La pasta e il vino di una terra siciliana
sottratta alle cosche, i dolci e le spezie di un Sud del mondo dove il
commercio vuole rimanere umano. Giovedì 26 gennaio alle 16.30 si
inaugura in vico Mele 14r In scia stradda, bottega di prodotti
delle terre liberate dalla mafia, equosolidali e a chilometro zero. Il locale si trova alla Maddalena in un basso
sequestrato ai mafiosi, in un quartiere pieno di potenzialità, che negli ultimi anni è diventato sempre più problematico. Un quartiere di cui mentelocale ha spesso parlato, mettendone in evidenza i punti di forza.
Ci volevano Don Luigi Ciotti, da
decenni impegnato contro le mafie, e Don Andrea Gallo, il genovesissimo
prete da marciapiede. A gestire la bottega che vende, tra gli altri, i prodotti
di Libera, infatti, è Daniela De Martini della cooperativa Il pane e
le rose, nata nel 1987 dall'esperienza della Comunità di San Benedetto al
Porto. Un buon segno.
All'evento di giovedì 26 gennaio, intitolato Cento passi nel sestiere della
Maddalena, sono attesi anche la sindaca Marta Vincenzi, Nando Dalla Chiesa e i partner del progetto: Bottega
Solidale, Banca Etica e la cooperativa sociale Il Laboratorio. Non manca la musica con gli Ostinati e Contrari, interpreti dei brani del cantautore dei caruggi genovesi
Fabrizio de André, mentre alle 17, presso la Loggia di Banchi, è prevista la
presentazione del libro di don Ciotti La speranza non è in vendita.
Il locale di vico Mele, dopo essere stato
confiscato alle mafie, è stato ristrutturato dal Comune con una spesa di 22mila Eu. La sua assegnazione è avvenuta tramite un bando pubblico nell'ambito
delle azioni di riqualificazione del quartiere portate avanti dal Patto per lo
sviluppo per la Maddalena. «Oggi rafforziamo il
ruolo di Genova come città contro le mafie. La sicurezza e il risanamento
culturale e sociale sono due cose che vanno di pari passo» - ha sottolineato l'assessore alla cultura Andrea
Ranieri.
Il progetto In scia stradda vuole avere
una doppia valenza: commerciale e culturale. Da una parte promuove i prodotti
delle terre stappate alle mafie e il commercio solidale, dall'altra vuole
essere una presenza di legalità e di rilancio per il centro storico.
A portare avanti la
bottega è Daniela De Martini, capelli rossi e corporatura minuta, laurea Isef e
carriera da manager alle spalle. Tre i suoi obiettivi: «Diventare un punto di riferimento per l'acquisto di
articoli che assumano un significato diverso, per chi già vive e lavora nel
quartiere e fare in modo che la cittadinanza passi dove ora va raramente o
quasi mai».
Quello della Maddalena, racconta,
è «un luogo fatto di relazioni splendide. Invitiamo i
genovesi a venire, conoscere e animare questo luogo insieme a noi». Buoni i rapporti con i residenti, gli esercenti e
anche con le prostitute: «Un signore
marocchino che lavora vicino a noi ci augura buona fortuna tutte le mattine e
le signorine ci stanno dicendo: speriamo di non disturbarvi e la stessa cosa
facciamo anche noi». Ancora poca la
gente che viene da fuori, ma «domenica sono
arrivati i primi turisti, compreso un gruppetto di inglesi».
Domenico Chionetti della Comunità di San
Benedetto al Porto sottolinea che non basta essere un punto: «Serve
la capacità di uscire sulla strada: dove c'è presenza la criminalità e la
microcriminalità arretrano. Porteremo in vico Mele alcune delle esperienze che abbiamo già fatto nel Ghetto: mediazione civica, pulizie straordinarie e feste di quartiere, il tutto in stretto rapporto con chi vive il territorio». In vico Croce bianca, tra l'altro, ha sede la casa di quartiere GhettUP. Il chiosco e l'impianto fonico previsti davanti al
negozio di vico Mele serviranno anche in quest'ottica: del resto, ricorda Demartini, In scia
stradda vuole essere un punto non solo di commercio e di cultura, ma anche
di festa.
L'inaugurazione della bottega si collega
alle iniziative della Giornata della memoria e dell'impegno 2012 che i
prossimi 16 e 17 marzo vedrà a Genova il raduno dell'associazione
Libera con migliaia di rappresentanti e giovani da ogni parte d'Italia.
L'assessore Ranieri non dimentica che giovedì
26 gennaio è anche la vigilia del Giorno della Memoria: «Ricordare le
vittime delle mafie e della criminalità organizzata oggi è importante perché
rischiamo di affrontare le stragi e le violenze di oggi con la stessa
indifferenza che ebbero i nostri padri di fronte a quelle di allora».