Via Canneto il Lungo. Una porta a vetri. Sopra, un bassorilievo quattrocentesco: San Giorgio che infilza il drago.
«È per questo che l'ho voluta chiamare Bottega di San Giorgio, sottotitolo "la galleria degli odori e dei sapori"». Chi mi parla è Gianni Morando, ex-venditore ambulante e neo-protagonista della rinascita del centro storico.
Galleria dei sapori questa lo è davvero. Alle pareti una riga continua di barattolini con eleganti etichette: pesto di Prà, verdure sott'olio, pasta d'olive. Una ghiottoneria tira l'altra.
«Vendo soltanto prodotti tipici liguri, con garanzia di produzione biologica. Mi servo da piccoli produttori, un po' per aiutarli, un po' perché so che lavorano bene e artigianalmente».
Un altro tassellino in più per la rinascita del centro storico: Canneto ormai è tornata la casbah che era un tempo. Pescherie, fruttivendoli, panettieri. I negozi "storici", le vecchie mercerie e gli alimentari ottocenteschi col bancone in marmo.
Con pochissime concessioni ai "foresti": se la Maddalena è il cuore multietnico della nuova Genova, Canneto è l'altra anima - quella genovese - che torna alla vita.
«Questo, come si capisce dal portale medievale e dalla passiera, un tempo era l'androne del palazzo. Fino a vent'anni fa, è stato una gioielleria. Quando l'ho rilevato era in condizioni disastrose e ospitava un magazzino di farine...».
Gianni Morando prima di buttarsi in quest'avventura faceva l'ambulante nei mercati. «Vendevo alimentari, le patate che coltiva mio padre. Però non avevo un posto fisso: il Comune di Genova infatti non ha recepito una legge del '98. Ho scritto all'assessore, che mi ha risposto pubblicamente promettendomi una soluzione. Conservo ancora l'articolo del Secolo XIX. In due anni non è cambiato niente e così, dopo essermi fatto
l'esperienza del G8, ho deciso di fare da solo».
Entra un tipo. Chiede i Lampascioni, li prende e se ne va.
Scusa Gianni, che sarebbero sti lampascioni? «Sono delle cipolline sott'olio pugliesi, con un gusto abbastanza deciso, quasi di selvatico. Deliziose». Ma allora non vendi solo prodotti liguri! «Ah no, scusa, me n'ero dimenticato. Ho deciso di "ospitare" ogni mese una regione e la sua gastronomia tipica. Vedi», mi indica una vetrinetta, dove sono allineati provocantemente salumi e paste. «Ventricina, cavatelli, troccoli e altre cose. Questo mese è la volta del Molise» sorride Gianni.