Ha aperto da poco a un passo da piazza Sarzano, punto di partenza della
movida del centro storico. Parliamo di RossoCarne, un ristorante che
vuol far conoscere le mille sfumature della tagliata, cotta sulla pietra lavica, preparata secondo la fantasia dello chef o semplicemente al fuoco freddo (cioè cruda).
A condurre il locale sono Mauro Tedone e Paola Righi, entrambi
con esperienza nel mondo della ristorazione. Lui è il macellaio (e conosciuto
con il soprannome di The Butcher), lei è la responsabile di sala. Li
affianca Gionata Affatigato, chef con un curriculum genovese e non solo.
La proposta è semplice: una vetrina con la carne, come se si
trattasse di un negozio, e una cucina per prepararla come il cliente la
desidera. I coltelli sono
veri come quelli dei macellai, mentre i piatti contrastano con il vassoio
d’ardesia che ricorda lo stile della Liguria.
Il punto centrale, manco a dirlo, sono le carni: «Vengono scelte
direttamente da me nei vari macelli e hanno la certificazione Coalvi – racconta
Tedone - Parlo, in particolare, del fassone piemontese. Con questa facciamo
tutto il menù: dai carpacci alle tagliate, dalle tartare
alle battute, tutto utilizzando il sottofiletto. In osso, invece,
otteniamo le costate e le fiorentine». Ma ogni settimana si
cambia genere, in modo da avere un menù variato e che non annoi. La cottura
avviene su un’apposita griglia di pietra lavica.
Chi desidera un antipasto o un tagliere, il locale offre anche
una varietà di salami, coppe, crudo, filetto baciato, specialità al tartufo e
un lardo di produzione propria. Il locale, lo dice già il nome, non è pensato
per i vegetariani, ma se qualcuno ci capitasse non manca un’ampia selezione di
formaggi serviti con svariati condimenti e accompagnamenti a piacere: vari tipi
di pecorino, toma piemontese, formaggi di capra e altro, il tutto con una
selezione di composte e di mieli.
Le degustazione di carne di solito si accompagnano a un buon calice di vino
rosso. In cantina si possono trovare etichette di diverse regioni italiane, ma
c’è anche la bottiglia della casa: un dolcetto doc del Piemonte.
Finora abbiamo parlato di secondi e antipasti. Per
chi non sa rinunciare ai primi c’è la pasta fresca, con sughi che
cambiano di giorno in giorno e l’immancabile pesto alla genovese. Fatti
in casa, direttamente dallo chef, anche i dolci: torta al cioccolato, torta di
mele, canestrelli, sfogliatine con la frutta, millefoglie e panna
cotta.
E veniamo al conto. La sera si cena unicamente alla carta (30-35 Eu, bevande escluse), mentre a pranzo sono disponibili tre
menù più economici. Il locale dispone di circa quaranta coperti per cui, soprattutto
nel fine settimana, è meglio prenotare.