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Don Gallo inaugura la Casa di quartiere: il progetto Ghettup - Mentelocale.it

Don Gallo inaugura la Casa di quartiere: il progetto Ghettup

Don Gallo inaugura la Casa di quartiere: il progetto Ghettup

Il prete da marciapiede a Bossi: «Vorrei che ascoltasse Creuza de mä». Giovedì 24 la festa di apertura di uno spazio per il 'Ghetto' genovese

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Genova - Mercoledi 23 febbraio 2011

Giovedì 24 febbraio alle 15 in vico della Croce Bianca 7-11r inaugura la Casa di Quartiere del Progetto Ghettup. All'inaugurazione partecipano anche Don Gallo, la cui comunità è tra le capofila nella realizzazione del progetto, e la Banda di piazza Caricamento, che alle 16 parte da piazza Banchi e arriva al centro del Ghetto attraverso un itinerario festaiolo e musicale.

«Vorrei che Bossi ascoltasse Creuza de mä di De Andrè, forse capirebbe che il nostro è un mare aperto, un incrocio tra Oriente e Occidente, con culture e saperi antichi. Una ricchezza di civiltà».

Esordisce così Don Gallo nel presentare Ghettup, lo spazio polivalente al centro del Ghetto genovese nell'ambito del progetto Toghettotoghether. Il Don, da anni sempre in prima linea per la difesa di poveri ed emarginati, lancia una frecciatina sul possibile arrivo di un'ondata di trecentomila immigrati, a seguito le rivolte in Libia: «l'immigrazione è un incontro di civiltà, non si può fermare, perché è un processo umano. L'Italia deve essere in grado di monitorare il fenomeno e di accogliere gli immigrati, ma la questione è anche europea e non ci si può tirare indietro. Noi crediamo che un nuovo mondo sia possibile».

Toghettotoghether è un progetto volto a riqualificare l'area del Ghetto del centro storico genovese, ovvero il territorio compreso tra via delle Fontane, piazza della Nunziata, via Lomellini e via del Campo.
Il nome gioca sui termini inglesi di get up (alzarsi) e get toghether (stare insieme), per dare una connotazione maggiormente positiva alla parola ghetto, che di per sé evoca l'emarginazione e la chiusura. L'idea è nata da un bando lanciato dal Municipio Genova I Centro Est, cui hanno aderito numerose associazioni genovesi, unite per la realizzazione del Contratto di Quartiere, un programma di riqualificazione e rivitalizzazione del territorio, da anni in uno stato di forte degrado.

Una delle cinque azioni su cui verte il progetto è la Casa di Quartiere, una struttura che offre agli abitanti una vasta tipologia di servizi: da luogo di incontro e di dialogo a centro d'ascolto, da sportello informativo e legale a spazio ricreativo e di collaborazione per iniziative volte al miglioramento del territorio e del tessuto sociale.

Anche se l'inaugurazione ufficiale è fissata per il 24 febbraio, la Casa di Quartiere in vico della Croce Bianca 7-11r è già attiva da diversi mesi, come spiega Domenico 'Megu' Chionetti, della Comunità di San Benedetto: «la nostra intenzione era quella di costruire prima un rapporto con gli abitanti e mostrarci operativi su quello che effettivamente offriamo. Proprio da questo confronto con la realtà locale abbiamo scoperto la necessità di introdurre nuove soluzioni e nuovi servizi, a seconda delle esigenze e delle richieste dei cittadini».

Le attività svolte dalla Casa di Quartiere sono numerose e rivolte a diverse componenti del tessuto sociale: dai corsi di alfabetizzazione e di italiano rivolti ad adulti e ragazzi allo sportello legale, che offre gratuitamente ai residenti le consulenze necessarie ai piccoli e grandi problemi quotidiani e al rapporto con le istituzioni.
Diverse sono anche le attività dedicate ai giovani, tra laboratori video e multimediali, e la creazione di un giornalino di quartiere, che sia in grado di veicolare le opinioni degli abitanti.

Ma chi sono i residenti del Ghetto, una zona centralissima, ma tuttavia poco battuta dai genovesi? «Per lo più si tratta di immigrati, provenienti da diverse parti del mondo - spiega Domenico, - ma ci sono anche italiani più o meno giovani, oltre alla comunità delle persone transgender, tutte realtà che hanno bisogno di amalgamarsi e di creare relazioni all'interno del quartiere». E aggiunge Don Gallo: «il quartiere deve diventare un cantiere a misura umana, che dimostri come anche nei luoghi più degradati sia possibile crescere attraverso la partecipazione democratica».

Approfondisci

Contratto di Quartiere

I Contratti di Quartiere sono programmi di riqualificazione finalizzati alla rivitalizzazione di ambiti urbani in situazione di forte degrado.
Il contratto di quartiere del Ghetto prevede la realizzazione di una residenza sociale specialistica per giovani donne nella Casa della giovane, la riqualificazione dell'isolato più critico mediante opere d consolidamento strutturale, la concessione di contributi ai condominii privati (30% del costo di intervento) per il recupero delle parti comuni, la riqualificazione della viabilità con il rifacimento delle sottoutenze, l'inserimento di una scuola materna e di alloggi sociali nel complesso di San Filippo, oltre ad una serie di azioni sociali (la Casa di Quartiere, un ambulatorio socio-sanitario, una residenza per giovani artisti e un'impresa sociale). Il programma è finanziato con fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Regione Liguria, per un importo pari a 7.621.044,33 Eu.


La Casa di Quartiere

La gestione della Casa di quartiere è stata affidata ad una rete di soggetti sociali, il cui capofila è l'Associazione Comunità di San Benedetto al Porto, che si è presentata insieme ad altre storiche realtà genovesi: l'Associazione il Cesto, l'Associazione San Marcellino, la Cooperativa sociale La Comunità, la Cooperativa sociale Il Laboratorio, il Consorzio Sociale Agorà, la Cooperativa Sociale La Lanterna, l'A.R.C.I. Genova, il Comitato provinciale A.R.C.I. Gay, l'Associazione Transgenere, l'Associazione Princesa, la U.I.S.P., l'Associazione Leopardi V-Idea, l'Associazione cinematografica progetto cine indipendente, il Progetto Melting Pot.

Chiara Pieri

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