«Il tema di questo libro, dedicato a illustrare progetti di impianti di produzione e trasporto dell'energia elettrica accomunati dalla ricerca di elementi che ne favoriscano il positivo inserimento nell'ambiente naturale, può sembrare un argomento di nicchia. Invece è un contributo significativo alla crescita della sensibilità sul tema della sostenibilità - paesaggistica, in particolare - delle infrastrutture. Esigenza tutt'altro che trascurabile, specialmente in un territorio, come quello italiano, densamente abitato, ricco di vestigia storiche e artistiche e costellato di aree naturali protette: un territorio dove l'inserimento di impianti industriali destinati a durare a lungo nel tempo richiede attenzione, rispetto e, appunto, sensibilità».
Con questa introduzione di Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna S.p.a. si apre il volume Architettura dell'energia, il volume edito da 24 ore Cultura che racconta la ricerca e il lavoro svolti dal Frigerio Design Group nel campo della progettazione architettonica applicata al settore dell'Energia. Un universo particolare, costituito da un elemento invisibile e impalpabile, l'elettricità, che infatti si può percepire al tatto solo a rischio di rimaner fulminati.
Dopo aver realizzato un primo e un secondo progetto di centrale elettrica e una serie di ricerche su altri interventi; dopo l'esperienza di un concorso internazionale che aveva per oggetto i sostegni relativi al trasporto dell'elettricità, l'architetto Enrico Frigerio ha così maturato l'idea di un testo dedicato a questa tematica certo complessa, ma caratterizzata non meno certamente da un profilo importante. Nel realizzare infrastrutture di grande misura come sono le centrali elettriche, si intuisce che quell'ingombro deve confrontarsi con il contesto che gli era proprio: quello naturale.
Le centrali, non sono quasi mai inserite nel cuore delle città o nelle periferie, ma quasi sempre in luoghi di natura aperta, a volte di natura incontaminata: perciò il rapporto e il confronto tra edificio e contesto è ogni volta delicato e cruciale. Lo stesso vale per i grandi sostegni che servono al trasporto dell'elettricità, ossia gli elettrodotti, attraversano orografie e paesaggi ogni volta sensibili, impongono sfide e confronti non indifferenti. Ecco allora, che partendo dall'idea della slow architecture che ispira l'attività del suo gruppo, Enrico Frigerio ha affrontato i problemi legati ai manufatti che riguardano l'elettricità in termini di scommessa, alla ricerca di risultati per garantire a quelle opere, il massimo della dignità e della qualità architettonica.
La slow architecture è per il team di Frigerio una filosofia di lavoro che mette insieme diversi temi: il rapporto con la natura e la storia del luogo, la tecnica costruttiva e le esigenze del Committente. Un'architettura progressiva che vive nel tempo e trae dal contesto le risorse per la sua definizione. Un'architettura lenta che per metodo, tempi e processi, si colloca al polo opposto della globalizzazione. Nel processo entrano in gioco i cicli di produzione, la costruzione, la gestione, la manutenzione, il comfort sensoriale, l'energia consapevole e il cantiere. Un'idea di progetto inteso come servizio integrato capace di trasformare il lavoro di ricerca e di progetto in realizzazioni concrete, in architetture da vivere nella qualità totale, efficienti energeticamente e ragionevoli socialmente ed economicamente.