Ancora per pochi giorni, e solamente perché è stata prorogata al 22 gennaio, è possibile vedere la mostra a ingresso gratuito Alfabeti del paesaggio dell'artista chiavarese Luiso Sturla al Museo di Palazzo Reale - Teatro del Falcone - in via Balbi 10 a Genova.
La mostra antologica, disposta con l'esposizione delle opere in modo cronologico, raccoglie i quadri e alcune ceramiche di Sturla in un percorso artistico lungo oltre 60 anni.
I quadri di carattere informale o astratto, hanno un titolo che per me spesso è risultato fuorviante e non rappresentativo dell'opera. Ma, si sa, nell'informale sono le sensazioni ricevute da chi guarda a scavare nella memoria atavica e a trasmettere messaggi reconditi eppure vivi. Sta nello sguardo incantato di chi osserva perdersi in quelle macchie di colore e leggervi la natura e la vita.
I quadri di Luiso Sturla sono caratterizzati da colpi di colore e luce, che con una coerenza straordinaria testimoniano un percorso artistico unico. La coerenza è data anche da quell'indefinito color azzurro e bianco che costruisce il centro dei suoi lavori pittorici. Alcuni quadri mi hanno colpito di più. Uno porta il titolo Immagine bianca: lì una libellula si scorge appena, trasparente e delicata pare muoversi nel sole.
Altre opere che mi hanno emozionato sono: L'ospite accerchiato, Nella sera-Presenze (2010) e Luce attraversata (2011). La presenza umana si scorge in forma drammatica nel quadro Natura sconvolta, pensiero per John Donne (1995); al centro un verso tratto dal suo sermone Per chi suona la campana:
«Ogni morte di uomo mi diminuisce perché io son parte vivente del genere umano. E così non mandare mai a chiedere...».