Arrivando con il treno nella stazione che viene usata come spazio vivo e polivalente – ospita, per esempio, un periodico mercatino di prodotti tipici e a dicembre il grande Christmas Market - non si può evitare di rimanere colpiti dal florido Angelo Custode di Niki de St. Phalle, sospeso a proteggere i viaggiatori: è il primo impatto con l'aria di Zurigo, quella particolare atmosfera fatta di arte e storia, grafica e design che con discrezione, quasi per caso, fanno da sfondo alla vita quotidiana.
La macelleria che turbava le giornate di Lenin con i suoi rumori e odori e il Cabaret Voltaire dove nacque il movimento dadaista; le vetrate che Chagall già ottantenne disegnò per la chiesa di Fraumunster; il neobarocco Teatro dell' Opera che fu il primo ad installare la corrente elettrica; la trasformazione in atto dell'ex- quartiere industriale di Zurich-West in un grande laboratorio di cultura e tendenza. Tutto questo si aggiunge agli oltre 50 musei e 100 gallerie d'arte della città.
Il principale è il Kunsthaus, dedicato alle arti figurative, con una ricchezza strabiliante di opere lungo l'arco di 500 anni, e un'ampia collezione di opere di Alberto Giacometti. Il museo ospita anche mostre temporanee, come quella che dal 21 ottobre 2011 al 15 gennaio 2012 esporrà per la prima volta al pubblico un'accurata selezione della raccolta privata appartenente alla famiglia Nahmad. La mostra, intitolata Mirò, Monet, Matisse - The Nahmad Collection comprenderà più di cento opere, alcune delle quali solo raramente uscite dalle sale della collezione privata.
Il Museo Nazionale Svizzero ci riporta invece alla storia attraverso testimonianze concrete delle vicende elvetiche e della vita quotidiana dei suoi abitanti - non escluse armature, spade e archibugi con cui gli svizzeri in passato hanno prestato la loro opera di uomini d'arme - è ospitato in un curioso castello vicinissimo alla Stazione, che risale a soli 100 anni fa.
Il Museo Rietberg raccoglie una vasta collezione di arte extraeuropea, e non si può dimenticare la vicina città delle fotografia, Winterthur, con il museo e la sede della Fondazione Svizzera della Fotografia. Nella cittadina si arriva in soli 20 minuti, in treno o in battello, mentre rimanendo a Zurigo città sono assolutamente da prendere in considerazione il Museum für Gestaltung-Museo del Design e il Museum Bellerive, che raccolgono grafica, design e arti applicate, fra cui una bella collezione di opere Jugendstil.
Attenzione anche a portoni, atri, decorazioni, vetrine: gli stili che si sono succeduti nel tempo sono stati preservati in abitazioni e negozi e offrono al turista scorci incantevoli.
La via dell'arte, la Ramistrasse, è solo uno dei luoghi ad alta densità di gallerie, ma in tutto il centro storico e altrove si incontrano librerie antiquarie, colte botteghe di fumetti e libri rari, accattivanti rivenditorie di poster e grafica, di raffinati articoli d'artigianato e di bizzarro, o lussuoso, design d'epoca e vintage.
Quasi a bilanciare questa atmosfera un po' rarefatta, la gastronomia a Zurigo ha un posto di tutto rispetto nella vita della città: sono più di 40 i ristoranti che possono vantare punti Gault Millau, e i locali storici reggono con onore l'assalto dei molti locali etnici e di tendenza: le vecchie e tradizionali birrerie nel centro storico risuonano ogni sera di brindisi collettivi con il boccale levato in alto, discreti cortili e terrazze offrono le specialità tipiche nelle serate estive.
A Zurigo c'è anche uno dei più antichi ristoranti vegetariani, l’Hiltl (Sihlstrasse 28). Inaugurato nel 1898 e tuttora gestito dalla stessa famiglia ha un ricco buffet di altissima qualità di cibo vegano e vegetariano: vi si può mangiare sia a buffet che a la carte e, anche se non si entra senza prenotazione, l'esperienza merita l'attenzione anche dei più convinti carnivori.