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Il Flauto Magico - Emanuele Luzzati
Una delle illustrazioni di Emanuele Luzzati per 'Il flauto magico'
 

'Il flauto magico' di Emanuele Luzzati al Carlo Felice

 
Un'opera complessa, ottimista nell'atmosfera per l'apertura della stagione 2011/2012 del teatro genovese. L'ensemble Opera Studio accanto a grandi nomi. Dal 20 ottobre al 17 novembre
 
   

     
Genova, 17 ottobre 2011
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mentelocale di
Laura
Santini
   
 
Die Zauberflöte
@ Teatro Carlo Felice

20 ottobre - 17 novembre 2011

Repliche
Gio 20.10, ore 20.30
Sab 22.10, ore 15.30
Dom 23.10, ore 15.30
Ven 28.10, ore 20.30
Dom 30.10, ore 15.30
Sab 12.11, ore 20.30
Gio 17.11, ore 15.30

diretto da Johannes Wildner
regia Daniele Abbado ripresa da Boris Stetka
scene Emanuele Luzzati
costumi Santuzza Calì
movimenti mimici Giovanni Di Cicco
Luci Luciano Novelli
assistente ai costumi Paola Tosti
con Andrea Mastroni/Christian Faravelli, Michael Heim/Blagoj Nacoski, Valdis Janson, John Paul Huckle, Eva Mei, Matthias Ludwig, Naoyuki Okada, Raffaele D'Ascanio,Francesco Santoli, Zinovia Zafeiriadou/Arianna Ballotta, Eva Mei/Gaia Matteini/Ulpiana Aliay, Sonia Ciani, Sara Cappellini Maggiore, Eva Corbetta, Paola Santucci, Flavia Petinii, Costanza Gallo, Sophie Gordeladze/Mirella Di Vita, Matthias Ludwig/Dario Giorgelè, Enrico Salsi/Antonio Feltracco, Marco Innamorati
Orchestra, coro e voci bianche del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro di voci bianche Gino Tanasini
Tre schiavi: Davide Francesca, Fabrizio Lo Presti, Simone Magnani
Mimi: Luca Alberti, Daniela Biava, Federica Faldi, Barbara Innocenti, Francesco Mascellani, Roberto Pierantoni, Rami Osama Ragab, Davide Riminucci, Filomena Tramonte, Boris Vecchio

All’inizio Die Zauberflöte avrebbe dovuto essere un’opera di intrattenimento, o poco più. L’impresario e attore Emanuel Schikaneder aveva scritto il libretto, e commissionato a Mozart la musica, affinché l’opera venisse rappresentata al Theater auf der Wieden, di cui era diventato direttore da poco. Un teatro popolare alla periferia di Vienna, appena rilanciato da Schikaneder con rappresentazioni fiabesche che piacevano soprattutto per lo stupore suscitato dall’uso di ingegnosi macchinari scenici. Ma durante la composizione, la favola del principe Tamino che si innamora di Pamina contemplandone un ritratto, dell’uccellatore Papageno che cerca e trova la sua Papagena, della Regina della Notte che sembra buona e invece poi è cattiva, a poco a poco si caricò di significati universali, divenendo qualcosa di molto più ambizioso. Vuoi per gli ideali massonici in cui credevano entrambi gli autori, vuoi per un loro innato senso di solidarietà e giustizia sociale, Il flauto magico si trasformò nella favola dell’iniziazione che conduce gli uomini a mettere da parte i loro istinti più bassamente egoistici in nome di una superiore concordia collettiva.
Non a caso fu un’opera amatissima da Goethe, la cui intera produzione letteraria è consacrata ai medesimi ideali. Ma, fin dal suo debutto nel 1791, fu ammirata anche da Salieri, il più acerrimo rivale di Mozart. E in seguito da tutti i compositori tedeschi, che videro nel Singspiel (opera alternativamente cantata e recitata) di Mozart e Schikaneder il modello più alto possibile di teatro musicale nazionale. Anche Lele Luzzati adorava Die Zauberflöte. E le sue scene colorate, giocose e infantili, riescono nel miracolo di riportare l’ultimo capolavoro mozartiano allo spirito disimpegnato originario, quasi fosse uno spettacolo burattinesco o circense, senza tuttavia sacrificarne il profondo significato utopico e morale.

«Prima di tutto il mio pensiero va a Emanuele Luzzati - afferma Boris Stetka (che riprende la regia di Daniele Abbado, ndr) - con molti di voi ci siamo già visti in questi anni per le riprese nel 2001, nel 2006 e poi l'abbiamo rifatto ancora, ma questa è la prima volta senza il grande artista e amico che a suo tempo fu il vero motore di questo Flauto. Per quanto riguarda la regia infatti siamo stati semplici esecutori di quella grande semplicità che caratterizza uno spettacolo franco e aperto, fiabesco ma non elementare com'è il lavoro di Lele. Spero emerga la stessa voglia di vivere, sognare e andare avanti».

Il flauto magico di Mozart apre la stagione del Teatro Carlo Felice, giovedì 20 ottobre 2011 (ore 20.30 - in scena fino al 17 novembre): «espressione che è il teatro che va - sottolinea il sovrintendente Giovanni Pacor - un teatro che non si è mai fermato e che ora apre per una stagione completa con 7 titoli in programma, fino a giugno».

«C'è una cosa speciale - commenta in italiano il direttore d'orchestra austriaco Johannes Wildner - la collaborazione tra le top star e la compagnia dell'accademia. Abbiamo lavorato in un'atmosfera senza intrighi, imbrogli o congiure, sempre focalizzati su Mozart e la musica. Una grande esperienza. Tante sono state le prove con l'Orchestra per trovare un nuovo stile, che tenesse conto delle varie partiture ma fosse uno stile austriaco moderno, dove sono molto più chiari i fiati e non troppo bassi i tromboni per esempio».

Anche Eva Mei, considerata uno dei maggiori soprani di coloratura dei nostri tempi (come recita il libretto di sala), che vestirà i panni di Pamina (il 20, 23 e 28 ottobre) condivide il punto di vista del maestro: «una collaborazione fantastica. Ho riscoperto un teatro in cui non ho tornavo da anni, da un Don Pasquale, e sono contenta di tornarci in questa circostanza bellissima che mi permette di lavorare accanto a giovani dotati e motivati, in un teatro dove c'è voglia di coesione e dal primo giorno una grande attenzione per gli artisti. Ce la metteremo tutta per realizzare uno spettacolo degno di questo teatro e soprattutto di Mozart».

La riflessione del tenore austriaco Michael Heim, in scena Tamino (il 20, 23, 28 ottobre), si sposta sui temi dell'opera, sul profondo ottimismo e sui valori positivi di cui si può essere portavoci anche a livello individuale, in un confronto con l'attuale situazione economica europea: «L'atmosfera di teatro magico dipende da tutti i fattori che entrano in gioco nell'opera e da tutti coloro che la realizzano. In Europa stiamo attuando una guerra economica, mentre Il flauto magico ci riporta ai veri valori, quelli importanti, della vita. La vita non è così facile e certo bisogna lavorare duro per ottenere quello che si desidera. Tutti si lamentano, ma occorre ricordare che viviamo in un momento di pace quindi dobbiamo approfittarne, perché è tutto nelle nostre mani» e «meglio una guerra economica - prosegue Wildner - che una vera guerra. Nella crisi l'arte è più necessaria per pensare, per sentire, per guardare» alle cose.

Per Heim si tratta anche di un'esperienza felice nel teatro genovese che dal punto di vista dell'acustica definisce «unglaublich» (incredibile/straordinario), «da registrazione discografica». Matthias Ludwig che sarà Papageno (20, 23, 28, 30 ottobre), ruolo che segnò il suo debutto a Monaco di Baviera, concorda in un italiano impeccabile. E, a proposito di compentenza linguistica, dal fondo della sala si alza la voce di uno dei ragazzi dell'ensemble Opera Studio, Dario Giorgelè (anche lui Papageno): «Matthias ci ha sempre aiutato molto, correggendoci la pronuncia», applauso della claque formata dagli altri giovani dell'ensemble a conferma di un lavoro di squadra e di dialogo. A cui fa eco Wildner: «allora tu (rivolto a Giorgelè) hai imparato a parlare tedesco meglio dell'80% degli austriaci».
Anche Stetka si congratula con Matthias Ludwig per l'aiuto sulla drammaturgia, in particolare il libretto di Emanuel Schikaneder.

Torna sul tema della situazione critica della cultura - e non solo - la costumista Santuzza Calì che fornisce anche una chiave di lettura e di riflessione: «Riuscire a fare teatro in questo momento storico è una grande occasione perché si fa funzionare la testa. Invece delle cose materiali si fa appello a cose un po' più impalpabili. E allora il colori dovranno essere ancora un po' più giusti e gli attori messi ancor di più a loro agio, perché ognuno di loro è quella regina, quella Pamina o quel Papageno. Il mio pensiero dall'ultimo piano del Carlo Felice dove si trova la sartoria va allo sforzo straordinario di questo teatro, va a Luzzati e a Mozart che non si finisce mai di ascoltare abbastanza».

 
 
 
 
 
Teatro Carlo Felice
Passo Eugenio Montale, 4 - 16122 GENOVA
Genova - GE
010 53811
info@carlofelice.it
www.carlofelice.it
Posti a sedere: 2005; La biglietteria č all'interno della Galleria Cardinal Siri n°6 - 16121 Genova
martedě-sabato ore 11- 18; domenica di spettacolo ore 13-16; domenica di spettacolo serale ore 18-21.
tel 010 589329 - 591697; fax 010 5381335
email biglietteria@carlofelice.it



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