Sembra quasi di essere in un angolo di Silicon Valley. Invece siamo nella periferia di Genova, e la valle si chiama Bisagno. Non molti genovesi lo sanno, ma nei laboratori di Testaluna (in lungobisagno Dalmazia 71/13) si sviluppano e si creano videogiochi destinati al mercato di tutto il mondo. I clienti? Disney, Miniclip, Shockwave, per citare i più prestigiosi.
Qui in Italia - e tanto meno in Liguria - non è così comune trovare un'azienda così mentalmente aperta. Quel che colpisce subito dell'atmosfera che si respira in Testaluna, è l'impostazione californiana del lavoro: «cerchiamo di mantenere un ambiente gradevole e creativo», spiega l'executive producer Ivan Orvieto.
In giro per l'azienda ci sono flipper, console, vecchi videogiochi da bar con cui le giovani menti di Testaluna («l'età media è di 25 anni») possono prendersi una pausa dal lavoro: «chiunque può fermarsi quando vuole per rilassarsi, giocare. Allo stesso tempo, però, ognuno sa quali sono i propri obiettivi e le proprie scadenze. Ecco, se vogliamo, l'alchimia è riuscire a coniugare il fattore creativo e la rigorosità nel mantenere gli impegni presi con i clienti». È questa la parte più difficile, fa intendere Ivan, ma evidentemente non si tratta di un ostacolo insormontabile.
Nei laboratori della Val Bisagno lavorano 18 persone (praticamente tutte genovesi), che provengono dall'Università, soprattutto dalle facoltà di Ingegneria o Informatica: ci sono i game designer, i programmatori, i grafici 2D e 3D, chi si occupa della musica e dei suoni, i beta-tester. «Le professionalità sono molte e diverse, ma tutte indispensabili» afferma Ivan.
La centralità di Milano rispetto a Genova, per Testaluna, sembra non esistere. «Perché mai dovremmo spostarci da qui? Questa è la nostra casa naturale», dice con un pizzico d'orgoglio: «e poi, a un cliente che sta a Los Angeles, cosa cambia se noi siamo a Genova o a Milano?».
È da quasi quindici anni che i ragazzi di Testaluna sviluppano videogame nel capoluogo ligure. «Come gruppo di lavoro siamo nati nel 1998 sviluppando videogiochi di tipo tradizionale per pc e console: allora facevamo parte del gruppo Giunti Multimedia. Dal 2004 che siamo diventati una realtà imprenditoriale indipendente», racconta Ivan. «Il grosso della nostra attività sono i videogiochi entertainment, soprattutto casual games, giochi di piccole dimensioni che si trovano gratuitamente sui portali internet, senza bisogno di installare né comprare nulla». Ovvero corse di moto e auto, ma anche calcio, basket, sci, giochi sparatutto.
Ma come nasce un videogioco? «Alla base di tutto c'è un'idea, per la maggior parte delle volte suggerita da un cliente», spiega Ivan. Poi si passa al game design: «si stabiliscono i personaggi, le ambientazioni, le regole del gioco. Dopo di che, se necessario, partono le attività di ricerca e di sviluppo. A questo punto i programmatori implementano il codice. E alla fine tutto viene messo insieme: concept, grafica, suoni».
Adesso il videogioco esiste. Prima che vada on line, però, devono ancora essere perfezionati gli ultimi dettagli: «prima passa dal reparto testing di Testaluna, poi viene sottoposto al cliente che può richiedere ancora qualche modifica».
Fino a oggi Testaluna ha prodotto oltre 300 giochi. È probabile che molti internauti genovesi ci abbiano smanettato chissà quante volte senza nemmeno sapere di avere di fronte agli occhi un prodotto nato a pochi chilometri di distanza. Una dritta per riconoscere i giochini di Testaluna? Il logo Silent Bay Studios sempre presente: un granchio arancione.