La storia di Zero Plastica, gruppo hip hop genovese con un'esperienza di oltre dieci anni, è un sogno che si realizza. Il loro ultimo disco Basta! è stato infatti prodotto dall'etichetta musicale di Brooklyn Nomadic Wax che ha anche scelto il dj del gruppo, dj Nio, per una trasmissione musicale su radio New York. Il nuovo disco di Zero Plastica si presenta come una lente di ingrandimento sui controsensi della società italiana, un messaggio chiaro che piace agli americani e che in Italia sta raccogliendo un numero di proseliti sempre crescente. Partiti dieci anni fa dalle cantine genovesi, Erik Rosa (dj Nio) e Lorenzo Pezzati (Lurè) sono arrivati fino alle collaborazioni con grandi artisti hip hop di tutto il mondo. Li abbiamo incontrati a Genova per parlare del loro nuovo disco, di presente e futuro, di Italia e America e del progetto Solidhop che da mercoledì 11 maggio 2011 vedrà dj Nio condurre ogni settimana dj set dalle sonorità hip hop al Solidoc di piazza Matteotti.
Come nasce Zero Plastica?
«Zero Plastica nasce dall'incontro/scontro di Nio e Lure nel 2001: era già qualche anno che collaboravamo assieme, ma la consacrazione è stata a luglio di quell'anno, tre giorni prima del G8, il nostro primo live, per altro in apertura ad Assalti Frontali e Colle Der Fomento. Omar è entrato a fare parte di Zero Plastica mentre lavoravamo a Basta!, similmente ad altri amici con cui abbiamo collaborato in questi dieci anni».
Qual'è stato il vostro percorso musicale dalla fondazione del gruppo fino ad oggi?
«Siamo partiti con le produzioni del vecchio campionatore di Nio, un Akai Mpc 2000 XL, e per anni abbiamo scritto, provato e suonato dal vivo senza mai registrare una canzone: in pratica l'opposto di ciò che fanno tutti i rappers di oggi, che prima fanno un video e poi misurano la propria credibilità in base alle visualizzazioni su youtube. Siamo il gruppo ligure con più concerti alle spalle e abbiamo avuto l'onore di aprire artisti come Shaggy, George Clinton & Funkadelic, Fabri Fibra, Subsonica, Roy Paci e moltissimi altri, e da ognuno abbiamo imparato una lezione di vita, non solo musicale. Abbiamo collaborazioni con artisti di tutto il mondo, dagli States alla Cina, dalla Tunisia ad Haiti. Zero Plastica è la prova che l'underground può arrivare davvero dove nessun altro ha mai osato, senza scendere a compromessi, senza censure nonostante i tentativi da più parti. E questo, coi tempi che corrono, per noi ha un significato simile ad un miracolo».
È appena uscito il vostro nuovo disco Basta!, quanto è durata la lavorazione e come potete presentare questo prodotto?
«La lavorazione di Basta! ha avuto dei tempi biblici, alcuni pezzi sono stati iniziati addirittura quattro anni fa e, nel tempo, sono stati lavorati in maniera meticolosa da Roberto Gabrielli, nostro tecnico e polistrumentista. onivolgere i musicisti anzichè affidarsi completamente al campionatore ha complicato ulteriormente questo processo. Così, anche se dalla pubblicazione del nostro primo disco al primo pezzo di Basta! non è trascorso neppure tanto, in questi ultimi anni abbiamo pubblicato una valanga di altri progetti paralleli».
Il vostro disco esce per un'etichetta americana. Come è nata questa collaborazione?
«Un paio di anni fa la Nomadic Wax ha contattato Dj Nio perchè interessata alla sua particolare prospettiva globale sulla musica black: da lì la collaborazione che ha portato Nio ha produrre un programma per una nota radio di New York, e diversi altri progetti internazionali, quali mixtapes, beats, colonne sonore. Mentre stavamo lavorando al disco, abbiamo fatto ascoltare alcune canzoni a Ben Herson e Magee McIlvaine -rispettivamente C.E.O. e Creative Director della Nomadic Wax-, i quali se ne sono innamorati immediatamente, pur non capendo neppure una parola in italiano. Dopo che abbiamo tradotto in inglese il significato dei nostri testi, la Nomadic Wax ha interamente sposato la nostra causa in tutto e per tutto, supportandoci a livello planetario insieme a World Hip-Hop Market, il maggiore negozio online di rap globale e urban music».
Quali sono le collaborazioni principali del vostro disco?
«In totale abbiamo coinvolto circa una trentina dei maggiori musicisti genovesi: Marco Fadda, RobiGabri, Bobby Soul, Bob Quadrelli, Sergio Limuti, Riaccardo Kalb. Molti dei quali hanno fatto parte di gruppi storici come i SensaSciou, Blindosbatta, Mr.Puma e i Raptus, Cool Reggae Band; altri fanno parte di gruppi bravissimi che potremmo definire nostri coetanei, come EnRoco, Aparecidos, Dindo & the Reggae Band, Groovenauti, Eazy Skankers».
La Bbc e Mtv si sono interessate di voi e l'università di Berklee vi ha chiesto di tenere lezioni sul rap e la libertà di stampa in Italia, come spiegate questo successo di Zero Plastica all'estero?
«Non ce lo spieghiamo. Siamo rimasti davvero stupiti quando la Bbc ci ha chiamato per un'inchiesta che stava conducendo sul rap globale. Provate a cercare Zero Plasitca BBC su google, che poi sembra che diciamo belinate. Quello di Berklee è stato un altro shock: non capita tanto spesso di essere invitati da una delle maggiori università musicali del mondo. Tuttavia, non appena un professore ha saputo che Nio era a Boston per il mastering di Basta!, l'ha voluto incontrare di persona perchè incuriosito dalle tematiche trattate nei nostri testi e, di fronte ad una folta platea di studenti, ha paragonato il coraggio di Zero Plastica a quello del giornalista Roberto Saviano: il che è decisamente esagerato e distante da ogni realtà, ma sappiamo che gli americani hanno sempre questa abitudine a cercare esempi mirabolanti».
Cosa avete esportato di Genova nelle vostre sonorità e nella vostra esperienza oltreoceano?
«Per prima cosa il pesto. Nio è arrivato a New York con qualche vasetto e qualche kilo di spaghetti per spiegare la differenza tra il nostro sugo preferito e la loro green sauce, diventando l'ospite più ambito da tutti. Inoltre, gli americani sono rimasti impressionati dalle sonorità del nostro disco che, pur essendo di un genere che conoscono molto bene -il rap-, ha mille sfumature diverse, dal reggae all'elettronica sperimentale, dal funk classico alla musica afro-cubana; ci hanno detto che è un disco molto fresh e che se le tematiche sono in stile Public Enemy, il sound è rivoluzionario, originale. Detto dal popolo che il rap l'ha inventato, è il più grande complimento che ci sia mai stato fatto».
Dove si può trovare il disco e quali saranno i vostri concerti dal vivo nei prossimi mesi?
«Il disco è in vendita da Disco Club in via San Vincenzo a Genova, lo si può ordinare dal nostro sito www.zero-plastica.com e comprare in digitale su www.zeroplastica.bandcamp.com. Le date del nostro tour ci porteranno ad aprire i concerti di Alborosie e Dargen D'amico tra gli altri, poi al Suq, al Festival Internazionale di Poesia, e in giro per l'Italia. Per tutte le informazioni si può consultare il nostro blog e seguirci su facebook e twitter».