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Scenari di guerra in via Cesare Battisti. La scuola Pascoli, cuore del GSF, dove ha sede l'ufficio stampa e la segreteria, è stata perquisita dalla polizia, giunta in forze verso mezzanotte. Stessa sorte per la Diaz, di fronte, adibita a dormitorio.
Qui, secondo i testimoni, il blitz è stato particolarmente violento: ragazzi portati via mentre ancora dormivano dentro i sacchi a pelo, inseguimenti e manganellate. Le cifre che mi riferiscono sul posto sono numeri impazziti: si parla di una cinquantina di feriti e di altrettanti arrestati.
Il centro medico del GSF assicura di aver prestato soccorso ad una ventina di persone. Il bilancio riferito dalle agenzie di stampa è però più grave: 66 feriti, dodici dei quali ricoverati in ospedale.
Entro nella Diaz. Chiazze di sangue dappertutto. "Cercavano i black bloc, ma hanno trovato solo gente che dormiva" mi dice un ragazzo, in un inglese stentato, visibilmente sconvolto.
La polizia afferma di aver trovato una mazza di ferro, 3 molotov, stecche di piombo,12 coltelli, lastre di porfido, maschere antigas, due sacchi pieni di tute nere. Per quanto riguarda la violenza dell'irruzione, la versione delle forze dell'ordine - riferita all'ANSA - è che i ragazzi sarebbero stati feriti negli scontri del pomeriggio.
"Macchè", mi dice una ragazza, "seguimi". E mi porta in giro per la Diaz, mostrandomi uno spettacolo desolante. Porte spaccate, computer in pezzi, vetri dappertutto. E ogni tanto delle pozze di sangue, circoscritte, non ancora rappreso.
"Sono entrati e hanno manganellato tutti. Guarda qui" - mi mostra i distributori di merendine, integri - "secondo te se questo fosse stato un centro di black bloc, questi sarebbero ancora interi?".
L'irruzione è durata circa tre quarti d'ora, gli agenti avrebbero sparato gas e sarebbero entrati in assetto antisommossa, mentre un elicottero controllava a bassissima quota le operazioni.
Nella sala stampa del GSF i computer sono completamente distrutti. Secondo indymedia.org, l'agenzia di stampa indipendente, la cui sede al terzo piano della Pascoli è stata interessata dal blitz, la polizia cercava documentazione foto e video di questi giorni. Numerosi files sarebbero stati confiscati, incluse le banche dati dei volontari avvocati che offrivano assistenza legale ai manifestanti.
L'atmosfera che si respira è di incredulità. Sono tutti ancora sotto shock. C'è chi parla di Caporetto della democrazia. Due giornalisti mi dicono che un collega del Resto del Carlino, che dormiva nella Diaz, sarebbe stato picchiato. Un braccio rotto.
Girano voci di un sit-in davanti alla questura. Incontro degli amici, ci guardiamo in silenzio. Degli stranieri inveiscono contro l'Italia. Mi si stringe il cuore: stanotte non voglio essere italiano.
Torno a casa in una Genova spettrale. Carcasse di macchine. Semafori saltati, con i fari bianchi come orbite cieche.
Che sia solo un incubo?
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