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Varcate Porta Soprana ed ecco il Barbarossa. Tavolini all'esterno, con musica dal vivo o dj ma solo stagione permettendo. All'interno lo spazio è poco ma c'è una sala superiore molto calda e accogliente, ideale per quattro chiacchiere in calma. Al banco due fratelli gemelli (ho proposto di fargli indossare una divisa identica ma non credono sia una buona idea), in grado di produrre qualsiasi cocktail conosciuto: la lista infatti, oltre ai drinks internazionali, prevede i "cocktails genovesi" e, pensate un po', persino i cocktails antichi. Antiquariato dell'alcol, roba da intenditori. Se avete voglia di scoprire o ritrovare l'antico sapore del Gimlet ad esempio, adesso lo potete fare. Ammesso che la cosa vi interessi, potrete contare su di un vasto assortimento di tisane dagli ingredienti fantasiosi, nonché su 85 tipi diversi di Whisky, (proprio 85, non è un errore, i Rhum sono 77, e c'è una teca di 12 Tequile invecchiate , ora capite perché non vedo la ragione di bere tisane...). Con premesse come queste non è difficile capire perché il Barbarossa è diventato uno dei must per l'aperitivo, anche se - sento lamentarsi gli amici studenti - è un po' caro. Leggetevi le curiosità appese alle pareti. Imperdibile il listino prezzi recuperato chissà come da uno dei tanti casini che affollavano la zona di via del Canneto. Marchetta semplice, un'ora, mezz'ora... Appena entrati è appeso al muro sulla sinistra. Ma come mai c'è una triste statua di Elvis con la chitarra?
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