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Vacanze sulla neve, sci, terme e benessere vanno di pari passo

 
Gli albergatori valdostani dotano le strutture turistiche di 'spa' e idromassaggi. Grande successo per le stazioni termali. Ma le piste da sci ci sono anche in Liguria
 
eventi
Nonostante quest'anno ci sia ancora poca neve sulle montagne liguri, ci sono delle proposte alternative allo sci per un weekend in alta quota.

Sembra comunque che questo fine settimana la neve comincerà a cadere. Qualche fiocco sta già imbiancando il Monte Antola. Ad ogni modo, i consigli della rivista Blue Liguria saranno utili anche per le prossime settimane.
 
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Genova, 25 gennaio 2012
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di Nanni Basso
   
 
In questa pagina, un articolo estratto dal numero di gennaio-febbraio 2012 della rivista bimestrale e bilingue Blue Liguria.

In questo numero, ampio spazio a sci e terme, ovvero i piaceri che si possono ricavare dal freddo e dal caldo in questa stagione: in evidenza sia le località sciistiche più frequentate dai liguri (in Piemonte e in Val d'Aosta) sia le cure e le piacevolezze termali, tra cui lo stabilimento dell'Acquasanta sopra Genova. E per chi non sa sciare ma ama la neve e le cene dei rifugi di montagna, la storia di copertina guida alle migliori ciaspolate della Liguria (con una puntata nel Basso Piemonte).

L'architetto Renzo Piano, nell'intervista a lui dedicata, dice alt al cemento nella Liguria troppo fragile e invita a pianificare sul già costruito, mentre Paolo Villaggio parla della crisi e attacca la tv e la lingua sumerica dei politici. Lorenzo Licalzi svela come è nato il suo nuovo romanzo ambientato nel futuro e con un finale a sorpresa, mentre nella rubrica libri c'è spazio per recensire l'esilarante Meglio vedove che male accompagnate dell'attrice Carla Signoris.

Le alluvioni che hanno sfigurato pezzi di Liguria sono al centro di analisi e riflessioni: il geologo Mario Tozzi invita a non abbassare la guardia per evitare che la nostra regione finisca ancora sott'acqua.

Blue Liguria propone poi le opinioni autorevoli di Gianpiero Alloisio, Antonio Scurati, Roberto Giordano e Giovanni Pacor; rievoca le suggestive pennellate di Emilio Bocciardo; presenta il nuovo album della cantautrice di Rapallo Giua.
Poi, un viaggio nella storia del cappon magro dal '500 ad oggi e l'invenzione della Tombola della Costituzione da parte di un ex comandante partigiano che vive a Pugliola di Lerici.

Oltre che in edicola, Blue Liguria è anche on line all'indirizzo blue.sagep.it.

Il gelo della neve di una pista da sci, contrapposto al dolce tepore dell’area benessere al ritorno in albergo. Il freddo e il caldo, al momento giusto, sanno entrambi donare piacere. È esaltante sciare in un mondo tutto bianco, come lo è ritemprare gli arti affaticati in un aprés-ski capace di coccolare corpo e spirito.

La Valle d’Aosta, una delle regioni predilette dai liguri in vacanza, non è stata la prima ad allargare la già prestigiosa offerta di sport invernali (in Italia si è cominciato in Alto Adige), ma una volta compresa la validità della proposta si è subito messa al passo. E così da alcuni anni non solo nelle località più rinomate come Courmayeur, Cervinia, Cogne, La Thuile, Champoluc, Gressoney e Pila, ma anche in paesini meno noti, gli albergatori hanno dedicato una parte della loro struttura all’area benessere.

Lo conferma Alessio Berthod, titolare dell’hotel omonimo, nonché presidente dell’Associazione albergatori di Courmayeur. «È stato necessario ritoccare le nostre strutture, in qualche caso con interventi pesanti – afferma – ma andava fatto. Perché così è stata ampliata l’offerta: i clienti hanno dimostrato di gradire la novità». Sono circa cinque-sei anni che questo adeguamento è in atto. «E non sono solo gli hotel più importanti ad avere creato una zona benessere, ma ci hanno creduto anche i titolari di strutture più modeste». Ma il servizio è gratuito o a pagamento? «Dipende dagli alberghi, ognuno fa come meglio crede. Qualcuno lo offre alla clientela inserendo il servizio nel costo della camera, altri fanno pagare servizi specifici, anche per evitare l’eccessivo affollamento».

Comunque sia, un fatto è certo: dalle 16 o giù di lì (ora in cui anche i superappassionati staccano gli sci dagli scarponi) all’ora di cena c’è un bel modo per concludere la giornata in albergo. Nella sola Courmayeur sono sei gli hotel a quattro stelle ad avere una spa (a proposito, il nome deriva, a quanto pare, dal paese belga di Spa, da secoli rinomato centro termale, mentre è meno riconosciuto come sigla dal latino salus per aqua) e 14 quelli a tre stelle. In alcune strutture ci sono zone wellness a disposizione non solo degli ospiti. L’Auberge de la Maison offre cure di bellezza legate ai prodotti e alle tradizioni valligiane, come miele, uva e mele renette; l’hotel Pilier d’Angle ha preferito le atmosfere di paesi lontani, mentre il Royal e Golf, nel pieno centro di via Roma, offre trattamenti estetici e il relax della vasca esterna riscaldata.

A pochi chilometri da Courmayeur, poi, c’è un autentico paradiso del benessere, le terme di Pré Saint Didier. In una struttura ottocentesca ristrutturata negli anni scorsi con la sorgente di acqua (a composizione salino, arsenico ferruginosa, moderatamente radioattiva), che sgorga in una grotta alla base dell’orrido [gola di montagna, ndr] del torrente Verney, le terme stanno riscuotendo un successo davvero clamoroso. Sia per la qualità e l’unicità delle acque, ricche di proprietà rilassanti, sia per i giardini esterni, a cui si accede attraverso un passaggio acquatico e dove sono collocate tre piscine. Non è difficile immaginare quanto possa essere piacevole essere immersi in una piscina d’acqua calda, attorno alla quale l’ambiente è innevato, con il Monte Bianco a fare da sfondo.

Quelle di Pré Saint Didier non solo le uniche sorgenti termali: di grande tradizione è anche la Fons Salutis, che domina sulla cittadina di Saint Vincent, dall’altra parte della Valle, un’acqua terapeutica adatta soprattutto a essere bevuta e inalata, ma che presto, grazie alla ristrutturazione in corso, sarà pronta ad accogliere anche chi vuole essere massaggiato, scaldato e accudito. In mezzo, i centri wellness degli alberghi, grandi e piccoli, in tutta la Regione. «Ormai questo servizio è indispensabile – spiega Liam Chatrian, giovane titolare dell’hotel Zerbion di Torgnon, in Valtournenche – Noi l’abbiamo da qualche anno, altri qui lo stanno realizzando». Nel suo caso, poco meno di 100 metri quadri, nei quali c’è la vasca idromassaggio, il bagno turco, la sauna, l’angolo massaggi e la zona relax. Quanto basta per coccolare il cliente. Anche se sceglie località dai nomi meno altisonanti. Ci sono momenti in cui il freddo e il caldo si abbinano bene: in vacanza, d’inverno, ancor di più.

Non solo Val d’Aosta. In inverno i tanti appassionati sciatori liguri si riversano da sempre sulle piste dell’arco alpino che stringe la regione al mare: le cuneesi Artesina, Pratonevoso, Frabosa e Limone su tutte. Da due anni, però, pur con qualche difficoltà sono ripartite le uniche due stazioni sciistiche nostrane: Santo Stefano e Monesi. Alcuni chilometri di pista attorno alla località dell’entroterra chiavarese, qualcheduno di più (e sei piste) nel comprensorio del paesino imperiese. La disponibilità di impianti e piste per lo sci, in Liguria, si ferma qui. E deve fare i conti, più che altrove, con le condizioni del tempo. Solo nevicate naturali, in pratica, consentono di aprire le strutture; i cannoni da neve possono fare poco.

Santo Stefano ha due seggiovie biposto che collegano Rocca d’Aveto con la vetta del monte Bue e una sciovia a Prato Cipolla (per info: 0185 88046), dove esiste anche uno snowpark dotato di tappeto di risalita. Interessante, sempre neve permettendo, la dotazione di piste di sci nordico che si sviluppano nei boschi di faggio o lungo il crinale delle valli e che globalmente superano i venti chilometri. La novità di quest’anno è rappresentata dal completamento della ristrutturazione del rifugio di monte Bue, mentre tra gli obiettivi futuri c’è il ripristino dello skilift di Prato Grande, con un utilizzo del versante emiliano, esposto a nord.

A Monesi, fiorita e molto frequentata negli anni Cinquanta e Sessanta (tra i tanti a imparare la tecnica sui suoi muri anche un giovanissimo Giorgio Faletti) al momento vanno segnalate solo novità formali, con passaggio di proprietà della seggiovia Tre pini dalla società Alpi Liguri (in liquidazione) alla Cooperativa Monesi 3000. Restano di un’altra società, con tutti i problemi che ne conseguono (ad esempio aperture non omogenee) i due skilift Tre pini e Plateau, che ha la stazione di arrivo appena sotto Il Redentore. Globalmente, gli impianti servono sei piste. Già in cantiere un prolungamento della seggiovia principale, un po’ di risveglio attorno a Monesi lo si avverte per la razionalizzazione e il maggior utilizzo delle strutture alberghiere e residenziali di tutto il comprensorio, a partire dalla zona della Colle di Nava (per info: 0184 94477).

 

 
 
 
 
 
 
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