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Una scena del film Le nevi del Kilimangiaro
 

Le nevi del Kilimangiaro: l'intervista al regista Robert Guédiguian e all'attrice Arian Ascaride

 
Un film sulla disoccupazione e sul conflitto tra due generazioni. Martedì 29 novembre l'anteprima a Genova. Nelle sale da venerdì 2 dicembre
 

 
   

     
Genova, 29 novembre 2011
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mentelocale di
Francesca
Baroncelli
   
 
Le nevi del Kilimangiaro: la trama

Nonostante la recente perdita del lavoro, Michel vive felicemente, circondato dall'affetto degli amici, dei figli e dei nipoti, insieme alla moglie Marie-Claudie con la quale ha condiviso trent’anni di matrimonio e di impegno politico. Le loro coscienze sono immacolate tanto quanto la loro visione della vita. Questa armonia viene spezzata il giorno in cui due sconosciuti armati entrano nella loro casa derubandoli dei loro risparmi e lasciandoli sotto shock. Lo shock è ancora più forte quando scoprono che l’aggressione è opera di un giovane operaio licenziato insieme a Michel. Quella violenza è opera di uno di loro.
[film.35mm.it]

Robert Guédiguian
Figlio di immigrati (il padre è armeno, la madre tedesca), Robert Guédiguian trascorre la giovinezza in un quartiere operaio di Marsiglia. Laureatosi a Parigi, incontra il regista R. Féret, che lo instrada verso la regia. Esordisce con Dernier été (1980), cui segue Rouge Midi (1983). Tutta la sua filmografia si configura come una sorta di epopea del proletariato: i suoi film privilegiano l'aspetto politico all'interno di storie di gente comune. Gira Marius e Jeannette nel 1995, poetica storia d'amore ambientata nel variopinto mondo della Marsiglia degli emarginati; nel 1999 realizza La ville est tranquille, nel 2001 A l'attaque!. Passa quindi dal sociale al privato in Marie-Jo e i suoi due amori (2002) e abbandona temporaneamente il proletariato marsigliese per raccontare gli ultimi mesi di vita del presidente Mitterrand in Le passeggiate al Campo di Marte (2004).

Ariane Ascaride
Nata a Marsiglia il 10 ottobre 1954. Nel 1998 ha vinto il César come Miglior Attrice per il suo ruolo in Marius e Jeannette di Robert Guédiguian. Ha inoltre vinto il premio come Miglior Attrice al Valladolid International Film Festival per La Ville est tranquille, sempre di Robert Guédiguian. Nel 2006 ha vinto il premio come Miglior Attrice al Festival Internazionale del Film di Roma, per il ruolo in Le Voyage en Arménie.

Non è semplice fare l'eroe tutti i giorni. Così Arian Ascaride, nei panni di Marie-Claire, risponde al marito Michel (Jean-Pierre Darroussin) che le annuncia di essere in cassa integrazione. Lui, sindacalista da una vita, aveva scelto di mettere anche il suo nome tra quelli dei colleghi che avrebbero perso il lavoro per estrazione. Più che una tombola, una roulette russa.

Inizia così Le nevi del Kilimangiaro, il film ispirato a Les pauvres gens di Victor Hugo e diretto dal francese Robert Guédiguian. Dopo il licenziamento, Michel e la sua famiglia subiscono un nuovo trauma: vengono rapinati e scoprono che l'autore del furto è stato uno dei giovani operai licenziati insieme a Michel.

In questo film non ci sono buoni né cattivi, ci sono esseri umani. Che sbagliano, che cercano di rimediare, che agiscono per disperazione o perché la vita li ha presi a schiaffi. Esseri umani che perdono la propria identità e che cercano disperatamente di ritrovarsi.

«Di eroi se ne incontrano ogni giorno. Sono persone a cui magari non diamo importanza, ma che fanno grandi cose, di cui loro stessi si stupiscono. Marie-Claire, ad esempio, è un'eroina anonima. A lei ho donato il mio corpo, il mio viso e i miei ricordi: le donne che mi sono state vicine nel passato mi hanno insegnato l'importanza della dignità e del rispetto per gli altri», commenta Arian Ascaride, a Genova con Robert Guédiguian (i due sono sposati, n.d.r.) per presentare il film. «In Francia si dice che sotto le braci il fuoco non è morto. Basta che ci sia un po' di vento perché i vecchi sentimenti tornino in vita», aggiunge Guédiguian.

I protagonisti del suo film sono
la povera gente di oggi: «Si sta sempre meno con gli altri e la coscienza di appartenere alla stessa classe è scomparsa. La globalizzazione, poi, appare come la giustificazione a tutto ciò che succede di orribile intorno a noi. Da trent'anni ce la presentano come una fatalità, come se non ci si potesse fare niente».

Il film racconta anche lo scontro tra due generazioni: «Per la prima volta nella storia i nostri figli rischiano di vivere peggio di noi. Tutte le conquiste sociali sono state ottenute attraverso dure lotte, ma oggi sono state messe nuovamente in discussione. È arrivato il momento di passare all'attacco, e di proporre delle alternative». Guédiguian continua: «Spero in una riconciliazione tra la nostra e la nuova generazione. Il filo si è rotto, ma dobbiamo ricucirlo».

Nel film non ci sono colpevoli: «Ognuno ha le proprie ragioni. È la società a produrre i conflitti». Le nevi del Kilimangiaro è stato girato a Marsiglia, set di molti film Robert Guédiguian: «Credo che ogni storia possa essere girata in qualsiasi posto. Ho scelto Marsiglia, la mia città, per provare che tutta la gente del mondo è uguale».

 
 
 
 
 
 
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Ariane Ascaride e Robert Guédiguian a Genova
Ariane Ascaride e Robert Guédiguian a Genova
 
   
 




 

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