palco ha un'umanità diversa. Mi esibirò anch'io, poi si alterneranno gli ospiti con entrate e uscite. Alla fine ci sarà una grande sorpresa con tutti insieme sul palco, ma non voglio anticipare altro. Nella musica mi diverte vedere convergere personaggi diversi».
A condurre la serata ci saranno Vladimir Luxuria e Carla Peirolero affiancate da Miss Trans 2010 e Miss Trans Sudamerica 2010. La scelta non pare casuale. «È un modo per ribadire il no alla discriminazione», conferma Roy.
Toda joia toda beleza è il titolo di uno degli ultimi successi di Roy Paci e Aretuska, canzone che rispecchia in pieno quella che pare essere la sua filosofia di vita. Il pezzo è stato fra le sigle di Zelig, di cui Roy è stato direttore musicale per tre anni. «Lo scorso anno - spiega il musicista - abbiamo deciso di comune accordo di sospendere questa collaborazione. Prediligo la veste sul palco piuttosto che quella televisiva. In tv c'è poco spazio per la musica, parlo ovviamente di musica di qualità. X Factor è una fiction pseudo musicale, mi dispiace per Elio. Dopo trent'uno anni di musica mi posso permettere di dire quello mi sembra interessante e cosa no. Quando parli di musica ci vuole rispetto per chi ha studiato e lavorato duramente per decenni. Trasmissioni come X Factor sono piccoli escamotage per creare spettacoli al servizio della tv».
Per concludere cerchiamo di sapere quale dei tanti posti in cui ha vissuto rappresenti per un lui una seconda casa e quali siano i suoi progetti futuri. «Sono siciliano e in ogni posto dove vado, come diceva Bob Marley, mi porto la casa sulla testa. Mi sento a casa nei posti più disparati del mondo grazie alla curiosità per le tradizioni indigene. Non riesco a scegliere una seconda casa. Mi piace conoscere la gente, integrarmi mi dà energia e idee nuove. Le idee devono circolare e dare buone vibrazioni all'anima. Per esempio, se non avessi tanti impegni mi fermerei qualche giorno in più in città.
A Genova ci sono personaggi - come ad esempio i camalli del porto - da starci a parlare per ore. Questo mi affascina del mio mestiere: stare in contatto con la gente. Il disco nuovo è uscito a maggio, quindi al momento siamo impegnati con il tour. A ottobre 2010 saremo in America, dove rappresenteremo anche l'Italia in due occasioni, sempre con gli Aretuska. Per ora mi pare prematuro parlare di una nuova uscita discografica. Questo inverno saremo a suonare nei club europei. E poi sinceramente avrei anche voglia di un po' di vacanza». Come dargli torto. Nel frattempo Roy può sempre consolarsi con un'altra massima del re del reggae: «Le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si concedono un giorno libero. Come potrei farlo io?».