Me lo stanno domandando in molti. Come fai a tirare avanti senza un lavoro fisso? Non ti spaventa un futuro senza certezze oggettive? E altro sulla falsa riga.
Come ho sempre detto, questo blog non è un manuale di soluzioni. Ma un racconto quotidiano di come si possano affrontare emozioni e sensazioni che una situazione di perdita del lavoro può generare. E, come ho sempre detto, il mio è un caso non disperato per le varie ragioni precedentemente raccontate.
Quello che accomuna tutti coloro i quali scelgono, o sono costretti a scegliere, nuove forme di sopravvivenza, sono aspetti pratici quotidiani da cui non si può prescindere.
Per sintetizzare li chiamerò 'costi fissi'. Cioè tutte quelle spese che ci tocca di sostenere all'interno di una comunità civile. E mi riferisco a rate dei mutui, affitti, cibo, tasse, bollette. Queste ci sono. Arrivano come il Natale.
I costi fissi (c.f.) sono la benzina che alimenta la nostra società e il nostro vivere. Accendiamo la luce per leggere o guardarci in faccia e paghiamo. Abbiamo un tetto sopra la testa e paghiamo. Ci ammaliamo e paghiamo. Mangiamo e paghiamo.
Si può discutere se ciò che paghiamo è congruo, equilibrato e sensato. Se tutti paghiamo allo stesso modo. Se tutti abbiamo gli stessi diritti. Se non esistono esistenze di serie A e di serie B.
Quindi come faccio a tirare avanti? Limito, riduco o elimino il superfluo di ogni cosa. E attingo dai miei risparmi per i c.f. Quanto può durare? Banalmente finché durano i risparmi. Allora bisogna cercare di rimpolparli. E per questo nascono piccole attività e nuovi mestieri da affrontare. Le piccole attività, a volte, sono anche quelle che ti consentono di non dover spendere. In quest'ottica il gran lavoro di pulizia del terreno acquistato, assume questa caratteristica. Oppure iniziare lavori come il teatro, dove partecipo scrivendo le canzoni e suonandole dal vivo. Oppure collaborare in consulenze con aziende che mi richiedono una partecipazione a determinati progetti. Oppure lavorando, a chiamata, per un ristorante/albergo a 2000mt d'altezza. Oppure facendo funzionare l'attività di B&B in casa propria.
Insomma. Ci si arrangia. Nel senso che, volendo compiere una scelta di vita piuttosto importante come ho fatto io (un po' forzata, a dirla tutta), ci si deve mettere mentalmente in una nuova dimensione.
Negli anni ho accumulato qualche risparmio e fatto investimenti (casa dove vivo) utili all'essere indipendenti il più possibile. Non ho figli e questo significa molto. In bene e in male. Ho vissuto per 30 anni con stipendi via via crescenti fino agli ultimi molto pesanti, almeno per me. Sono nato povero e quel po' di benessere conosciuto per strada l'ho sempre reputato un'eccezione e non un punto d'arrivo. Grazie a questo posso permettermi di sopravvivere con il 90% in meno di quanto guadagnavo fino a nove mesi fa. E con prospettive di non guadagnare mai più quelle cifre.
Per cui, bisogna mettere sé stessi al centro e provarci. Non sempre ci si riesce e io stesso non ho ancora la percezione di successo garantito. So, e ne sono certo, che non tornerò indietro. Ed è una grande scoperta, credetemi. E ci si arriva pian piano, ammesso che ci si arrivi.
Sono un privilegiato che nel passato non ha sempre visto il bicchiere mezzo pieno e per questo si è tutelato o almeno ha provato a farlo. E poi non sono da solo e questo è un altro grande aspetto al quale non sempre ho dato troppa importanza. Sono un solitario di natura ma non amo la solitudine assoluta. Amo guardare chi fa meglio di me e cercare d'imparare qualcosa.
Quindi, mi spaventa il futuro? Si e no. Per carattere sono un eterno spaventato, amandomi poco è quasi inevitabile. Ma al tempo stesso sono un sognatore incallito e non riesco a fare a meno di immaginare scenari e situazioni nuove.
Quindi. Nessun consiglio ai naviganti!
Prendere la propria vita e cercare di qualificarla per ciò che è realmente, non è un esercizio da superman ma un'attitudine che da qualche parte tutti abbiamo in essere. Si tratta solo di darle aria e consentirle l'importanza per ciò che è veramente. E spesso, quest'attitudine, ha a che fare con i sogni, con le emozioni e con ciò che di irripetibile ci rappresenta.
Sarò banale, lo ammetto, ma siamo tutti irripetibili.
Per fortuna.