G8. Diaz: condanne confermate per i vertici della polizia

G8. Diaz: condanne confermate per i vertici della polizia

© diazilfilm.it

La sentenza di Cassazione undici anni dopo la 'macelleria messicana'. Per i funzionari scatta la sospensione dal servizio. Prescritte, invece, le accuse per lesioni

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Genova - Mercoledi 6 giugno 2012

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione, undici anni dopo la macelleria messicana, ha confermato le condanne nei confronti dei funzionari di polizia responsabili dell’irruzione alla Diaz avvenuta a Genova nella notte del 21 luglio 2001, dopo il vertice del G8. L’operazione si era conclusa con 63 feriti, molti in maniera grave e con lesioni permanenti, e 93 persone rimaste in carcere per tre giorni senza poter comunicare con l’esterno. Tra loro, numerosi giovani stranieri e giornalisti.

La Corte conferma: i dirigenti hanno mentito. Tra i condannati per aver firmato i verbali che giustificavano il blitz accusando le vittime di resistenza, accoltellamento di un agente e detenzione di bombe molotov, figurano Francesco Gratteri (capo dell’Anticrimine, 4 anni), Gilberto Caldarozzi (capo del Servizio centrale operativo, 3 anni e 8 mesi) e Giovanni Luperi (capo del dipartimento analisi all’Agenzia informazioni e sicurezza interna, 4 anni).

Condannato per falso anche l'ex capo della mobile Vincenzo Canterini, attualmente in pensione (5 anni). Tre anni e otto mesi sono stati inflitti anche a Filippo Ferri, Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi, Davide Di Novi, Salvatore Gava e Pietro Troiani.

Per tutti i funzionari scattano l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e la sospensione dal servizio. Prosciolto dall’accusa di concorso in falsa testimonianza (lo scorso 28 maggio) l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro.

Prescritte le lesioni: vengono meno, pertanto, le sanzioni (comprese quelle accessorie) per gli agenti Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri, Vincenzo Compagnone. Per Massimo Nucera e Maurizio Panzieri la pena per la messa in scena dell'accoltellamento si riduce da 3 anni e 8 mesi a 3 anni e 5 mesi.

Una sentenza importante, ma incompleta e tardiva. Per Amnesty International «la conclusione di questo difficile processo non può rappresentare la fine del tentativo di dare piena giustizia alle vittime del G8 di Genova. Terminata la fase degli accertamenti delle responsabilità individuali, resta tutta da fare un'analisi che porti a conclusioni condivise su cosa non funzionò a Genova nel 2001 a livello di sistema e su come fare in modo che ciò non si ripeta più». Per l’associazione, quella avvenuta in via Pascoli quella notte è stata la più grande violazione dei diritti umani avvenuta dal dopoguerra in un paese occidentale.

Dopo l'irruzione, mentelocale.it riuscì a entrare nella scuola Diaz: clicca qui per guardare le foto terribili scattate da Giulio Nepi poco dopo il blitz. Minuto per minuto, mentelocale ha raccontato le manifestazioni, i disordini e il dolore di una città ferita, ascoltando i genovesi sconvolti dopo la guerriglia.

Sui fatti avvenuti alla scuola genovese è uscito, lo scorso aprile, il film Diaz. Non pulite questo sangue di Daniele Vicari, girato a Genova e a Bucarest e basato sulle carte del processo. Nel cast, oltre a Elio Germano, c'è anche Claudio Santamaria, che interpreta Michelangelo Fournier della Mobile di Roma, il poliziotto che ha definito la notte dell'irruzione una macelleria messicana.

NiGa

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