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genova  >  società & tendenze  >  L'avvocato risponde: i diritti del consumatore
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I diritti del consumatore: come non farsi fregare in rete

 
Ci sono siti che promettono software gratis. Scarsa chiarezza sui servizi a pagamento e riscossione aggressiva. Attenzione ai trabocchetti online
 
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Mentelocale.it dedica uno spazio ai diritti del consumatore. Alle mail dei lettori di mentelocale.it rispondono gli avvocati dello Sportello del Consumatore, l'associazione di volontariato che ha sede in Genova, La Spezia e Finale Ligure.

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Genova, 08 febbraio 2012
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di Davide D'Arrigo, patrocinatore legale
   
 
Lo Sportello del Consumatore è un'associazione di volontariato fondata nel 1992 dai consumatori per i consumatori con uffici in Genova, La Spezia, Finale Ligure. Una équipe di esperti è a disposizione dei Soci per informazioni e assistenza al fine di giungere alla soluzione positiva e stragiudiziale delle controversie di consumo. La sede regionale si trova in via del Colle 64-66 R, a pochi passi da Porta Soprana.

Per consulenze è richiesta la prenotazione dell'appuntamento al numero 010 2467750.
Normal 0 14

Caro Sportello del Consumatore,
due mesi fa mi sono imbattuto in un sito internet che permetteva di scaricare gratuitamente alcuni programmi per computer. Dopo due settimane è arrivata una e-mail che mi chiedeva 96 euro di abbonamento annuo al servizio. Pensavo si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto. Invece a Natale mi è arrivata una lettera di sollecito di pagamento con minaccia di azioni giudiziali di recupero del credito. Non mi sono mai accorto di aver stipulato un abbonamento e ritengo di essere nel giusto. Come mi devo comportare?

Osvaldo

 

Caro Osvaldo,
il suo caso rispecchia quanto accaduto ad altre migliaia di utenti, le cui segnalazioni hanno portato l’Autorità Antitrust a sanzionare, con una multa di 1,5 milioni di Eu, il gestore di un noto sito di servizi ai consumatori. In sintesi, accadeva che gli utenti, alla ricerca di un modo per scaricare gratuitamente software per il computer, entravano in quel sito dove venivano richiesti alcuni dati personali per registrarsi e poter così usufruire dei servizi desiderati (una pratica comunemente adottata da molti siti che offrono servizi gratuiti).

Ciò che non era chiaro, inducendo così migliaia di persone in errore, era il fatto che attraverso questa registrazione veniva sottoscritto un contratto di abbonamento al sito del costo annuo di 96 Eu. La scoperta avveniva solo quando gli utenti venivano raggiunti, via mail o per posta, dalle ripetute e continue richieste di pagamento da parte del gestore del sito. I solleciti di pagamento, che minacciavano anche azioni legali nel caso di insolvenza, venivano inoltre recapitati solo dopo i 10 giorni dalla sottoscrizione dell’abbonamento entro cui i consumatori avrebbero potuto esercitare il diritto di recesso (o addirittura opponendosi ad esso nei casi in cui i consumatori più accorti lo avevano effettivamente azionato).

Le condotte del gestore del sito sono state giudicate illecite da parte dell’Antitrust che, con un provvedimento, ha condannato la società al pagamento di una pesante sanzione. Il provvedimento dell’Autorità afferma infatti che la pratica commerciale adottata era scorretta, sia per la scarsa chiarezza sull’onerosità del servizio offerto, sia per l’aggressività delle minacciose richieste di pagamento.

Venendo in fine alla sua domanda, consigliamo a lei, e agli altri consumatori nella stessa situazione, di non rispondere ai solleciti e di non pagare quanto richiesto.

 
 
 
 
 
 
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