Chi non si ricorda del Subbuteo, il gioco di calcio in
miniatura che spopolava nelle case dei ragazzi di mezzo mondo negli anni '70-'80?
Calci in punta di dito, grandi parate e partite
interminabili sui panni verdi tornano ad essere protagonisti, grazie al
documentario Subbuteopia, che ripercorre la storia del gioco attraverso il
tempo, le età e le classi sociali.
L'idea
di un film sul Subbuteo è venuta a Enrico Fontanelli e Pierr Nosari, che ne è
anche regista, mentre la produzione è affidata a PopCult e a L@Società Sintetica. Subbuteopia
porterà gli spettatori in un viaggio alla riscoperta del gioco, tra
appassionati, tornei, ex campioni, creatori e disegnatori.
Tra i protagonisti del
documentario ci sono i fratelli Parodi, che nella loro ditta di Manesseno a
pochi chilometri da Genova, proseguono l'attività del padre Edilio,
distributore di Subbuteo in Europa fin dagli anni '70. I Parodi hanno deciso di mantenere la tradizione, riuscendo a tenere in vita il gioco, nonostante la multinazionale Hasbro avesse deciso di smettere
la produzione del Subbuteo nel 2000.
Con loro anche Stephen Moreton che nell’Essex ha costruito la Stadium of
Fingers, il Campo di Subbuteo più
grande del mondo e Andrea Piccaluga, vincitore del Campionato del Mondo Juniores
nel ’78, oltre a creatori e collezionisti.
«La forza del Subbuteo sta
nella sua trasversalità. È un gioco che attraversa le generazioni e le classi
sociali e che è capace di unire» dice Giusy Santoro, produttrice del film.
Il Subbuteo negli anni 2000 è
stato soppiantato dai videogiochi, restando per lo più un gioco di nicchia, ma
secondo Giusy, i valori del Subbuteo stanno tornando di moda: «Il Subbuteo è un
gioco di socialità molto forte e la socialità è importante, soprattutto in
momenti di crisi».
Subbuteopia uscirà nella
primavera 2012, quando si svolgerà anche un evento collegato al film, tra giochi
e iniziative. E per tutti quelli che vogliono partecipare alla produzione del
film, è possibile collegarsi al sito www.subbuteopia.com
e contribuire alla sua realizzazione, grazie al crowd funding, la partecipazione economica da parte del pubblico.