Maddalena, quartiere creativo e multiculturale

Maddalena, quartiere creativo e multiculturale

La zona critica del centro storico genovese vista dai suoi commercianti. «Siamo felici di lavorare qui, rifaremmo la stessa scelta»

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Il Comune di Genova, insieme a Job Centre s.r.l., è l'unico ente italiano che partecipa al progetto europeo Creative Cities (di cui mentelocale.it è mediapartner) accanto a città e istituzioni tedesche, polacche, slovene e ungheresi: Città di Lipsia (Germania), Aufbauwerk Region Leipzig GmbH (Germania), Gdansk Entrepreneurship Foundation (Polonia), Institute for Economic Research (Slovenia), Comune di Genova - Area Cultura e Innovazione (Italia), Regional Development Agency of the Ljubljana Urban Region (Slovenia), City Hall of Gdansk (Polonia), Città di Pecs (Ungheria), Cultural Innovation Competency Centre Association (Ungheria) e German Association for Housing, Urban and Spatial Development (Germania).

Genova - Sabato 16 luglio 2011

Passeggiando nel quartiere della Maddalena ci sono le signorine che ti sorridono sulla soglia: un sorriso forzato, che nasconde la tristezza. Ma a guardare bene, c'è anche dell'altro: tra le facce che si incrociano per strada, non è così raro trovare gente che ride per davvero, che è felice di lavorare in questa zona problematica, che ha fiducia che nei prossimi anni qualcosa possa davvero cambiare. Italiani e non.

Gente come il sarto senegalese Issa, come la ceramista Agnese e il grafico-apicultore Andrea, che alla Maddalena hanno deciso di avviare le loro attività. Li incontro nel delizioso negozietto di Agnese (Le Ceramiche del Grifo, via della Maddalena 78 r, info 010 500863): lei ci lavora da dieci anni e non ha alcuna intenzione di spostarsi.
Il suo sguardo si rabbuia un po' mentre dice che «una volta c'erano molti più negozi», ma in fondo alla Maddalena si sente come a casa. La ceramica è la sua passione e il suo lavoro: «riprendo ceramiche tradizionali genovesi e liguri dal '500 al '700, tengo corsi di calchi in gesso e tornio» spiega. Sarà lei una delle figure fondamentali della nuova casa delle arti e dei mestieri che avrà come sede il Palazzo di piazza Senarega e che avrà come spazi espositivi la loggia di Banchi e diverse botteghe della zona.

La casa delle arti e dei mestieri è uno dei progetti pensati per far diventare la Maddalena un quartiere creativo. Grazie all'appoggio di Job Centre, l'istituzione genovese che partecipa accanto al Comune di Genova e ad altri enti europei pubblici e privati al progetto Creative Cities, tra qualche anno il volto di quest'area potrebbe davvero cambiare.

Issa Kane fa il sarto: è arrivato dal Senegal in Italia cinque anni fa, ed è a Genova da circa un anno. «Il mio sogno è di diventare uno stilista affermato», afferma, ma per ora gli sta bene lavorare nella sua piccola sartoria alla Maddalena (Garmi Fashion, via della Maddalena 11 b, info 329 4649625): «è un quartiere un po' pesante, ma io penso solo al mio lavoro, voglio essere una persona onesta. Molti, sia amici che clienti, mi consigliano di cambiare zona, ma io non mi voglio spostare».
La passione per la sartoria, Issa se l'è portata dietro dall'Africa: «è lì che ho imparato, ma poi in Italia ho sviluppato molto la mia tecnica frequentando tre diverse scuole a Novara». Fa di tutto, dalle più classiche riparazioni agli abiti etnici, fino a vestiti da sposa: «quando ho aperto, molti clienti non si fidavano, poi è iniziato il passaparola e ora vengono da me più italiani che africani».

Andrea Piccardo, invece, nel centro storico ci è nato. E continua a viverci serenamente. Attualmente ricopre anche la carica di presidente del CIV della Maddalena, ma è anche grafico e illustratore e ha un negozio di miele che gestisce con sua moglie (Mielaus, vico della Rosa 20 r, info 010 2519448). In cantiere, l'apertura di uno studio grafico al piano superiore.
«In questa zona la situazione non è ancora buona» afferma: «nonostante molti obiettivi raggiunti grazie all'aiuto di Job Center e del Comune, ogni cosa che facciamo fa fatica ad attecchire nel territorio e va avanti molto lentamente». Ma la Maddalena è il suo quartiere, è qui che ha deciso di far crescere il suo bambino: «ha un anno e lo faccio camminare tranquillamente in strada» racconta, «e quando apro le serrande, lo lascio un attimo insieme alle prostitute del vicolo di fronte: lo adorano».

Ceramica, sartoria, grafica: la Maddalena, dunque, può rinascere attraverso la creatività. Agnese, Issa e Andrea ne sono convinti. Mi ripetono in coro che non hanno dubbi: ripeterebbero la scelta che hanno fatto.
E quando gli chiedo come si immaginano il quartiere tra dieci anni, vedo i loro occhi brillare. «È una zona difficile, ma anche io voglio contribuire a creare qualcosa per il suo futuro» dice Issa. «Mi piacerebbe che la Maddalena si riempisse di negozi tipici genovesi, di quelli che vendono torte e farinate», aggiunge Agnese. «Il mio sogno è un quartiere pieno di artigiani» conclude Andrea, «e che torni ad essere popolato da giovani, da bambini che qui possano nascere e crescere».

Tutti e tre, in fondo, tra dieci anni sperano di essere ancora lì.

Luca Giarola

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