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'Diario della rivoluzione' di Mohammed Sgaier Awlad Ahmad a Palazzo Ducale

 
Mohammed Sgaier Awlad Ahmad č a Genova per Mediterranea. Dai versi ispirati al sacrificio dei giovani alla stesura della nuova Costituzione. L'incontro martedě 17
 
eventi
Martedì 17 gennaio, alle ore 17.30 la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale ospita un incontro con Mohammed Sgaier Awlad Ahmad, poeta della rivoluzione tunisina e tra gli estensori della nuova Costituzione.
L'incontro, per la rassegna Mediterranea, è a ingresso libero.

Di seguito pubblichiamo tre poesie di Ahmad ispirate alle rivolte contro il regime di Ben Ali, tratte da Diario della rivoluzione (Lushir, 2011, pp. 40) nella traduzione di Patrizia Zanelli.
 
top 10

 
   

     
Genova, 16 gennaio 2012
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Mohammed Sgaier Awlad Ahmad, nato nel 1955, poeta, prosatore, fondatore e animatore della Maison de la Poésie di Tunisi.
È considerato il poeta della rivoluzione tunisina, ha composto un'elegia per Mohammed Buazìzi, il giovane che si è dato alle fiamme e che è stato con il suo corpo la scintilla della rivolta della dignità.
Fra le sue raccolte: Nashd al-Ayym al-Sitta (Inno dei sei giorni, 1998), censurato dal regime bourguibista per aver anticipato la caduta del dittatore; Lakinnan Ahmad (Ma io sono Ahmad, 1989); Al Wasiyya (Testamento, 2002).

Tunisia: ora e qui
Assediamo chi confina la rabbia
Tra poco finirà il serial delle menzogne

È possibile che i cecchini uccidano i pensieri e le carte
E che moriamo prima della nostra aurora
Ascoltate: ne sento il rintocco

Come sei coraggioso!
Hai ucciso a tuo piacimento
Ci hai strangolati, imprigionati
Come se fossimo tuoi schiavi impotenti, o sovrano

I nostri giorni, i più facili, son davanti a noi
Noi siamo ciò che vogliamo
Abitino nelle tane, nei mari, nei cieli


La poesia della farfalla
(Martedì, 28 dicembre 2011, Centro di traumatologia e Grandi ustioni di Ben Arous. Il Presidente della Repubblica rende visita al giovane Mohammed Buazìzi che si è dato fuoco nella città di Sidi Bouzid, in segno di protesta contro la disoccupazione. Questa poesia riguarda l'incontro tra i due uomini. È un monologo immaginario di Buazìzi)

Guardando nelle ceneri mi hai visto
Nero, come le tue scarpe lucidate
Non ho la forza di guardarti
Io, amico mio, son la Tunisia
Bruciata
Senza più capelli
Senza più occhi
Senza più orecchie
Senza più bocca
E, come vedi, potrei perdere la vita, e potrei riprenderla
Chiara come un'alba
Non darmi una penna, le mie dita col fuoco atroce son volate in cielo
Senti l’odore di carne arrostita?
Che dirai ai tuoi due compagni?
E chi sono?
Non han capito che l’autunno è preludio d’inverno?

Sono la Tunisia centrale
Vivo di frugalità e di pioggia
Sono la grande Tunisia
Fatalità
Sono l’altra Tunisia
Ceneri creative

(Martedì, 4 gennaio 2011, è morto il giovane Mohammed Buazìzi)
Il giorno della tua morte
Mi accontento della mia poesia e delle mie sigarette
Mi faccio crescere i capelli, non li taglierò
E così le unghie.
Piango e con le lacrime metto i punti sulle lettere della mia poesia
E forse si scioglierà in pianto insieme a me
Addolorata, carbonizzata


(Venerdì, quattordicesimo giorno della rivoluzione di gennaio, all'inizio dell’Avenue Bourguiba, davanti alla sede del ministero della repressione nazionale (gli Interni), il dittatore si prepara a fuggire)
In ogni stagione, la libertà rossa germoglia
Non perderò niente, tranne questo regime e i suoi amici
Se non fossi vivo darei fuoco al Ministero stesso
Per illuminare la vostra rivoluzione...
................................................................
Oscurità in Arabia Saudita.

 
 
 
 
 
 
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