I sub trovano altri cinque morti sulla Costa Concordia
arenata a 150 metri dall'Isola del Giglio. Con le sei vittime accertate il bilancio del naufragio all'isola del Giglio arriverebbe a undici. Domani
all'ospedale di Orbetello ci saranno le autopsie di cinque dei primi sei morti accertati.
I dispersi secondo la prefettura di Grosseto sono 29 (25 passeggeri e
quattro membri dell'equipaggio): 14 tedeschi, sei
italiani (William Arlotti di Rimini e sua figlia Daiana di 5 anni, Maria
D’Introna di Biella, le siciliane Maria Grazia Trecanico e Lucia Virzì, il
musicista Giuseppe Girolamo), quattro francesi, un ungherese, due statunitensi,
un indiano e una peruviana. Ora però il loro numero scenderebbe a 23.
Sono riprese, intanto, le operazioni di soccorso. Martedì 17 gennaio, in mattinata, le
squadre della Marina Militare hanno utilizzato esplosioni controllate
per entrare nel relitto della nave. Questo ha consentito ai Vigili del Fuoco e
ai sommozzatori di entrare in zone sommerse non ancora controllate.
Lunedì 16 gennaio i soccorsi erano stati interrotti a causa del
peggioramento delle condizioni del mare. La nave battuta dalle onde si era
spostata di 10 centimetri e si teme che lo scafo scivoli da uno scalone alla profondità di 70 metri, rendendo molto più difficili le
operazioni. Oggi le condizioni meteo sono migliorate, ma il mare è ancora mosso
e si teme un peggioramento da giovedì.
Si fa difficile la situazione del capitano Francesco Schettino
attualmente rinchiuso nel carcere di Grosseto. Al momento è accusato di
omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave e rischia fino a 15
anni di reclusione. Dalle 11 di martedì 17 è in corso l'interrogatorio del
comandante: il giudice per le indagini preliminari deve decidere se
convalidarne il fermo. Davanti al tribunale, dalle 9 di stamattina, si è radunata
una piccola folla di curiosi. Numerosi i giornalisti, sia italiani, sia
stranieri.
Ad aggravare la posizione di Schettino è l'ipotesi di un ammutinamento a
bordo. Secondo diverse testimonianze l'equipaggio avrebbe iniziato a evacuare i
passeggeri sulle scialuppe intorno alle 22.45, mentre la registrazione
della comunicazione di abbandono nave da parte del capitano è delle 22.58,
due ore dopo la collisione con lo scoglio e a seguito di forti sollecitazioni
da parte della Guardia Costiera. Non solo: il capitano avrebbe lasciato la nave
mentre a bordo c'erano ancora decine di passeggeri.
Anche se il sindaco dell'isola ha escluso sversamenti in mare, preoccupano le
quasi 2400 tonnellate di gasolio all'interno della Concordia. Il
ministro dell'Ambiente Corrado Clini, ospite ieri sera a Porta a
Porta, ha chiesto alla compagnia di navigazione un piano di svuotamento dei
serbatoi entro 48 ore. La Costa ha assicurato che fin dalla giornata di sabato 14 gennaio
si sta avvalendo della società olandese Smit & Salvage, con
cui sta elaborando un piano di interventi. La prima azione è stata realizzare
una barriera di contenimento attorno allo scafo.
Al Giglio, intanto, sono arrivati gli uomini del Gis, il Gruppo di
intervento speciale dei Carabinieri. La Guardia di Finanza, intanto,
pattuglia la nave per scoraggiare eventuali sciacalli. A bordo della
Concordia, infatti, restano una gioielleria, le casse dei negozi e i beni dei
passeggeri abbandonati nelle cabine.
Costa Crociere, in una nota di lunedì 16, ha ribadito il suo più profondo
dolore per l'incidente e ha porto le condoglianze alle famiglie delle
vittime. Il presidente e amministratore delegato Pier Luigi Foschi ha
ricordato l'eroismo dell'equipaggio e ha dichiarato: «L'azienda sarà vicino al
suo comandante, ma ha il dovere di riconoscere i fatti: in questa tragedia l'errore
umano è innegabile».
Oggi le associazioni nazionali dei consumatori incontrano quella dei
tour operator Astoi. All’associazione di Confindustria viene chiesto di mettere
in campo un percorso di lavoro per arrivare a rimborsi e risarcimenti
certi ai passeggeri, sia per le perdite patrimoniali, sia per i danni
esistenziali. In caso di eventuali contenziosi le associazioni metteranno a
disposizione le sedi e i consulenti legali.