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Laboratori creativi nel carcere di Pontedecimo |
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| Shopper e accessori di moda realizzati con ombrelli e materiale di scarto. L'iniziativa in collaborazione con Amiu e Coopsse. La creatività? Resta libera anche in prigione |
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| Venerdì 25 novembre, dalle ore 19, l'Acquario di Genova ospita, in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne, ospita una sfilata in cui una cinquantina di detenute presentano oltre 100 tra abiti, borse e monili. In programma, anche letture a cura di altre detenute ed esibizione del duo acustico Eliana Zunino e Giangi Sainato con la partecipazione della coreografa Alessandra Schirripa. |
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Creazioni al fresco. Uno slogan ironico e intelligente per affermare che la creatività non può essere rinchiusa tra le mura di un carcere. Il motto, affiancato dall'immagine allegra di un girasole, è il logo scelto dalle detenute della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo che partecipano ai laboratori creativi dedicati all'ideazione e alla realizzazione di shopper (borse), astucci, accessori di moda ricavati da oggetti provenienti dalla raccolta differenziata.
«Questi laboratori sono nati un po' per caso: l'idea è arrivata da persone che avevano già lavorato nel sociale, che sanno cosa vuol dire lavorare con il disagio», spiega Maria Milano, direttrice del carcere. Il riferimento è alle altre due entità genvesi che contribuiscono all'organizzazione dell'iniziativa, ovvero Amiu Genova e la Società Cooperativa Sociale Coopsse onlus, con il suo Centro Re.Mi.Da. Genova. «Coopsse sceglie materiali di scarto, ma nuovi» racconta la vicepresidente Etta Rapallo: «biglietti di auguri, tessuti, bottoni, vele, ombrelli (per info 335 1302725, ndr)». Proprio gli ombrelli sono alla base dell'idea di dare vita a laboratori creativi con protagoniste le detenute del carcere di Pontedecimo: «quando piove, in giro per Genova si trovano tantissimi scheletri di ombrelli», continua Rapallo. E allora perché non provare a riutilizzarli?
Detto fatto: le tele degli ombrelli vengono poi recuperate presso la Fabbrica del Riciclo, a Cornigliano: «qui i bambini partecipano a laboratori didattici in cui imparano a recuperare oggetti risorse ancora utilizzabili, tra cui anche gli ombrelli, di cui viene interamente recuperata la tela», spiegano Luca Zane e Claudia Lupi, rispettivamente responsabile della comunicazione e addetta stampa di Amiu Genova (per info 010 8980800, ndr).
È a questo punto che inizia l'intervento creativo delle detenute, sotto la guida dell'operatrice atelierista Emanuela Musso e di alcune volontarie. «Si tratta di persone estremamente professionali e competenti», afferma Maria Milano: «non è facile confrontarsi con gente che ha alle spalle storie di sofferenza e che ha difficoltà a rapportarsi con il mondo». Ai laboratori, che si svolgono in una stanza dedicata della struttura carceraria, prendono parte 5 o 6 detenute alla volta, di un'età che varia solitamente dai 19/20 ai 60 anni: «da quando abbiamo iniziato, nel novembre 2010, hanno partecipato circa 30 persone. Qualcuna nel frattempo è stata scarcerata, altre sono state mandate in altre strutture: solo una di quelle che ha iniziato c'è ancora». E il risultato di questo ricambio si nota anche dalle borse che vengono prodotte: «le esecutrici cambiano e cambiano anche le fantasie».
«Le produzioni sono bellissime», spiega ancora Maria Milano: «come mi ha detto Emanuela Musso, le borse sono uniche perché non sono realizzate in serie, ma una a una, a mano. Contengono sogni, fatica, sorrisi e soprattutto idee». «Questi laboratori sono sostenuti da enti che, con il loro contributo, rendono possibile la realizzazione di questi manufatti» aggiunge Etta Rapallo. Le borse col girasole nella griffe - ribattezzate Rici-bag - vengono poi destinate ai committenti che finanziano l'iniziativa (Comune e Provincia di Genova, Amiu Genova le organizzazioni no-profit del terzo settore) ed esposte e date al pubblico in occasione di mercatini, fiere, eventi e manifestazioni pubbliche. Ad oggi, in un anno di laboratori, ne sono state realizzate un migliaio.
I laboratori per la creazione delle Rici-bag sono solo alcuni di quelli che coinvolgono detenute e detenuti in attività creative: «l'offerta formativa cerca di essere la più variegata possibile, in modo che molte delle persone recluse possano avere un loro spazio per la rieducazione», spiega Maria Milano. Oltre a quelli della cooperativa Coopsse, infatti, il Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere di Genova e la Cooperativa Sociale Il Miglio Verde di Savona (in collaborazione con l'atelier Due Mosche Bianche di Albissola) curano altri laboratori dedicati ai bijoux e alla pittura sul tessuto. E poi ci sono le scuole: l'Istituto Comprensivo di Bolzaneto, l'IISC Vittorio Emanuele II-Ruffini e l'IPSIA Gaslini-Meucci propongono la creazione di manufatti creativi e addirittura, per Pasqua, uova di cioccolato.
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