Nelle prossime settimane Fiona e Laura, il duo di Colorado
Café e Belo Horizonte, terranno diversi spettacoli in Liguria. Il
prossimo venerdì 3 febbraio al Teatro di Cicagna va in scena Sti casting,
mentre venerdì 2 e sabato 3 marzo saranno ad Alassio per gli eventi della Riviera
dei teatri. Mercoledì 14 e giovedì 15 marzo, poi, saranno a Genova all'Hop Altrove. In
attesa di vederle dal vivo, abbiamo posto qualche domanda a Fiona, la metà genovese
del duo.
Com'è iniziata la tua esperienza, cosa ti ha colpito in
Laura per spingerti a iniziare la collaborazione artistica con lei?
«Avendo iniziato entrambe alle prime armi, l'ingrediente essenziale è stata la passione per il teatro, che per noi stava diventando un
lavoro. Con il passare del tempo la passione è stata sostituita dalla determinazione e da
progetti più concreti. Di Laura mi ha colpito la visione ampia: non solo il
palcoscenico, ma anche teatro di strada, il cabaret e il teatro per bambini. È un persona poliedrica».
Da dove è nata l'idea di Sti casting e cosa cambia
rispetto a Vallet Sciò?
«In Sti casting il germe iniziale di Vallet Sciò
si è arricchito di tante domande e una riflessione. Ci eravamo chieste: perché
la valletta vuole apparire? Nello spettacolo ci sono tante scene di fiction, ma c’è un fil rouge preso dalla realtà e si scherza su quelli che
sono i vizi del mondo dello show business».
Alessandro Grieco,
direttore di Comedy Central ha detto che «il panorama comico genovese è
da sempre fucina di grandi talenti, ed è ora che l'aspetto territoriale venga
fuori». Qual è il suo rapporto
con le figure dei comici genovesi?
«Mi sento in completa sintonia: la loro ironia mi
appartiene, la condivido. Forse perché questa terra ci crea un occhio
critico e ironico. Sento di appartenere a una famiglia, ancora di più con i
comici di Copernico, quasi tutti genovesi».
Due showgirl in Vallet Sciò, due giovani alle
prese coi provini in Sti casting. Avete fatto pure uno spettacolo
dedicato alla Festa della Donna. Come vede il ruolo delle donne nel mondo
dello spettacolo oggi?
«Parlo per la mia esperienza: nel mondo dello spettacolo in
Italia credo che ci sia una netta divisione tra uomo e donna, con gli uomini
delegati a determinate mansioni e le donne ad altre. Bisognerebbe semplicemente
aprire dei chiavistelli nella testa delle persone e la donna potrebbe fare molte cose che ancora non fa. Oggi resta una figura chiusa dentro delle forme e dei veti».
Un confronto con l'estero?
«In generale ho notato un approccio più rispettoso: in
Italia il rispetto te lo devi conquistare, poi se sei in gamba lo ottieni. E
forse tante colleghe non lo pretendono».
Difficile non pensare al Corpo delle donne di Lorella Zanardo…
«L'ho visto e rivisto tantissime volte: spiega in maniera
molto chiara un aspetto che viene un po’ tenuto nascosto».
Anche il mondo dei comici sembra un po' dominato dai
maschi, come mai? Quali punti di forza rendono una donna diversa dal collega
uomo?
«Avviene la stessa cosa che nello spettacolo, ma in maniera
più elegante e più fine. Nel mondo dei comici è quasi la donna che non si sente
all’altezza e si esclude un pochino, c'è una distinzione di ruoli quasi per
tacito accordo. Un punto di forza? La donna può parlare al maschile e al
femminile, mentre l'uomo si rivolge agli uomini. Noi abbiamo un raggio più ampio».
Il mondo dello spettacolo, per molti adolescenti, è visto
come un mito. Voi avete iniziato prestissimo, dal teatro e dalla ginnastica
artistica. Cosa vi sentite di
consigliare ai giovanissimi che sognano di andare in tv guardando Amici?
«Ero la prima che smaniava per il mondo dello spettacolo,
per cui non li giudico. Posso dire che senza una base il sogno è un castello di
cristallo che si sbriciola al primo errore. Le basi servono per avere una
struttura solida e resistente. Non solo lo studio, la struttura uno se la può
creare fortificandosi attraverso tante esperienze, è una questione di maturità.
Su Amici non mi sento di dare un giudizio: da un lato c’è tanta passione
e gli insegnanti sono severi. Noi come comiche abbiamo messo in luce la
contraddizione tra il titolo del programma e quello che in realtà accade. La
critica è mirata su questo aspetto».
Dopo nove anni insieme, spaziando dalla giocoleria, al
cabaret, al teatro e alla televisione, quali sono i vostri progetti per il
futuro?
«Un nuovo settore c’è: ci piacerebbe fare qualcosa per il
video sul web. Poi abbiamo molte altre idee che incanaleremo in un nuovo
spettacolo. Sti casting lo porteremo in giro per un anno e mezzo, massimo
due».