Racket, prostituzione, micro e macro criminalità. Ecco cosa viene in mente, di solito, quando si pensa al quartiere genovese della Maddalena: uno scenario problematico e desolante, da cui molta gente si tiene a debita distanza e in cui movida e vita notturna non hanno mai attecchito.
«A differenza di altri quartieri, la Maddalena è in effetti rimasta indietro e non ha goduto degli effetti della trasformazione che ha investito altre parti del centro storico dal punto di vista sia fisico che della funzione, né di un miglioramento della qualità della vita», spiega Claudio Oliva, direttore di Job Centre, l'istituzione genovese che partecipa accanto al Comune di Genova e ad altri enti europei pubblici e privati al progetto Creative Cities: «oggi le attività commerciali e artigianali sono ridotte all'osso, il 43% delle saracinesche è chiuso».
L'impressione, però, è che finalmente ci si trovi di fronte a un momento di svolta. La Maddalena è un quartiere in crisi che sta progettando la sua riscossa. «Il Patto per lo Sviluppo della Maddalena sta facendo da catalizzatore di molte energie e capacità progettuali. Moltissime sono le realtà sociali e culturali che stanno contribuendo, con la loro creatività a costruire un percorso positivo. Una progettualità che investe la vivibilità, l’urbanistica e che promuove il quartiere come una risorsa per la città della cultura e della creatività».
Il progetto, già in fase di attuazione, è di creare nella zona un ambiente favorevole all'insediamento delle industrie creative. «La creatività può servire non solo a generare nuove idee, nuovi servizi, nuovi prodotti» dice Oliva, «ma può anche dare strumenti utili per la trasformazione urbana. Da questo punto di vista, la creatività diventa una vera e propria leva di cambiamento territoriale».
Il progetto comprende anche una serie di «misure fisiche per rompere l'isolamento del quartiere»: rifacimento delle pavimentazioni, della segnaletica di orientamento, dell'impianto di illuminazione e copertura wi-fi. E poi, «la realizzazione di un distretto sociosanitario alla Posta Vecchia e della sede definitiva del laboratorio sociale e culturale che ospita oltre 70 realtà».
In cantiere, anche l'idea di creare una casa delle arti e dei mestieri in piazza Senarega, nel cuore del centro storico genovese, seppure leggermente decentrata rispetto alla Maddalena: «sarà uno spazio che ospiterà Urban Center, Città dei Mestieri, e un Centro sui mestieri artigianali connesso con il mondo dell'arte e dell'Università» rivela Oliva, «e che avrà come spazi espositivi la loggia di Banchi e diverse botteghe nel Sestiere».
Per favorire la riqualificazione della Maddalena, aggiunge il direttore di Job Centre, «ci sono agevolazioni per l'insediamento di imprese in modo da creare un ambiente urbano in grado di favorire lo sviluppo e attrarre nel quartiere anche soggetti dell'industria creativa. Quello che chiediamo al costituendo distretto dell’industria creativa è raccogliere questa sfida, proponendo idee e soluzioni originali, insediandosi e portando energie, ed organizzando eventi su questo territorio».