mentelocale Ultimo aggiornamento Martedì 22 maggio - 14.17
mentelocale
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale BLOG mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
  Attualità  |   Tendenze  |   Elezioni Comunali 2012
mentelocale
 
         Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 Milano      
Newsletter  | Agenda eventi | Oggi al cinema | Agenda teatrale | Multimedia  | Webcam
 
 
 
facebook rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
genova  >  società & tendenze  >  Elezioni Comunali 2012
Roberta Pinotti ed Emilia Marasco
 
             
 

Elezioni primarie 2012. Roberta Pinotti: «Sono la persona giusta per Genova»

 
Il dialogo tra la candidata, la scrittrice Emilia Marasco e Laura Guglielmi. Dalla famiglia allargata all'arte contemporanea. Tra moschea e Erzelli
 
eventi
Primarie Pd: ecco dove votare  
top 10

 
   

     
Genova, 7 febbraio 2012
Stampa Invia amico
 
di
Chiara
Pieri
   
 
Roberta Pinotti, nata a Genova il 20 maggio 1961, è sposata con Giovanni Orengo, medico, e ha due figlie Elena e Marta. Laureata in Lettere moderne, è insegnante di scuola media superiore. Ha iniziato la carriera politica nel 1990 come vice presidente di circoscrizione e dal 1993 al 1997 è stata assessore alle politiche giovanili e alle politiche della Provincia di Genova con la presidente Marta Vincenzi. Dal 1997 al 1999 è stata assessore alle Istituzioni scolastiche del Comune di Genova con il sindaco Giuseppe Pericu. Dal 1999 al 2001 ha ricoperto la carica di segretario provinciale dei Democratici di Sinistra e nel 2001 è stata eletta alla Camera dei Deputati nella circoscrizione della Liguria, collegio 7 di Genova. Nel 2006 è stata rieletta alla Camera dei Deputati nelle liste dell'Ulivo e ha fatto parte delle Commissioni Bilancio e Difesa e della Commissione d'inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e di Miran Krovatin. Da giugno 2006 è presidente della Commissione Difesa della Camera. Nel 2008 è stata eletta al Senato della Repubblica nelle liste del Partito Democratico ed è membro della Commissione Difesa. È stata nominata responsabile sicurezza nel primo esecutivo del PD. Dal 9 maggio 2008 è Ministro Ombra della Difesa.

Mancano solo quattro giorni alle primarie del centrosinistra di domenica 12 febbraio, quando i cittadini sceglieranno chi sarà il loro rappresentante per il Partito Democratico, tra Marta Vincenzi, Roberta Pinotti, Marco Doria, Andrea Sassano e Angela Burlando.

In attesa di scoprire chi risulterà vincitore, dopo il dialogo a tre tra Laura Guglielmi, direttora di mentelocale.it, Marco Doria e Bruno Morchio, abbiamo incontrato Roberta Pinotti, senatrice Pd, in politica dagli anni ’90 ed Emilia Marasco, scrittrice e docente di Storia dell'Arte Contemporanea presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti, istituzione che ha anche diretto dal 2002 al 2010.

Laura Guglielmi: «Emilia, perché sostieni Roberta Pinotti?»

Emilia Marasco: «Ci sono molte ragioni, da quelle personali a quelle più prettamente politiche. Ho conosciuto Roberta quando era una giovane assessora in provincia e io ero docente all’Accademia. In quell’occasione ho potuto constatare quanto si sia impegnata e non abbia mai fatto mancare la sua attenzione. Penso che questo sia molto importante per l’amministratore di una città, perché quello che fai con un singolo cittadino è la cifra che si spera venga poi usata con tutti. Un altro motivo che mi spinge a sostenere Roberta è che, pur sentendo un desiderio di cambiamento, non voglio assolutamente rinunciare ad avere un sindaco donna. Inoltre, a livello politico, Roberta ha fatto un percorso molto importante, ricoprendo molti ruoli e molti incarichi e ritengo che abbia tante cose da mettere a disposizione per la città».

Laura Guglielmi: «Roberta Pinotti: l’ultimo romanzo di Emilia Marasco ruota intorno alla festa dei cinquant’anni della protagonista. Tu li hai appena compiuti e hai festeggiato pubblicamente, senza nascondere questa data importante, in un paese in cui si sa quanto l’invecchiamento di una donna possa pesare, a causa dell’immaginario che si è creato negli ultimi vent’anni. Così non è nel Nord Europa. Cosa ha voluto dire per te compiere cinquant’anni? È cambiato qualcosa, senti di essere più carismatica?»

Roberta Pinotti: «In realtà avrei voluto festeggiare i quarant’anni, ma era da poco nata mia figlia e in più ero appena stata eletta in parlamento, per cui alla fine ho deciso di festeggiare i cinquanta. L’idea è stata quella di recuperare i tanti e diversi pezzi della mia vita: gli ex alunni, gli scout, i compagni di scuola, etc., in modo da fare una sorta di amarcord. Mi è piaciuto rivedere il passato, non con rimpianto, ma con uno sguardo verso il  futuro.
Con l’arrivo dei cinquanta, ho trovato una maggiore serenità: prima non riuscivo a vivere il momento, ero sempre proiettata verso quello che dovevo fare, mentre adesso, anche con una vita concitata come quella della campagna elettorale e dell’attività in senato, non ho perso il piacere delle piccole cose che si possono gustare, da una cena a una conversazione. Anche se continuo a correre, sia per fare il sindaco, sia letteralmente quando faccio le maratone, riesco a godermi di più i momenti belli offerti dalla vita».

Laura Guglielmi: «Penso che non sia un atteggiamento che hanno tutte le cinquantenni, ma solo di chi è soddisfatto del proprio percorso»

Roberta Pinotti: «Sì, indubbiamente riguarda le donne che vivono condizioni privilegiate e io mi ritengo fortunata, soprattutto perché faccio un lavoro che mi piace».

Laura Guglielmi: «Emilia, probabilmente le donne della generazione nata alla fine degli anni ’50 e negli anni ’60 saranno le prime ad entrare in politica in gran numero. Pensi che nei prossimi dieci, quindici anni potremmo avere la prima donna premier?»

Emilia Marasco: «Sì, condivido questo pensiero. Credo che la nostra sia una generazione che fa da tessuto connettivo tra generazioni differenti, riuscendo a dialogare sia con chi ci ha preceduto, sia con i più giovani. Trovo che questa sia una caratteristica comune ai cinquantenni di oggi e particolarmente alle donne e penso che sia un grande elemento di forza».

Laura Guglielmi: «La politica di mentelocale.it è stata quella di chiamare fin dall’inizio Marta Vincenzi ‘la sindaca’. Roberta Pinotti, se diventassi ‘sindaco’, ti faresti chiamare ‘il sindaco’, ‘la sindaco’ o ‘la sindaca’?»

Roberta Pinotti: «Il sindaco»

Laura Guglielmi: «Perché?»

Roberta Pinotti: «‘La sindaco’ proprio non mi piace, preferisco essere ‘il sindaco’ donna. Mi ricordo un articolo di Vittorio Coletti, professore di Storia della Lingua Italiana, che aveva fatto notare come nel manifesto elettorale di Marta Vincenzi con il termine ‘la sindaco’ si tentasse di stravolgere la lingua per dare una forzatura politica. Sarà che è stato mio professore e che questo mi ha influenzato, però anche per rispetto alla lingua italiana, preferisco optare per ‘il sindaco’».

Laura Guglielmi: «Tuttavia è anche vero che è principalmente nei mestieri più umili che esistono il maschile e il femminile: per esempio, l’operaia, l’operaio, il maestro, la maestra, l’infermiere, l’infermiera, mentre il sindaco o il ministro sono più difficilmente declinabili al femminile. Per questo abbiamo scelto di scrivere ‘la sindaca’».

Roberta Pinotti: «Al termine ‘la sindaca’ non ci avevo mai pensato, ma prometto che ci ragionerò».

Laura Guglielmi: «Se Bruno Morchio ha detto che tra i tanti motivi per cui sostiene Doria c’è il fatto che dopo aver preso Milano non si può rischiare di perdere Genova, tu, Emilia, hai detto, invece, che scegli Roberta perché ti dispiacerebbe che non ci fosse nuovamente una donna sindaca a Genova. Perché allora non appoggi Marta Vincenzi? Cos’ha sbagliato in questi anni a capo della città?»

Emilia Marasco: «Rispondo da cittadina. Non ho mai apprezzato il modo in cui Vincenzi ha comunicato durante tutto il suo mandato. Non entro nel merito della questione alluvione, ma tutta la comunicazione che ne è seguita, come il modo di rapportarsi ai cittadini, ritenendoli quasi responsabili dei pericoli che avevano corso, non lo trovo corretto. Voglio avere un sindaco che sappia comunicare, che sappia essere empatico e sobrio. Inoltre, mi sembra che Vincenzi non abbia sempre avuto un ottimo rapporto con il partito. Ci sono stati momenti di mancato collegamento, eccessi di autonomia e di cattiva comunicazione. Il mio sostenere Roberta Pinotti, però, non è contro Marta Vincenzi, sostengo Roberta Pinotti perché ora c’è Roberta Pinotti e spero che con lei si apra una nuova stagione».

Laura Guglielmi: «Roberta Pinotti, perché i cittadini genovesi che votano alle primarie dovrebbero votare te e non Marco Doria o Marta Vincenzi, parlando dei tre candidati piazzati meglio nei sondaggi sul web?»

Roberta Pinotti: «Non esiste il sindaco perfetto, non è che si può decidere a priori di fare il sindaco. Esistono, però, un contesto e una realtà che in certi frangenti richiedono determinate caratteristiche. Il motivo per cui mi sono candidata è che ho capito che in questo momento in politica c’è bisogno di credibilità e concretezza, di qualcuno che abbia il coraggio di fare scelte che da troppo tempo trasciniamo e credo di avere questi requisiti. Penso di poter essere il sindaco giusto per Genova adesso, in questo momento, per mettere in moto meccanismi nuovi e tirar fuori energie positive. Inoltre, credo che l’esperienza nazionale e i tanti contatti che ho acquisito in questi anni possano aiutare la città, basti pensare che quando chiamo Napolitano, dopo cinque minuti mi richiama subito. In più, quando si fa politica a livello nazionale, si viene messi al centro di una serie di informazioni importantissime, che messe in relazione possono portare a nuove soluzioni. Un esempio è quello di Alcaltel, la cui sede genovese stava per essere chiusa, ma sono riuscita a salvarla mettendola in contatto con la Softeco».

Laura Guglielmi: «Seguendo la logica di Pisapia, nello scegliere la giunta staresti attenta a chiamare al governo della città almeno metà donne?»

Roberta Pinotti: «Nella mia ipotesi di squadra ho già in mente diverse donne. Però non credo che userò il misurino del 50 e 50, anche se mi piacerebbe avere un buon numero di donne in giunta».

Laura Guglielmi: «I romanzi di Emilia sono molto attenti alla multietnicità. Roberta Pinotti sei d’accordo con la moschea? Quali sono secondo te le urgenze in città per quanto riguarda i nuovi cittadini?»

Roberta Pinotti: «Non ho alcun dubbio che il luogo di culto ci debba essere e che la comunità musulmana lo stia aspettando da troppo tempo. Ma ho qualche incertezza rispetto alla scelta di collocare la moschea al Lagaccio, perché sembra quasi di volerla mettere in un luogo ‘nascosto’. Storicamente la moschea è sempre stata nel retro porto ed è lì che, a mio parere, dovrebbe stare. Per quanto riguarda i nuovi cittadini, penso che i bambini e dei ragazzi nati o arrivati a Genova, con i loro sogni nel cassetto e la loro voglia di futuro, siano una grande ricchezza per la città e l’integrazione più forte avviene proprio investendo sulle aspettative dei giovani».

Laura Guglielmi: «Molti osservatori dicono che ormai i programmi della sinistra non sono molto diversi da quelli della destra. Roberta Pinotti, se vincessi le primarie e dovessi trovarti come avversario, ad esempio, Enrico Musso, quali sarebbero le principali differenze tra voi due?»

Roberta Pinotti: «Sinceramente, ancora non ho capito bene le idee di Enrico Musso, che in questi anni è stato piuttosto ‘mobile’. Se parliamo dei parcheggi di interscambio o dell’incentivare l’utilizzo della bicicletta, non credo che ci siano sostanziali differenze tra destra e sinistra.
La dicotomia sostanziale è l’idea di uguaglianza: gli amministratori di sinistra hanno il compito di rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono alle persone di avere le stesse opportunità. A destra non c’è questa stessa sensibilità. Credo che Musso abbia un’idea più liberale, dando maggior valore alla competizione e al merito individuale. Certo, il merito è sicuramente importante, ma ci devono essere le stesse pari opportunità di partenza per tutti».

Laura Guglielmi: «Nell’ultimo romanzo di Emilia Marasco si parla di una famiglia allargata in cui vari componenti riescono a convivere sereni, pur nelle mille contraddizioni. Una famiglia simile a quella di Emilia. Roberta Pinotti, qual è il tuo ideale di famiglia?»

Roberta Pinotti: «Non esiste un ideale di famiglia e non sta alla politica determinare quale sia la famiglia perfetta. Compito dell’amministrazione è quello di dare a ciascuno gli stessi strumenti, che garantiscano gli stessi diritti, qualsiasi siano le scelte e i percorsi fatti nella propria vita».

Laura Guglielmi: «Emilia, qual è la prima cosa che consiglieresti a Roberta se diventasse sindaca?»

Emilia Marasco: «Le consiglierei di essere certa di avere una macchina che funziona».

Laura Guglielmi: «Parli della giunta o dei dipendenti comunali?»

Emilia Marasco: «Di entrambi. Vorrei che fosse certa di avere a fianco persone giuste, al posto giusto e con le competenze giuste».

Laura Guglielmi: «Mentelocale.it è chiaramente molto interessato al web, ai giovani e al digitale. In molti su Facebook e su internet in generale si sono lamentati della gestione della Città Digitale»

Roberta Pinotti: «Voglio assicurare che sono una persona molto normale e che faccio cose chiare a tutti. Se qualcuno andrà a ricoprire un ruolo, avrà sicuramente le competenze per ricoprirlo. Di certo non metterò uno psichiatra a dirigere la Città Digitale, con l’importanza che il web riveste non solo per l’informazione, ma anche per il turismo e per l’economia»

Laura Guglielmi: «Per quello che c’è da fare in città, secondo te i dipendenti comunali sono troppi?»

Roberta Pinotti: «Non si può dire se sono troppi o troppo pochi, sarebbe necessaria un’analisi specifica, la questione è fare funzionare questa macchina composta da 6300 persone. Penso che sia necessario ritrovare il rispetto per la funzione del dipendente pubblico, troppo spesso più che fannullone, demotivato».

Laura Guglielmi: «Emilia, per fare il sindaco bisogna conoscere la città. Secondo te, quanto Roberta Pinotti conosce Genova?»

Emilia Marasco: «Penso che proprio perché è una persona che ha sempre avuto un’attenzione particolare per Genova, la conosca abbastanza bene, altrimenti non si sarebbe neanche candidata. Certamente avere una conoscenza non solo comunale, ma anche complessiva è importante proprio per trovare risorse nascoste».

Laura Guglielmi: «Molte città europee danno particolare attenzione all’arte contemporanea, anche nei loro arredi urbani. Emilia è stata anche direttrice dell’Accademia di Belle Arti e conosce bene le problematiche di Genova in questo settore. Qual è il rapporto di Roberta Pinotti con l’arte contemporanea. Cosa faresti in questo ambito se diventassi sindaca?»

Roberta Pinotti: «Nonostante gli sforzi e la buona volontà di chi ci ha lavorato, penso che questo settore  sia un po’ abbandonato e separato dalla città. Recentemente ho incontrato gruppi di giovani che si stanno muovendo con progetti e iniziative e penso che dovremmo ripartire proprio dalle loro proposte».

Emilia Marasco: «Per rilanciare il settore, Genova dovrebbe entrare in due circuiti, da un lato quello dei giovani artisti in Europa e dall’altro quello dell’arte contemporanea come segno della città, cercando di sondare lo stato delle gallerie e capire cosa fare del museo di Villa Croce, che in una città come la nostra non può mancare o essere carente. Bisogna ricordarsi che l’arte contemporanea è anche un mercato, ha dei collezionisti e quindi è necessario studiare il modo in cui Genova può entrare in questo mercato, promuovendo anche l’attività di giovani artisti e ospitando workshop, mostre e allestimenti».

Roberta Pinotti: «Sì, ma tutto questo va relazionato al movimento giovanile, affinché quello che si crea abbia un fulcro e non rimanga una cattedrale nel deserto. In tempi di crisi non si possono sprecare risorse, devo immaginare che anche i musei come Villa Croce diventino un luogo produttivo. La cosa difficile è capire come».

Laura Guglielmi: «I nostri lettori hanno soprattutto un’età compresa tra i 25 e i 45 anni. Roberta Pinotti, che cosa diresti a chi vorrebbe rimanere a Genova e a chi vorrebbe venire a stare qui? Cosa fare per trattenerli o farli arrivare?»

Roberta Pinotti: «La risposta è nel lavoro, che è un nodo fondamentale. Da una parte è necessario cercare di tenere quello che già c’è e dall’altra capire come sviluppare nuove opportunità. Per esempio bisognerebbe puntare maggiormente sul Porto e sull’economia marittima, senza dimenticare il parco scientifico degli Erzelli e il settore dell’hi-tech. Però sono processi che non possono essere lasciati a se stessi. Si deve fare un’operazione di marketing strategico della città per lo sviluppo economico, decidere su quali filoni investire e concentrarsi su quelli, andando a cercare risorse all’esterno e invogliandole a finanziare i nostri progetti».

Laura Guglielmi: «Roberta Pinotti, una domanda a Emilia. Emilia una domanda a Roberta»

Roberta Pinotti: «Emilia, mi darai una mano?»

Emila Marasco: «Per quello che so e che posso, sì».

Emilia Marasco: «Qual è la prima cosa che vorresti fare se diventassi sindaca?»

Roberta Pinotti: «La prima in assoluto? La pulizia dei rivi».

 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
 
 
Galleria fotografica
 
 


mentelocale Chi voteresti come sindaco di Genova?

mentelocale
mentelocale
Marta Vincenzi mentelocale 18.0% mentelocale
mentelocale
Roberta Pinotti mentelocale 16.8% mentelocale
mentelocale
Marco Doria mentelocale 26.6% mentelocale
mentelocale
Andrea Sassano mentelocale 1.1% mentelocale
mentelocale
Angela Burlando mentelocale 1.7% mentelocale
mentelocale
Enrico Musso mentelocale 11.1% mentelocale
mentelocale
Paolo Putti mentelocale 7.1% mentelocale
mentelocale
Armando Siri mentelocale 16.8% mentelocale
mentelocale
Simonetta Saveri mentelocale 0.8% mentelocale
mentelocale
mentelocale
   
   
Articoli correlati
 
Marco Doria e Bruno Morchio
Marco Doria: «A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?»
18.01.12
Sindaco
Elezioni amministrative 2012: i candidati sindaco di Genova
10.01.12
19.10.11
Andrea Sassano : «La politica è agire collettivo»
28.07.11
Pinotti si candida a sindaca: «Cosa c'è di più democratico delle primarie?»
13.12.11
Marta Vincenzi: «Ecco perché mi candido alle primarie»
 




 

Oggi in home page
  Marco Doria ha vinto: si spera nel rinnovamento  
  Doria diventa sindaco. La vittoria passa anche sui social network  
  Sei alla fermata? Aspetta, ci sono gli angeli  
  Doria, bagno di folla in piazza Matteotti: «Finalmente riesco a sorridere»  
  Una genovese in Colombia. Zaino in spalla, un viaggio a caccia di storie  
  Leggi l'homepage di oggi  
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License