| |
|
|
genova
>
bere & mangiare
>
Notizie ed eventi
|
 © foto: marcespics / flickr.com |
| |
La focaccia secondo il 'Sillabario goloso' di Laura Grandi e Stefano Tettamanti |
| |
| Lei milanese, lui genovese: è in libreria la loro raccolta di sapori, ricette e consigli gastronomici. Ecco un estratto |
| |
| Di seguito pubblichiamo un estratto del libro Sillabario goloso di Laura Grandi e Stefano Tettamanti, una raccolta di sapori, ricette, curiosità, consigli a tema rigorosamente gastronomico. |
|
 |
|
| |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
di Laura Grandi e Stefano Tettamanti
|
|
|
|
|
|
|
Per anni un genovese c’era passato davanti con un misto di sufficienza e irritazione. Si parla del panettiere di via Caradosso, a Milano, città in cui il genovese lavorava. Motivo di irritazione e sufficienza, un bizzarro cartello su cui era scritto: «Qui vera focaccia genovese».
«Sì, vera focaccia genovese: raccontalo a tua lalla» era la cosa più gentile che gli veniva da pensare a ogni passaggio. Poi, un martedì mattina dell’inverno milanese più luvego di sempre, saranno state le undici, undici e mezzo, la malinconia ha avuto la meglio. Giaccone, cappello, sciarpa, guanti, un torno subito alla segretaria e in pochi secondi il genovese si ritrova a sbavare senza un briciolo d’orgoglio davanti a una piletta di fogli di una materia unta e dorata all’apparenza del tutto simile alla focaccia. Che siamo a Milano glielo ricorda l’estrema, innaturale, quasi fastidiosa cordialità riservata dalla panettiera a un cliente mai visto prima.
«Cosa posso servirle, signore?» «Un pezzètto di quella.» Mormora pezzètto con la seconda e bella larga per mimetizzare la provenienza. Il dito indica senza possibilità di equivoco la focaccia. La vergogna travolge il genovese, tiene gli occhi bassi: se stesse chiedendo un dvd a luci rosse a una suora delle Paoline si sentirebbe più a suo agio. Ma la vergogna viene d’un tratto spazzata dall’orrore. «No! Cosa fa? Ma è matta?» urla l’emigrato, e la cantilena genovese esplode in tutta la sua potenza. «Non ha dètto un pezzètto di focaccia?» «Sì, ma non tagliata con le forbici.» È così. La cortesissima panettiera stava tagliando la focaccia con un paio di forbici dall’impugnatura di plastica blu. Ovviamente crede che il genovese scherzi (a Milano non capiscono mai se scherzi o sei serio) e la focaccia è bell’e tagliata.
E poi uno si domanda perché da tanti anni uno che lavora a Milano continua a fare il pendolare con Genova. Si può vivere in una città dove tagliano la focaccia con le forbici? (La focaccia di via Caradosso pare fosse buona, forse addirittura ottima, pucciata nel caffellatte del bar di Umberto e Vito, uomini del Sud, rotti a qualsiasi esperienza, silenziosamente solidali con ogni clandestinità. Non divina come quella di via Albaro o via San Vincenzo o via Manuzio o corso Montegrappa a Genova, ma decisamente buona. Peccato che quel genovese non abbia potuto comprarla più).
|
|
|
|
|
E tu cosa ne pensi? Qual è la focaccia più buona di Genova?
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|