Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? L'interrogativo che Gauguin pone come titolo ad una delle sue opere più celebri è al centro della mostra allestita a Palazzo Ducale da sabato 12 novembre a domenica 15 aprile 2012, Van Gogh e il viaggio di Gauguin a cura di Marco Goldin.
Proprio la gigantesca tela dipinta dal pittore francese (quattro metri di lunghezza per uno e mezzo di altezza) è la grande protagonista dell'esposizione, con un'intera sala dedicata, allestita come una grande capanna tahitiana. Su un lato della parete spicca la storia di Gauguin e del dipinto, un vero e proprio 'testamento spirituale', che racconta la storia di un viaggio esotico e al contempo trascendente alla ricerca di una mitica e perduta età dell'oro.
Il tema del viaggio è anche quello che accompagna le opere di Van Gogh, dai paesaggi del Belgio e dell'Olanda alla brillantezza del colore di un quadro come Il seminatore, fino all'Autoritratto al cavaletto emblema di un viaggio alla ricerca del proprio essere. Un viaggio che parte anche dalla piccolezza di una stanza, come quella dova Van Gogh soggiornò ad Arles, ricostruita all'ingresso della mostra. Qui si trova un altro quadro celebre del pittore olandese, morto suicida a 37 anni, le Scarpe. Sono oltre una quarantina le opere di Van Gogh all'interno della mostra, tra cui anche una variante del Campo di grano con corvi, una delle ultime tele dipinte prima della tragica morte, oltre ad una decina di disegni e lettere autografe, mai esposte prima in Italia.
Il viaggio prosegue verso l'ignoto e verso terre da esplorare nella pittura americana di Edwin Churc, Albert Bierstradt, e Winslow Homer, ma anche nell'interiorità, come accade nelle tele di Mark Rothko. Si passa dunque alla pittura europea con Caspar David Friedrich e con William Turner. Se nel primo il viaggio è verso l'infinito, nel secondo la materia e il colore si compongono in un viaggio che sposa la potenza degli elementi.
In esposizione anche due opere di Claude Monet, Ninfee e Lo Stagno delle Ninfee e il ponte giapponese, che raccontano un viaggio verso la luce alla scoperta del colore all'interno del recinto protetto del giardino di Giverny. Il tema del viaggio si declina anche nelle opere di Wassili Kandinsky, dove il viaggio assume una connotazione più prettamente interiore e mentale.
«La mostra è per me un sogno che si realizza» dice Marco Goldin, il curatore, che da circa due anni ha avuto in mente il progetto. «Non è stato semplice far arrivare a Genova tutte queste opere» prosegue «specialmente la tela di Gauguin, che arriva in Italia per la prima volta».
Per il weekend d'inaugurazione (sabato 12 e domenica 13 novembre) sono previsti una serie di spettacoli ed eventi.
Di seguito il programma completo delle iniziative:
Sabato 12 novembre
Palazzo Ducale, Salone del Maggior Consiglio.
Apertura eccezionale della mostra fino all'una di notte.
ore 18
Omaggio a Sergio Bonelli. Il senso del viaggio e dello spazio nel fumetto da Tex a Zagor. Dialogo a più voci.
ore 19
La carne della luce. Le lettere di Van Gogh. Recital di Gilberto Colla. Al violoncello Piero Salvatori. Contrappunti narrativi sulle opere di Van Gogh di Marco Goldin.
ore 20
Marco Goldin racconta la mostra. Presentazione/spettacolo con inseriti anche due testi teatrali dello stesso Goldin, interpretati da Angelica Leo, Sandro Buzzatti e Gilberto Colla (in ordine di apparizione). Musiche originali eseguite da Mauro Martello (flauto), Renzo Ruggieri (fisarmonica), Piero Salvatori (violoncello).
ore 22
Officina Zoè in concerto con Baba Sissoko E Mamani Keita. Suoni dal mondo. Musica e viaggio nello spettacolo Taranta nera.
Domenica 13 novembre
Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio.
ore 11 e ore 16
La carne della luce. Le lettere di Van Gogh. Recital di Gilberto Colla. Al violoncello Piero Salvatori. Contrappunti narrativi sulle opere di Van Gogh di Marco Goldin.
L'ingresso è libero fino a eventuale esaurimento dei posti nelle sale ed è riservato a chi è in possesso del biglietto d'ingresso alla mostra.