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Fiona e Laura
 
             
 

Fiona e Laura: da Zelig on the road a Genova a Colorado cafè

 
Teatro di strada, cabaret e televisione. La metà genovese del duo si racconta. Tra creatività, spettacoli e consigli per chi sogna di andare in tv
 
   

     
Genova, 27 gennaio 2012
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di Nicola Ganci
   
 
Fiona e Laura, il duo comico di Colorado Cafè e Belo Horizonte vengono da Genova e Pavia. La loro collaborazione inizia a Milano nel 2003 dove entrambe stanno completando la loro formazione. Fiona Dovo viene da un’Accademia di teatro e ha dieci anni di ginnastica artistica alle spalle. Laura Formenti studia al teatro Arsenale e da sempre si interessa alla danza e al movimento. Cominciano a lavorare sulla giocoleria e sul teatro di strada.

Nel 2007 esce Vallet Sciò e inizia la loro esperienza nel cabaret con Zelig On the Road a Genova e a Favelas. Ormai sono un vero e proprio duo e lavorano ad altri progetti di stampo più teatrale, producendo alcuni spettacoli per bambini come Circa un circo e altri più teatrali come la Brigata della Straccia e Sognando Shakespeare.

Nel 2010 vincono, come cabarettiste emergenti, il Premio Bollicine per la ventata di effervescenza rappresentata sul palco di Belo Horizonte Campus. Nel 2011 fanno parte del cast di Colorado 2011, in onda da settembre a dicembre su Italia 1. Nel 2011-2012 registrano con la banda genovese di Belo Horizonte lo spettacolo Copernico. Rivoluzione genovesec per Comedy Central (Sky) portandovi per la prima volta i personaggi delle eterne provinanti.

Nelle prossime settimane Fiona e Laura, il duo di Colorado Café e Belo Horizonte, terranno diversi spettacoli in Liguria. Il prossimo venerdì 3 febbraio al Teatro di Cicagna va in scena Sti casting, mentre venerdì 2 e sabato 3 marzo saranno ad Alassio per gli eventi della Riviera dei teatri. Mercoledì 14 e giovedì 15 marzo, poi, saranno a Genova all'Hop Altrove. In attesa di vederle dal vivo, abbiamo posto qualche domanda a Fiona, la metà genovese del duo.

Com'è iniziata la tua esperienza, cosa ti ha colpito in Laura per spingerti a iniziare la collaborazione artistica con lei?
«Avendo iniziato entrambe alle prime armi, l'ingrediente essenziale è stata la passione per il teatro, che per noi stava diventando un lavoro. Con il passare del tempo la passione è stata sostituita dalla determinazione e da progetti più concreti. Di Laura mi ha colpito la visione ampia: non solo il palcoscenico, ma anche teatro di strada, il cabaret e il teatro per bambini. È un persona poliedrica».

Da dove è nata l'idea di Sti casting e cosa cambia rispetto a Vallet Sciò?
«In Sti casting il germe iniziale di Vallet Sciò si è arricchito di tante domande e una riflessione. Ci eravamo chieste: perché la valletta vuole apparire? Nello spettacolo ci sono tante scene di fiction, ma c’è un fil rouge preso dalla realtà e si scherza su quelli che sono i vizi del mondo dello show business».

Alessandro Grieco, direttore di Comedy Central ha detto che «il panorama comico genovese è da sempre fucina di grandi talenti, ed è ora che l'aspetto territoriale venga fuori». Qual è il suo rapporto con le figure dei comici genovesi?
«Mi sento in completa sintonia: la loro ironia mi appartiene, la condivido. Forse perché questa terra ci crea un occhio critico e ironico. Sento di appartenere a una famiglia, ancora di più con i comici di Copernico, quasi tutti genovesi».

Due showgirl in Vallet Sciò, due giovani alle prese coi provini in Sti casting. Avete fatto pure uno spettacolo dedicato alla Festa della Donna. Come vede il ruolo delle donne nel mondo dello spettacolo oggi?
«Parlo per la mia esperienza: nel mondo dello spettacolo in Italia credo che ci sia una netta divisione tra uomo e donna, con gli uomini delegati a determinate mansioni e le donne ad altre. Bisognerebbe semplicemente aprire dei chiavistelli nella testa delle persone e la donna potrebbe  fare molte cose che ancora non fa. Oggi resta una figura chiusa dentro delle forme e dei veti».

Un confronto con l'estero?
«In generale ho notato un approccio più rispettoso: in Italia il rispetto te lo devi conquistare, poi se sei in gamba lo ottieni. E forse tante colleghe non lo pretendono».

Difficile non pensare al Corpo delle donne di Lorella Zanardo…
«L'ho visto e rivisto tantissime volte: spiega in maniera molto chiara un aspetto che viene un po’ tenuto nascosto».

Anche il mondo dei comici sembra un po' dominato dai maschi, come mai? Quali punti di forza rendono una donna diversa dal collega uomo?
«Avviene la stessa cosa che nello spettacolo, ma in maniera più elegante e più fine. Nel mondo dei comici è quasi la donna che non si sente all’altezza e si esclude un pochino, c'è una distinzione di ruoli quasi per tacito accordo. Un punto di forza? La donna può parlare al maschile e al femminile, mentre l'uomo si rivolge agli uomini. Noi abbiamo un raggio più ampio».

Il mondo dello spettacolo, per molti adolescenti, è visto come un mito. Voi avete iniziato prestissimo, dal teatro e dalla ginnastica artistica.  Cosa vi sentite di consigliare ai giovanissimi che sognano di andare in tv guardando Amici?
«Ero la prima che smaniava per il mondo dello spettacolo, per cui non li giudico. Posso dire che senza una base il sogno è un castello di cristallo che si sbriciola al primo errore. Le basi servono per avere una struttura solida e resistente. Non solo lo studio, la struttura uno se la può creare fortificandosi attraverso tante esperienze, è una questione di maturità. Su Amici non mi sento di dare un giudizio: da un lato c’è tanta passione e gli insegnanti sono severi. Noi come comiche abbiamo messo in luce la contraddizione tra il titolo del programma e quello che in realtà accade. La critica è mirata su questo aspetto».

Dopo nove anni insieme, spaziando dalla giocoleria, al cabaret, al teatro e alla televisione, quali sono i vostri progetti per il futuro?
«Un nuovo settore c’è: ci piacerebbe fare qualcosa per il video sul web. Poi abbiamo molte altre idee che incanaleremo in un nuovo spettacolo. Sti casting lo porteremo in giro per un anno e mezzo, massimo due».

 
 
 
 
 
 
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