(...) La satira può essere irriverente senza fare male gratuitamente, l'umorismo e la satira sono mondi contigui e sovrapposti dentro cui si può giocare spostandosi rapidamente distinto dall’uno all'altro nello stesso fulmineo pensiero, nella stessa battuta. Ci si può preoccupare dell'ingenerosità del sarcasmo anche senza rinunciare alla voglia di mettere alla berlina difetti o cadute di stile. Leggo Enzo Costa, insomma, e sento un'aria di buona cultura, di civiltà vigile, capace di tenere sotto controllo temperatura e gradazione delle parole. Vi riconosco la sensibilità che misura le cose e le persone. Vi colgo perfino, augurandomi che il concetto non finisca nella serie del parla come mangi, la capacità rara della comprensione weberiana.
(...) Enzo Costa è tra i pochi che porti in questo mare comunicativo, al tempo stesso troppo ossequiente e troppo villano, un bagaglio di educazione e di irriverenza. Di insolenza dolce, tenera, mi vien da dire. La stessa del bambino che dice cose terribili (vere) senza l’intenzione di ferire. Che conservi a lungo questo bagaglio.
dalla prefazione di Nando Dalla Chiesa
IL TEMA DI SILVIO - Il tema è uguale per tutti (Berlusconi ha ragione, il Pd torto), con variazioni standard (Difatti gli elettori ci premiano, Dovreste mollare Di Pietro). L'esecuzione cambia: Scajola modula la melodia in un continuo contrappunto di pieni e vuoti. Lente e potenti emissioni sonore si alternano a pause solenni, con fiero sommovimento a raggiera del capo, vagamente craxiano. Cicchitto opta per il basso profilo, o meglio il basso tre quarti: esegue cioè in sfavore di telecamera, cui offre oltre metà del volto sfigurato dalla tensione e dagli occhialetti precipitati sul naso, sintonici ad una tonalità sommessa intrisa di accenti amari e ciociari. Bondi, virtuoso del registro ossequioso, si va colorando di tinte sdegnose (Si vergogni!), evocanti vilipendi alla Divinità arcoriana. Capezzone, esponente della scuola mutante-petulante-ammiccante, intona Berlusconi con l'estasiato trasporto con cui, un tempo, intonava Divorzio e aborto. Concupendo la telecamera e incupendo noi.
ALTRI SOLISTI - Seconda puntata sugli interpreti di partito dello spartito catodico Berlusconi ha ragione, il Pd torto (e invariabili variazioni anti-opposizioni), che si esibiscono sui palcoscenici Raiset. Paolo Bonaiuti è il maestro dello stile vecchio crooner, occhio diritto in camera, testa mollemente ciondolante, aria da avanzo di night-club con spettro esecutivo oldstyle compreso fra tocchi glamour da esportazione (modello Frank Sinatra) e guizzi nostrani (modello Teddy Reno). A volte si incanta, ma si può dare la colpa al filmato difettoso. Gianfranco Rotondi sopperisce a evidenti limiti tecnici (emissione chioccia, intonazione precaria) con una latente ma travolgente energia: ogni sua esecuzione trasmette entusiasmo. Quello dell'esecutore stesso, felicemente incredulo di meritare cotanto ruolo. Nicolò Ghedini è il Sid Vicious azzurro: predilige stilemi punk, fra cacofonie moleste, epiteti sonori, occhiatacce e boccacce assortite. Spaventa le vecchiette, ma rassicura Papi.
SIGNORINI BUONASERA - L'Irpef a due sole aliquote. L'abolizione dell'Irap. L'abolizione del bollo auto. L'abolizione dell'imposta sul noleggio delle bici. Il ritorno al posto fisso. Il ritorno al lei sul posto di lavoro. L'abolizione della pausa pranzo. L'introduzione della pausa pisolino. L'abolizione dell'articolo 1 della Costituzione. L'abolizione dell'articolo il nella conversazione. L'invio di 30.000 soldati a presidiare le città. L'invio di 35.000 bagnini a presidiare le spiagge. La reintroduzione dei dazi e dello jus primae noctis. Una scritta che nei titoli di coda dei programmi tv indichi lo stipendio dei conduttori. Una voce che durante le sigle iniziali dei programmi radio reciti lo stipendio del possessore della voce. (Annunci di Papi e sottoposti dal 94 a oggi, mai concretizzati, spesso reiterati, sempre oggetto di dibattito mediatico e distraenti rispetto alle leggi ad berluscam. Qualcuno, in verità, l'ho inventato io, ma è credibile come gli altri).
L'ON. SANTACQUALARUPI - La linea difensiva articolata dei papisti sparsi sul territorio catodico ha un limite: obbliga allo zapping, col rischio della dispersione di pubblico e di alibi da rifilargli. Servirebbe pertanto, per veicolare al massimo di audience la summa di arringhe e tattiche adottate, un Difensore Unico che le incarni in tutti i talkshow. Urge cioè un ogm (onorevole geneticamente modificato) che giuri di conoscere da più di tre anni la Fidanzata Stagionata di quel maniaco della fedeltà di Silvio, e che riveli compiaciuto A Lui piace la carne fresca!. Uno che fugga berciando dallo studio e che resti lì, che brandisca il dito medio alternandolo alle mani giunte, che difenda il Premier Papi da cattolico e da teorico della libera prostituzione, che chiamando col cellulare il programma di cui è ospite urli due volte Questo è un postribolo!: una a mo' di offesa, una a mo' di complimento.