Non è semplice fare l'eroe tutti i giorni. Così Arian Ascaride, nei panni di Marie-Claire, risponde al marito Michel (Jean-Pierre Darroussin) che le annuncia di essere in cassa integrazione. Lui, sindacalista da una vita, aveva scelto di mettere anche il suo nome tra quelli dei colleghi che avrebbero perso il lavoro per estrazione. Più che una tombola, una roulette russa.
Inizia così Le nevi del Kilimangiaro, il film ispirato a Les pauvres gens di Victor Hugo e diretto dal francese Robert Guédiguian. Dopo il licenziamento, Michel e la sua famiglia subiscono un nuovo trauma: vengono rapinati e scoprono che l'autore del furto è stato uno dei giovani operai licenziati insieme a Michel.
In questo film non ci sono buoni né cattivi, ci sono esseri umani. Che sbagliano, che cercano di rimediare, che agiscono per disperazione o perché la vita li ha presi a schiaffi. Esseri umani che perdono la propria identità e che cercano disperatamente di ritrovarsi.
«Di eroi se ne incontrano ogni giorno. Sono persone a cui magari non diamo importanza, ma che fanno grandi cose, di cui loro stessi si stupiscono. Marie-Claire, ad esempio, è un'eroina anonima. A lei ho donato il mio corpo, il mio viso e i miei ricordi: le donne che mi sono state vicine nel passato mi hanno insegnato l'importanza della dignità e del rispetto per gli altri», commenta Arian Ascaride, a Genova con Robert Guédiguian (i due sono sposati, n.d.r.) per presentare il film. «In Francia si dice che sotto le braci il fuoco non è morto. Basta che ci sia un po' di vento perché i vecchi sentimenti tornino in vita», aggiunge Guédiguian.
I protagonisti del suo film sono la povera gente di oggi: «Si sta sempre meno con gli altri e la coscienza di appartenere alla stessa classe è scomparsa. La globalizzazione, poi, appare come la giustificazione a tutto ciò che succede di orribile intorno a noi. Da trent'anni ce la presentano come una fatalità, come se non ci si potesse fare niente».
Il film racconta anche lo scontro tra due generazioni: «Per la prima volta nella storia i nostri figli rischiano di vivere peggio di noi. Tutte le conquiste sociali sono state ottenute attraverso dure lotte, ma oggi sono state messe nuovamente in discussione. È arrivato il momento di passare all'attacco, e di proporre delle alternative». Guédiguian continua: «Spero in una riconciliazione tra la nostra e la nuova generazione. Il filo si è rotto, ma dobbiamo ricucirlo».
Nel film non ci sono colpevoli: «Ognuno ha le proprie ragioni. È la società a produrre i conflitti». Le nevi del Kilimangiaro è stato girato a Marsiglia, set di molti film Robert Guédiguian: «Credo che ogni storia possa essere girata in qualsiasi posto. Ho scelto Marsiglia, la mia città, per provare che tutta la gente del mondo è uguale».