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Tutti in riviera. Finalmente l'estate dà segno di sé e la gente comincia a spostarsi in riva al mare. Opto per una serata a Sestri Levante: sabato sera alle Piscine dei Castelli.
Giornalismo d'altri tempi, alla Gianni Brera, se non per il talento almeno per la religiosa dedizione all'alcool. Raggiungo Alberto a Chiavari e lo inizio all'arte del chupito, ovvero "come ubriacarsi in tempo record".
Posologia:
Un bicchiere di rhum a testa, da bere rigorosamente alla goccia, seguito da un sorso di succo d'ananas. Ripetere l'operazione fino alla perdita delle comuni inibizioni e del senso dell'orientamento (avvertenze: munirsi di un astemio alla guida).
Ci limitiamo a tre assunzioni: la notte è giovane.
Si fa un salto da Pippo, dove si assiepa la gioventù chiavarese in procinto di divertirsi. Insisto per andare subito in discoteca. Albe ribatte - è solo mezzanotte - ma non c'è problema, una buona mezz'ora la ammazzi a cercar parcheggio in passeggiata a Sestri.
Discutiamo. Corre voce che si richieda la camicia e la scarpa non di gomma, per entrare alle Piscine dei Castelli.
Ce la posso fare. La camicia ce l'ho: nera e precisa. La scarpa è da ginnastica ma nuova, sembra da sera. (che pensiero commovente). Arriva anche Giulio. Si è ubriacato alla grande guardando "i soliti ignoti". Ancora prima che si faccia vedere, non ho dubbi che scorgendo la sua mise il buttafuori scrollerà il capo e punterà un dito all'orizzonte.
Giulio:
Esce dalla macchina farneticando, spalanca le braccia in un saluto ecumenico, poi vede in terra il suo cellulare andato in pezzi. Veste: camicia cachi di lino che sembra appena estratta da una betoniera, jeans non meglio identificati, adidas stansmith che devono essere state bianche, ma prima delle Guerre Puniche. C'è di buono che riesce a stare in piedi.
Andiamo verso le Piscine. Il buttafuori è elegante, cerco di assumere un'aria sobria. Sono praticamente sicuro che ci rimbalzeranno. Ma non succede: C'è ancora misericordia. 25 carte di ingresso con consumazione. Bella discoteca davvero. Si balla sulla spiaggia, sopra, sotto, finalmente c'è spazio. Passerelle aeree sul golfo, l'insenatura naturale. Albe tesse le lodi della festa hawaiana che si tiene ad agosto, si entra con la canoa dal mare. L'utenza è giovane, la musica varia (ed è chiaro che non può mancare il revival, altrimenti come la balliamo "Sandokan"?).
Cubiste e cubisti per tutti i gusti; vorrei attaccare discorso con qualche ragazza ma, oltre ad essere orrendamente timido, potrei non dico essere loro padre, ma il loro cugino che ormai è grande sì. Fortuna che almeno ballare mi piace.
Come di consueto se non si becca si mangia. Nel budello c'è il molto consolatorio negozio di leccornie genovesi/austriache con focaccia e krapfen. Compri e vai a fare lo spuntino nella Baia del Silenzio, non so se mi spiego.
Tornando albeggia. Certo che mangiare è veramente una delle cose belle della vita.
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