Il bando per la ricerca di un curatore internazionale per il Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce dovrebbe essere pubblicato entro la fine di gennaio 2012. Dopodiché si conoscerà finalmente il successore di Sandra Solimano, ex direttrice dimissionaria nel dicembre 2010, e Francesca Serrati, che in veste di funzionario tecnico sta traghettando il museo in attesa del nuovo direttore.
Il tavolo di lavoro capitanato dalla Fondazione per la Cultura Genova Palazzo Ducale si è sciolto martedì 20 dicembre: «rimarrà una commissione a garantire che il curatore nominato utilizzi il denaro in modo corretto, nessuna intromissione di natura scientifica», spiega Antonella Berruti, curatrice insieme a Francesca Pennone della galleria Pinksummer, nonché promotrice (insieme a Pennone e a Anna Daneri della galleria Peep-Hole di Milano) dell'appello per il lancio di un concorso pubblico volto alla ricerca del nuovo curatore. «La commissione sarà costituita dal Comune di Genova e dai finanziatori che daranno almeno 30 mila euro per il museo. Speriamo che il museo di Villa Croce e la sua biblioteca non vengano smantellati e anzi che la sua immagine viaggi per il mondo traghettata da un buon direttore artistico».
Lieto fine? Nient'affatto: le polemiche non si esauriscono qui. La reazione di Sandra Solimano all'esito della vicenda è di perplessità. «Non trovo che sia un meraviglioso progetto, mi sembra che il pubblico venda al privato», racconta l'ex direttrice a mentelocale. E poi: «né io, né l'attuale reggente Francesca Serrati siamo state invitate al tavolo di lavoro».
Pronta la replica di Berruti: «Francesca Serrati è stata invitata e ha partecipato ad alcune riunioni. L'ho chiamata io stessa quando mi sono accorta della sua assenza e tuttavia al tavolo era presente, prezioso e attivo, Guido Gandino per il Comune».
Aggiunge Berruti: «quando abbiamo messo on-line l'appello per il concorso pubblico per trovare il nuovo direttore artistico di Villa Croce, pensavamo alla successione, sapendo che Sandra Solimano sarebbe andata in pensione da lì a due anni: invece le sue dimissioni sono arrivate a sorpresa, a un mese dall'appello».
Solimano aveva giustificato l'abbandono spiegando di essersene «andata perché c'era già un progetto di smantellamento in atto». «Ma perché non ha reso pubblica la notizia della volontà di smantellare Villa Croce? Chi voleva smantellarla?», si chiede ora Berruti: «è strano che non sia rimasta a difendere un museo che lei sapeva che qualcuno voleva smantellare. Un buon capitano rimane sulla sua nave fino all'ultimo nel tentativo di salvarla, così si racconta a Genova».
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