È una Bohème ricca di vita, colore e spensieratezza quella che debutterà sabato 17 dicembre al Teatro Carlo Felice di Genova. Una nuova produzione fortemente caratterizzata dalle scenografie del pittore Francesco Musante, che con questo allestimento pucciniano si cimenta per la prima volta nel mondo dell'opera.
«Provo una gioia immensa a vedere i miei bozzetti svilupparsi in tre dimensioni, con strutture alte 8 metri. È come veder crescere un figlio» spiega emozionato l'artista, ringraziando lo scenografo assistente Enrico Musenich e la costumista Carla Galleri per averlo aiutato a dare forma e sostanza alle sue fantasie.
«È una Bohème fatta senza pensare alla morte finale - continua l'artista - Tanto che avevo paura di portare nell'opera di Puccini il mio mondo e i miei colori. Ma ho deciso di non censurarmi e in questo senso ho avuto carta bianca. Ho lavorato in stretta sintonia con Augusto (Fornari, regista dell'allestimento, n.d.r.), complice con me di questa strana e spero gradita Bohème. Pensata davvero con spirito bohèmienne».
Già, perché al di là dei colori fluo e delle scenografie favolistiche, molto lontane dalle soffitte grigie e dai cieli plumbei della tradizione, è l'intera lettura data alla partitura a presentarsi come un progetto tanto originale quanto rischioso. Studiata in stretta sintonia tra Musante, Fornari e il direttore d'orchesta Marco Guidarini (genovese per la prima volta sul podio nella sua città), questa Bohème è tutta incentrata sull'idea di un alter ego infantile che sopravvive all'interno di ogni adulto. E la morte finale, che occupa una parte non indifferente del quarto quadro, rappresenta la fine della giovinezza, non della vita tout court.
Così, il regista in scena fa seguire ogni protagonista da un mimo bambino, visibile a tutti tranne che ai cantanti ormai adulti.
La soluzione, piuttosto frequentata dai registi drammatici, è stata magistralmente sfruttata un paio d'anni fa da Emma Dante nella sua discussa Carmen scaligera, quando nel primo atto fece entrare in scena i soldati con in spalla, al posto degli zaini, dei bambini infagottati.
«È un'idea già presente nella partitura - spiega Guidarini - La forza della pagina pucciniana sta proprio nel riuscire a toccare le corde del vissuto di ognuno di noi, ciò che ognuno ha vissuto nella propria giovinezza. Per questo l'opera parla a persone di tutte le età. La morte di Mimi è la fine di una stagione della vita che ognuno porta per sempre dentro di sé».
Questa nuova produzione del Carlo Felice arriva con un ingente sforzo economico dopo un anno passato a ripescare dai magazzini gli storici allestimenti di Luzzati, dall'Elisir d'amore visto lo scorso gennaio al recente Flauto Magico. Con Musante è ancora una volta l'apparato scenografico a diventare cifra stilistica, seppure in questo caso ci si debba attendere un maggior lavoro di scavo registico rispetto a quanto visto finora nelle riprese un po' scialbe degli allestimenti che hanno fatto la storia del teatro. Operazione che - per la lettura antitradizionale di Fornari - rischia di far parlare molto di sè.
«Questa produzione all'inizio mi ha lasciato perplesso - mette le mani avanti i sovrintendente Giovanni Pacor - Mancano la solita soffitta, la solita stufa e molte altre cose. Quello che c'è è invece una nuova idea di Bohème, che trovo più interessante: un incedere leggero da fiaba che coinvolge i trascorsi di tutti noi. E la genuinità della scena è un sorriso tra le lacrime».
«Non è una Bohème didascalica - concorda Donata D'Annunzio Lombardi (Mimì) - Mi ha fatto ripensare a quel vecchio filmato che riprende Puccini mentre gioca con dei bambini a Torre del Lago: è lo spirito che Musante ha restituito nella sua lettura. E poi recitare con i bambini mi ha fatto imparare molto. Alla fine, dobbiamo solo interpretare noi stessi».
La Bohème
Opera lirica in quattro quadri di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.
Direttore
Marco Guidarini
Regia
Augusto Fornari
Assistente alla regia
Daniela Schiavone
Scene e costumi
Francesco Musante
Scenografo assistente
Enrico Musenich
Realizzazione costumi su bozzetti di F. Musante
Carla Galleri
Luci
Luciano Novelli
Nuovo allestimento del Teatro Carlo Felice
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro
Marco Balderi
Maestro del Coro di voci bianche
Gino Tanasini
Personaggi e interpreti principali
Mimì
Donata D'Annunzio Lombardi
Juyong Hong
Amarilli Nizza
Musetta
Isabel Rey
Alida Berti
Arianna Sovernigo
Paola Santucci
Rodolfo
Massimiliano Pisapia
Leonardo Caimi
Marcello
Giorgio Caoduro
Francesco Verna
Valdis Jansons
Roberto Servile
Schaunard
Dario Giorgelè
Giovanni Guagliardo
Biagio Pizzuti
Colline
Alessandro Guerzoni
Christian Faravelli
John Paul Huckle
Benoit
Davide Mura
Alcindoro
Fabrizio Beggi