«Mettiamo in scena la vita di un perdigiorno in Cuore caldo, ginocchia tremanti in una co-regia con Jan Burdinski», racconta Lazzaro Calcagno, regista e direttore artistico de Il Sipario Strappato di Arenzano, dove lo spettacolo andrà in scena venerdì 20 e sabato 21 gennaio 2012 (ore 21) con Sara Damonte, Raffaele Casagrande , Luigi Marangoni, Alessandro Damiani, Alberto Follo e un violinista dell'Orchestra Filarmonica di Bamberg,
su costumi di Miliuccia Gaggero e maschere di Gaia
Sommariva. È la terza coproduzione tra la compagnia di Arenzano e il gruppo teatrale tedesco capitanato da Jan Burdinski, che ha proposto di lavorare su una sua selezione di testi tratti da canovacci della commedia dell'Arte a cui sono stati aggiunti alcuni materiali di Lazzaro Calcagno.
«Sono stati loro a trovarci, mentre erano alla ricerca di una compagnia teatrale italiana con cui collaborare e che rispondesse alle loro esigenze per rientrare nel programma Focus Europa. Hanno monitorato in Italia alcuni gruppi e poi hanno scelto noi. La nostra dimensione, il nostro lavoro sul territorio, la nostra ricerca e la nostra indipendenza economica li hanno convinti» prosegue Calcagno.
Sulla commedia dell'arte si basano i personaggi e le vicende che vanno in scena in Cuore caldo, ginocchia tremanti, eppure sia dal punto di vista registico che dei contenuti c'è un forte aggiornamento e la comicità sfora nell'attualità. «Burdinski è estremamente appassionato della commedia dell'Arte italiana, una forma di espressione artistica che anche il pubblico tedesco ama molto. Nella versione presentata in Germania i canovacci erano stati adatti a quella situazione, ora che la produzione torna in Italia, abbiamo rivisto alcune cose per adeguare i contenuti al nostro contesto. Per questo ho riscritto alcuni monologhi». Pantalone è un vecchio che grazie ai suoi soldi vuole accaparrarsi l'amore di una giovincella del paese. «In Germania, loro all'epoca della messa in scena hanno giocato molto sull'attualità italiana dove non si faceva che parlare del 'Bunga bunga', tanto che il personaggio di Pantalone è diventato Pantalon De Burlesconi».
E l'uso della maschera? «Solo nella parte iniziale dello spettacolo, poi la recitazione prosegue senza maschere, perché gli attori possano utilizzare appieno la loro fisicità, in un rapporto non più diretto ma evocato tra attore e maschera. C'è meno pantomima, Arlecchino non si muove da Arlecchino, perché l'idea è che gli attori si mostrino proprio in quanto tali e quindi il gioco dell'interpretazione sia svelato. Questo è stato il lavoro di Jan: esaltare la fisicità e il ritmo della lingua».
Tra la fine di luglio e l'inizio d'agosto lo spettacolo sarà per una breve tournée in Germania, con un cast misto italiano-tedesco. Un'occasione che vedrà Lazzaro Calcagno partecipare a un simposio sulla maschera in Europa nella Commedia dell'Arte. Questa stretta collaborazione ha dato vita ad Arenzano ad un'associazione culturale che si chiama Kunst & Arte e che fa tesoro del gemellaggio aprendo anche ad altri mezzi espressivi, così l'estate scorsa c'è stata una personale del pittore che aveva curato le scenografie, Hermann Rongstock, (allievo di Oscar Kokoschka), della produzione tedesca presentata quest'estate all'aperto proprio ad Arenzano.