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itinerario arenzano
 

Itinerari di Liguria: dal Passo del Curlo al Passo della Gava di Arenzano

 
Un percorso di montagna a pochi passi dal mare. Birdwatching tra sorgenti, cascatelle e mucche al pascolo. Di Enrico Pelos
 
   

     
Arenzano, 15 ottobre 2011
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di Enrico Pelos
   
 
In questa pagina, un itinerario tratto dal libro Passeggiate a Levante. 45 itinerari nelle province di Genova e La Spezia (Blu Edizioni, 2011, 192 pp, 16 Eu) di Enrico Pelos.

Il libro
Golfo Paradiso, Portofino, Antola, Val d'Aveto, Baia delle Favole, Cinque Terre, Golfo dei Poeti: nomi evocativi che meritano di essere conosciuti ed esplorati senza fretta.
45 itinerari nella Liguria di Levante, provati dall’autore, che vanno dalle semplici passeggiate alle escursioni più impegnative, per tutte le stagioni. Cartine, note tecniche e fotografie arricchiscono questa guida pensata per chi vuole andare alla scoperta di un paesaggio di particolare bellezza, tra mare e monti: gli itinerari costeggiano le rinomate spiagge, offrendo squarci spettacolari su promontori e scogliere, ma si inoltrano anche nell’entroterra meno conosciuto, in zone rurali e montane attraversate da vie del sale e antiche mulattiere. I box di approfondimento si soffermano sugli aspetti storici, naturalistici e artistici, senza dimenticare le tradizioni gastronomiche.
Tra il verde dei boschi e l’azzurro del mare e dei laghi, il libro conduce in un viaggio a passo d’uomo alla scoperta del territorio, della natura e del paesaggio.

L'autore
Enrico Pelos è nato a Genova, dove vive. Unisce all'interesse per il territorio la passione per la fotografia di paesaggio. Giornalista pubblicista, fotografo e web designer, collabora con enti privati ed istituzionali per siti e portali web, nel design e nella produzione di presentazioni e cd multimediali in ambito territoriale, sviluppando ulteriormente la fotografia del territorio e di ricerca.

Lungo un’antica via «del legno», un bel Sentiero Natura che in breve porta in mezzo a boschi di tipo montano a pochi passi dal mare.

NOTE TECNICHE
Partenza e arrivo
: Arenzano, località Passo del Curlo (293 m) - Passo della Gava (752 m)
Dislivello: 459 m
Tempo di percorrenza: 2,30-3 ore (a/r)
Difficoltà: E. D’inverno EE, il tempo spesso cambia all’improvviso con forti venti freddi e notevoli abbassamenti di temperatura, nebbie improvvise e nevicate
Periodo consigliato: tutto l’anno (eccetto le giornate calde), ma in particolare la primavera per il possibile avvistamento dei rapaci
Attrezzatura: normale da escursionismo, consigliati i bastoncini telescopici
Cartografia: SV1 - Parco del Beigua. Arenzano, Cogoleto e Varazze, EDM Edizioni del Magistero, Genova, 1:25.000
Segnavia: due pallini rossi, x rossa

ACCESSO
Auto: si esce ad Arenzano (A10), si segue a destra per Terralba, si prosegue fino al Passo del Curlo e si posteggia.
Treno: si scende alla stazione di Arenzano sulla linea Genova-Ventimiglia, si cammina per circa 500 m verso Terralba, si sale la scalinata e si arriva in breve al Passo del Curlo.

ITINERARIO
A sinistra della vasca dell’acquedotto si imbocca il sentiero in salita che dopo poco incontra la strada sterrata. Si prosegue quindi in salita, sulla destra si notano alcune cascatelle, e si arriva in breve a un bivio. Il percorso continua sulla strada ma, se si ha tempo, è interessante fare una piccola deviazione prendendo la diramazione che a sinistra porta alle Case Vaccà (ex case forestali). In lontananza si nota un’altana in legno utilizzata per l’osservazione dei rapaci migratori nei pressi del Bric Cravieu (499 m). Si prosegue quindi in salita, e la sterrata attraversa la Foresta Demaniale del Lerone; con interessanti deviazioni, si sale al Riparo Scarpeggin e alla Cima Ramà, punti ideali di osservazione dei rapaci migratori tra i quali bianconi e falchi pecchiaioli.

Si prosegue immersi nella vegetazione mentre la vista spazia sui monti Argentea e Rama, e si arriva al panoramico pianoro di Prato Liseu (593 m), con il riparo omonimo. Qui non è raro trovare la dafne odorosa, il cui fiore è stato stilizzato nel logo del Parco del Beigua, e, tra le rocce della zona, alcune piante endemiche come la viola Bertoloni. Si passa accanto a una piccola sorgente, si prosegue in prossimità di particolari formazioni rocciose e, poco prima di una curva, sulla destra si trova la piccola costruzione del Riparo Bepillu (645 m) contornato dai pini. Costruito dalla famiglia Damonte nel 1850 circa, era un riparo come altri che si vedono nei dintorni, a uso dei falciatori d’erba.

La larga e comoda sterrata prosegue, si passa vicino alla costruzione in pietre del Mulinello, con i resti di un argano, e, curva dopo curva, aggirando il Bric Gavetta, il paesaggio diventa sempre più montuoso. Si arriva quindi su un lungo rettilineo dove appare alla vista la Ca da Gava. Il piccolo rifugio è sempre aperto e offre un utile riparo in caso di freddo e maltempo o un momento di riposo sulla panchina nella bella stagione. Pochi metri più in basso si trova una piccola sorgente. Dopo una breve sosta si percorrono ancora alcune decine di metri e si arriva sulla sella erbosa del Passo della Gava che offre ampi panorami sui monti e sulle vallate circostanti. In questo tratto di mulattiera si possono notare dei particolari solchi sulle pietre, fatti dal continuo passaggio di slitte che trasportavano il legname per le navi e che potevano essere usate in tutte le condizioni atmosferiche. Su questa strada si possono incontrare le mucche al pascolo prima della transumanza ai pascoli alti del Colle di Nava (Ponente Ligure).
Per tornare a valle si ripercorre il tragitto di andata; durante la discesa finale, si cammina con una magnifica vista sul mare, tra rocce, pini e fioriture.

IL PASSO DELLA GAVA
Il Passo della Gava tra le valli Lerone e Cerusa era un antico incrocio di mulattiere di collegamento tra Arenzano, Voltri e la Valle dell’Orba e non era raro incontrare lunghe file di muli carichi di merci, composte anche da 1000 animali.

RILEVANZE
Naturalistiche: Parco Naturale Regionale del Beigua con Centro Ornitologico e di Educazione Ambientale (località Case Vaccà, in concessione alla LIPU). All’interno pannelli illustrano le varie specie e spiegano le attività; è possibile effettuare visite guidate e attività didattiche. Biancone Day (birdwatching) verso la fine di marzo.
Sportive: campi da golf.
Geologia e mineralogia: serpentiniti, granati, magnetiti (è vietato l’asporto).

 
 
 
 
 
 
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