Diaz - Don't clean up this blood, il film di Daniele Vicari girato a Genova che racconta i fatti del G8, sarà la pellicola che rappresenterà l'Italia al prossimo Festival Internazionale di Berlino, in programma dal 9 al 19 febbraio.
Nonostante i problemi di distribuzione, che hanno fatto parlare di Diaz come del «film che nessuno vuole», la produzione della Fandango di Domenico Procacci è riuscita a trovare la ribalta di una delle rassegne cinematografiche storicamente più sensibili alle tematiche dei diritti civili.
Il film, con protagonisti alcuni dei nomi più attraenti del nostro cinema - su tutti, Elio Germano e Claudio Santamaria - parteciperà alla Berlinale numero 62 nella sezione Panorama, prodromo alla distribuzione nelle sale italiane, a partire dal 2 marzo: è infatti questa la sezione del Festival che non assegna gli Orsi, ma si preoccupa di promuovere «pellicole d'arte alla platea dei distributori».
Il tema affrontato è ancora caldo, nonostante siano passati dieci anni dalla «macelleria messicana» nella scuola Diaz, i reati compiuti dalle forze dell'ordine si siano in parte prescritti e una certa distanza dagli eventi abbia già permesso alcune riflessioni storicamente ponderate sulle violenze ai danni di manifestanti pacifici e la discutibile gestione dell'ordine pubblico nel luglio 2001.
Gli abusi della notte del 24 luglio, una delle pagine più nere della nostra storia recente, giunti nella giornata successiva alla morte di Carlo Giuliani, pesano ancora in maniera imbarazzante non solo sulla memoria storica, ma anche sulla produzione culturale e sull'intrattenimento, se si considera che il film di Daniele Vicari ha visto defilarsi dalla produzione Fandango alcuni dei suoi partner abituali, tra cui Medusa, e un distributore di peso come Rai Cinema.
Da qui la vetrina della Berlinale e il sottotitolo in inglese, che potrebbero segnare una svolta nella strategia di vendita del film.
Diaz - Don't clean up this blood non è l'unico film incentrato sui fatti del G8 salito nell'ultimo anno alla ribalta dei Festival internazionali: già a settembre Black Block, opera prima del regista genovese Carlo Bachschmidt, aveva affrontato nella platea della Mostra del Cinema di Venezia uno degli aspetti più nebulosi e neri di quelle giornate. Anche in quel caso la macchina produttiva era la Fandango di Domenico Procacci.
Un altro film documentario che ricostruisce le vicende del G8, The Summit, è stato selezionato per partecipare al Festival Internazionale del Cinema di Berlino, nella sezione ufficiale Panorama.
Si tratta di un film molto ligure. Regista (con Franco Fracassi), sceneggiatore e produttore esecutivo è Massimo Lauria, di Arenzano. Direttore della fotografia è il genovese Furio Bruzzone. La società di produzione genovese Video Voyager, di Ugo Nuzzo e dello stesso Bruzzone (fa parte del Polo Aziende Audiovisive di Villa Bombrini a Cornigliano) è co-produttrice del film.
Il film è stato assistito da Genova-Liguria Film Commission e dalla Mediateca Regionale Ligure. Panorama è una delle più prestigiose sezioni della Berlinale, dedicata a nuovi film di registi già famosi, come a film d'esordio e di scoperta. Negli anni passati sono stati presentati in Panorama film com Mine Vaganti di Fernan Ozpetek, Milk di Gus Van Sant, The Shock Doctrine di Michael Winterbottom. The Summit verrà presentato a Berlino il 14 febbraio.