Torta di riso? Finita. Un tormentone, ormai un vero e proprio cult quando si parla dei liguri, del loro senso dell'umorismo e della loro tanto criticata ospitalità. Un modo per ironizzare sui propri difetti, per sdoganare una mentalità che in molti non capiscono e criticano, che arriva da un ligure che ha fatto del sarcasmo e dell'ironia il suo cavallo di battaglia: Enrique Balbontin.
Proprio Balbontin, in coppia con l'amico e collega Andrea Ceccon, ogni mercoledì sale sul palco della Claque con Cabaresque, uno spettacolo irriverente e spassoso fatto di sketch inediti e ricchi di improvvisazione, che si rinnovano ad ogni appuntamento: un modo per divertire e divertirsi in un periodo in cui, si sa, di divertente è rimasto proprio poco. Con il mefistofelico duo si alternano ogni mercoledì anche altri volti noti del cabaret genovese: da Alessandro Bianchi a Simona Guarino, da Flavio Isopo a Osvaldo Balicco; e poi tante vecchie conoscenze tra cui Enzo Paci, Simone Barbato e Stefano Chiodaroli.
«È uno show tutto nuovo, con contenuti che in televisione non vedrete mai e che si discosta totalmente dal format e dai tempi televisivi» ci racconta Enrique Balbontin: «qui siamo liberi di improvvisare, cerchiamo di far ridere la gente con la spontaneità e il nostro essere politically scorrect».
Un esempio di ciò che aspetta gli ignari spettatori? Liscio perfetto, una parodia di quei programmi che fanno del liscio una vera e propria religione: «io faccio il presentatore», svela Balbontin, «mi chiamo Voucher, perché mia mamma da giovane lavorava in un'agenzia di viaggi. Andrea di volta in volta interpreta un ospite diverso, grazie a parrucche e abiti folk, e diventa ad esempio Nico dei Piadina Rocker, una vera e propria stella del liscio esplicita più che mai nel cantare le sue canzoni».
Non solo: ci saranno anche le Ombre Palesi, un teatrino di ombre che prende il nome dall'inettitudine degli autori, due vicini di casa, uno cornuto e l'altro alcolizzato. E ancora la proiezione di una rassegna stampa mondiale che raccoglie le notizie più assurde e inverosimili riportate da giornali locali.
Solito stile scorretto e niente peli sulla lingua per questo duo comico, che parallelamente all'avventura teatrale continua a portare avanti i programmi televisivi Torta di Riso e Torta di Spot su Sky: «ci divertiamo un casino a fare questi programmi» dice Enrique «anche perché li facciamo da casa e siamo liberi di dire tutto quello che vogliamo, non abbiamo autori, scriviamo tutto noi». E non solo si divertono, ma fanno divertire: Torta di Riso, di cui è in preparazione la sesta stagione - la quinta è appena andata in onda su Sky - ha raggiunto i 5 milioni di spettatori, e anche la new entry Torta di Spot - in cui il sardonico duetto commenta improponibili spot girati da fuori di testa - promette bene.
Ma il fenomeno Torta di Riso non si ferma al mondo dello spettacolo, come ci racconta chi di questo tormentone detiene il copyright: «recentemente a una manifestazione di Fincantieri ho visto uno striscione su cui c'era scritto Torta di riso finita, e anche Emma Marcegaglia, durante un incontro pubblico, ha usato la stessa espressione». Un fenomeno dilagante, che contagia grandi e furetti: «mi è capitato di sentir uscire dalla bocca di ragazzini di dieci anni le nostre espressioni, con delle parlate da veri e propri camalli», ride Balbontin, «sono cose che fanno piacere, significa che la nostra comicità arriva a tutti».