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Donne sud del mondo 1
 
             
 

Donne del sud del mondo al Castello d'Albertis

 
In esposizione al museo delle culture i progetti di commercio equo e solidale. Tessuti, spezie e cibi tradizionali. Da giovedì 19 gennaio
 
   

     
Genova, 18 gennaio 2012
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di Paola Popa
   

Inaugura giovedì 19 gennaio la mostra Donne del sud del mondo, cuore di imprese, integrazione ed economia solidale, organizzata in collaborazione con La Bottega Solidale, il Centro studi Medì e l'organizzazione Altro Consumo, su finanziamento della regione Liguria, presso le sale del Castello d’Albertis, il museo etnografico delle culture in corso Dogali 18, in esposizione fino al prossimo venerdì 30 marzo.

L’esposizione promuove e racconta le storie legate alla nascita e allo sviluppo di quel commercio equo proveniente dai paesi del sud del mondo, gestito e coordinato interamente da donne. Sono numerose a Genova le imprese che producono e importano prodotti dall’Africa, dall’Asia e dal Sudamerica. Le cifre parlano di più di 290 attività, la maggior parte delle quali vede una donna al posto di comando.

Nelle sale del d’Albertis, che normalmente ospita oggetti, tessuti, artigianato e strumenti musicali provenienti dalle società tradizionali di tutto il mondo, vengono illustrati i progetti legati alla produzione e alla lavorazione di tessuti e alimenti, il tutto corredato da installazioni video, che accompagnano le quattro sezioni in cui è suddivisa la mostra.

La prima sezione racconta storie di donne provenienti da Senegal, Marocco, Eritrea, Ghana ed Egitto che si sono stabilite in Italia, iniziando così un percorso di integrazione anche economica nel nostro paese. La seconda si focalizza sulle esperienze di donne africane che nei loro paesi di origine, Marocco e Kenya, lavorano e commerciano lo zafferano in tutto il mondo. La terza racconta le vicende di alcune tessitrici dello Sri Lanka, dell’India, e della Palestina. Nella quarta sezione vengono presentate le attività delle artigiane Allpa del Perù, lavoratrici e decoratrici della ceramica tradizionale chulucana, esporata in tutto il globo. Tutte queste iniziative testimoniano il continuo sviluppo del commercio equo e solidale gestito dalle donne, che non si concentrano solo sull'idea del profitto, ma anche e soprattutto su quella dello sviluppo.

Accompagnano la visita tre documentari video, testimonianze del lavoro di questi gruppi di donne, tra i quali Yo puedo, yo valgo, yo voy a perder el miedo, realizzato in America Latina da Syusy Baldy, personaggio televisivo che, insieme a Patrizio Roversi, è stata protagonista di tanti viaggi raccontati sul piccolo schermo nella trasmissione Turisti per caso.

L’esposizione comprende anche diversi eventi collaterali; tra questi, alcune lezioni di cucina: sabato 28 gennaio, dalle ore 16.00 alle 18.00, si svolge la dimostrazione culinaria intitolata I sapori forti della cucina africana. Sabato 18 febbraio, sempre dalle 16.00 alle 18.00 è la volta del Colore e tradizione della cucina latinoamericana, mentre sabato 17 marzo, alla stessa ora, sono protagoniste le Spezie e l’ayurveda nella cucina indiana. La partecipazione agli appuntamenti è gratuita, prenotando allo 010 265828. Seguiranno aperitivi equo solidali.

Gli appuntamenti non finiscono qui: anche il cinema viene coinvolto. Giovedì 9 febbraio alle ore 20.30, presso il Multisala America, viene proiettato Il destino nel nome, film indiano del 2006 diretto da Mira Nair, mentre giovedì 16 febbraio, sempre alle 20.30, presso l’auditorium del Museo d’Albertis, è protagonista il documentario Fair Tales, produzione italiana del 2010, che narra la storia della cantante maghrebina  Khaoula Bouchki, immigrata di successo in terra iberica.

Il museo è aperto ai visitatori dal martedì al venerdì, dalle 10.00 alle 17.00.

 
 
 
 
 
 
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