Teatro Cargo: la stagione 2012-2013

Genova / Spettacoli / Teatro www.mentelocale.it

Parola d'ordine: adattabilità. In cartellone tante nuove produzioni, ospiti e spazio a collaborazioni inedite. Ecco il programma

Ilaria Scarpa in Karamazov

Ilaria Scarpa in Karamazov

Genova
Venerdi 7 settembre 2012 ore 18:04

I camaleonti sono animaletti curiosi, simpatici e un po' misteriosi. Forse sono proprio queste le caratteristiche che hanno convinto il Teatro Cargo a sceglierli per le locandine e i depliant della stagione 2012-2013.

Laura Sicignano racconta una nuova stagione ricca di produzioni, successi riconfermati e prestigiosi ospiti. Nonostante le difficoltà e le incertezze, con le quali un ente teatrale si trova a combattere quotidianeamente, «non è semplice mantenere uno sguardo aperto quando ti ritrovi a combattere giorno per giorno con tasse inattese, debitori e spese di ogni genere», esordisce Sicignano. Ma come il camaleonte, che sotto l'aspetto quieto nasconde potenti artigli per assicurasi al meglio alle fronde degli alberi, così il team del Teatro Cargo, nonostante le difficoltà, è restato ancorato alla sua realtà, solida, anche se non priva di insidie: «Lavorare in periferia non è come lavorare in centro. In questo le istituzioni devono aiutarci. Vorremmo che fosse più facile raggiungerci. E poi la promozione è imporetante: i genovesi hanno una mentalità un po' provinciale, è difficile farli uscire dai proprio quartieri», prosegue la regista.
A Voltri il Teatro Cargo è una realtà ben radicata nel tessuto sociale, tanto da meritare, due anni fa, una seconda sede, oltre a quella storica del Teatro del Ponente (bellissima sala a due passi dal mare). Per questo gli spettacoli in cartellone andranno in scena anche presso il Teatro di Villa Galliera, un gioiellino settecentesco completamente restaurato. Massima adattabilità, quindi, per sfruttare al meglio questi due spazi importanti e renderli fruibili da parte del pubblico.

Perché il camaleonte è un animaletto che, per sopravvivere a millenni di evoluzione, ci ha dovuto mettere impegno, diventando una delle creature più duttili e adattabili che popoli il nostro pianeta. Ha imparato nel corso della storia a sfruttare al meglio le interazioni con l'ambiente. Ed è qui che le similitudini tra il verde rettile e un teatro iniziano a farsi più chiare.

Lui cambia il suo colore, il Teatro Cargo, per contro, si affida ad collaborazioni con importanti soggetti istituzionali, come Corpi Urbani (festival di danza contemporanea, in scena in questi giorni), il Festival della Scienza e il Conservatorio Paganini, per citarne alcune. Ma andiamo con ordine.

La stagione si apre con Questa immensa notte (28 e 29 ottobre), una produzione del Teatro Cargo che già nelle scorse stagioni ha riscosso molto successo. Si prosegue con Acido fenico (19 ottobre), uno spettacolo che tenta di volgere uno sguardo al mondo della mafia attraverso la musica. Sempre a proposito di sguardi inconvezionali sulla realtà, si inserisce la commedia onirica e fantastica La Pace di Aristofane (23 novembre). Si prosegue poi con Trittico (15 febbraio) di Cristina Pezzoli, apprezzata regista della scena contemporanea, e Dei liquori fatti in casa (1 marzo), per la regia di Gabriele Vacis.

Il Teatro Cargo ospiterà poi uno spettacolo dell'argentino Cesar Brie (anche in scena), liberamente ispirato ai Fratelli Karamazov (Karamazov - 15 marzo). Altro nome importante sul palco di Voltri è quello di Erri de Luca, che firma il testo di Il Peso della Farfalla, con la regia di Renzo Sacco (primo dicembre). Vecchia conoscenza del teatro è poi Fiammetta Bellone, che porta in scena L'altra Medea, una rilettura anticonformista del celebre mito (17 febbraio). E ancora, Anna Paola Bardelloni presenta uno spettacolo sulla legge Merlin, 20settembremillenovecento58 (10 marzo).

Ma non è finita qui, perché se uno dei nodi principali sviluppati nel corso degli anni dal Teatro Cargo è quello legato al femminile, e quindi alle storie di donne, anche quest'anno Laura Sicignano prosegue su questo percorso riproponendo Scintille, una storia di donne non rispettate nel loro valore di lavoratrici (16 novembre) e con il classico Donne in Guerra, che per questa stagione scende dal treno (quello di Casella) e si riappropria di uno spazio, quello scenico, che non gli è mai appartenuto (12 febbraio).

Summa delle collaborazioni alle quali il Cargo ha deciso di affidarsi per sopravvivere in questo momento di crisi è lo spettacolo Tra i Vivi non Posso più Stare (24, 25, 26 e 27 gennaio), una produzione legata alla giornata della memoria, che affronta il delicato tema della Shoah non in modo retorico, ma in maniera decisa. E affidandosi ai giovani, quelli della classe di musica elettronica del Conservatori Paganini e quelli dell'Accademia Ligustica di Belle Arti.

Una stagione ricca di percorsi, personaggi e storie, quella proposta per quest'anno dal Teatro Cargo. Che sia la formula vincente per la sopravvivenza in periodo di crisi? In fin dei conti il camaleonte per 350 milioni di anni ce l'ha fatta a scampare l'estinzione.

Federica Ferraris
© copyright Mentelocale Srl, vietata la riproduzione.