È un momento che aspettiamo dal 2004, quando Genova era stata Capitale europea della Cultura e ne era stata annunciata l'inaugurazione, ma finalmente oggi la nuova Biblioteca Universitaria è pronta ad aprire i battenti nell'ex Hotel Colombia.
Entro fine novembre verranno ultimati gli ultimi lavori di ristrutturazione degli enormi spazi liberty di fronte alla stazione di Principe e nella primavera 2011 avrà inizio il trasloco delle centinaia di migliaia di volumi dislocati tra le attuali sedi di via Balbi e il deposito di via XX Settembre.
Noi di mentelocale abbiamo visitato la nuova sede in anteprima: la direttrice Simonetta Buttò ci ha accompagnato tra squadre di operai al lavoro, masse di cavi elettrici e scatole di parquet per capire che aspetto avrà la più grande biblioteca della Liguria.
L'ingresso nell'enorme hall in stile liberty, sovrastata da una vetrata colorata, rende l'idea del fasto che doveva aleggiare nell'antico hotel di lusso. A sinistra una scala monumentale in marmo, a destra un lungo corridoio.
«L'atrio si presenta un po' diverso da una biblioteca tradizionale - spiega la direttrice - una biblioteca non può stare in strada, ma deve invitare all'ingresso. Per questo al pianoterra troveranno spazio una caffetteria, una sala conferenze da più di cento posti, un infopoint dell'Ufficio Turismo e una libreria di 1800 metri quadri, mentre nel corridoio verranno allestite mostre d'arte e vetrine con le novità in uscita. Il grosso del funzionamento avviene sopra».
Uno spazio enorme, aperto sulla città, in una zona - di fronte alla stazione Principe - di grande passaggio. Proprio la posizione privilegiata e l'eleganza dei decori creeranno un ambiente lontano dall'immaginario collettivo: niente più polvere e grigiore, la nuova biblioteca diventerà un luogo piacevole in cui stare.
«Al quinto piano sorgerà un ristorante con una terrazza panoramica - prosegue la direttrice - dopo ore e ore di studio sui libri è giusto che la biblioteca offra servizi e ambienti in cui potersi svagare».
Caffetteria, ristorante, libreria e un'eventuale copisteria saranno gestite da privati. Così Genova si adeguerà finalmente al modello culturale europeo, unendo possibilità di svago in una struttura capace di ospitare un patrimonio librario ricchissimo. Spiega Buttò: «La biblioteca vera e propria occuperà il primo e il secondo piano, mentre il terzo sarà riservato ai volumi rari, dai manoscritti del duecento agli incunaboli, fino alle cinquecentine. Tutto materiale attualmente conservato nel caveau di Balbi 3».
Altra novità, la possibilità di una consultazione a scaffale aperto di gran parte dei volumi: «Abbiamo pensato di ridurre il materiale da richiedere attraverso i bibliotecari e l'uso dei montacarichi. Proprio per gli spazi notevoli che abbiamo a disposizione prediligeremo la consultazione libera direttamente dagli scaffali. La nostra utenza appartiene in massima parte a studenti universitari e post universitari: calibreremo su di loro la scelta dei libri di libero accesso, che saranno circa 200mila».
Date le centinaia di migliaia di volumi disponibili, i montacarichi non verranno però abbandonati: dove una volta si trovava il cinema teatro dell'hotel Colombia troverà posto un enorme magazzino. «Il problema fondamentale delle biblioteche è l'esurimento dello spazio - prosegue Buttò - uno dei motivi per cui siamo stati costretti a trasferirci: i libri aumentano e non sappiamo più fisicamente dove metterli. Nella platea dell'ex cinema posizioneremo degli enormi armadi simili a quelli delle farmacie e faremo lo stesso nelle gallerie. Quando mancherà lo spazio potremo costruire una torre centrale capace di raccogliere nuovi volumi sopra la platea».
Tra le chicche della nuova sede, la biblioteca privata di Edoardo Sanguineti, che la moglie Luciana ha donato all'Universitaria. «Si tratta di un fondo di circa 26mila volumi - spiega la direttrice - che collocheremo in una sala riservata, un luogo privilegiato di ricerca e didattica per i giovani. Qui vorremmo trovasse posto anche un Centro studi Edoardo Sanguineti, in grado di dare sostegno alle tesi di laurea con la creazione ad esempio di collane e premi artistico-letterari, in linea con i vastissimi interessi di Sanguineti, che andavano dalla filologia, alla poesia alla musica contemporanea».
Altro luogo di forte innovazione sarà la mediateca, tra la hall e il primo piano. Una sezione che avrà un aspetto molto diverso rispetto ai progetti di più di dieci anni fa. «In questo tempo la tecnologia si è inevitabilmente evoluta - prosegue Buttò - sono anni che non vedo più uscire un ragazzo da una mediateca con un dvd. Perciò punteremo su postazioni dalle quali sarà possibile visionare gli archivi digitali di radio, tv ed enti pubblici e privati, secondo cicli tematici. Al momento abbiamo avviato contatti con la Discoteca di Stato, con le Teche Rai e con l'Istituto Luce. L'Iit di Morego applicherà le proprie tecnologie alla fruizione dei Beni Culturali. Si tratta di un ente privato e avrà una parte del mezzanino dedicata per approfondimenti e digitalizzazione, come la resa in 3D di manoscritti o carte geografiche. Alcuni di questi contenuti saranno a pagamento, con accordi di programma».
Insomma, la nuova Biblioteca Universitaria diventerà un gioiello di stile architettonico e tecnologia, ma nonostante la chiusura del cantiere entro fine mese, l'apertura al pubblico non sarà proprio immediata.
«La data di apertura certa non esiste ancora - precisa la direttrice - ma probabilmente oscillerà tra la fine del 2011 e la primavera 2012, dipende dalle scelte del Ministero dei Beni Culturali».
Oltre un anno ancora, necessario per collaudare gli spazi, arredarli e trasferire i libri. «I tempi si allungano perché abbiamo scelto di rendere accessibili al pubblico la maggior parte dei volumi di via Balbi 3, trasferendoli poco alla volta nella nuova sede senza essere costretti a chiudere la biblioteca».
Durante il trasloco, che occuperà i facchini per mesi, verrà anche reso noto a chi sarà intitolata la nuova sede: da più parti si vorrebbe il nome di Edoardo Sanguineti, altri suggeriscono di mantenere quello dell'antica sede, Hotel Colombia, ma l'ultima parola spetterà al Ministero dei Beni Culturali, da cui dipende l'Universitaria.
Molto probabile anche che - per l'importanza storica e il patrimonio librario - la biblioteca genovese assuma il titolo di Biblioteca Nazionale. «La domanda è già stata depositata» conclude Buttò.