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C'è da leccarsi i baffi. E tutto nel giro di pochi metri. In via Luccoli le cremerie artigianali sono addirittura due. Hai l'imbarazzo della scelta. Ma le storie e le proposte dolciarie sono un po'diverse. Al sabato non si riesce a entrare per la ressa, ho scelto il giorno sbagliato, «e la domenica è uguale», mi assicura Alessandro Fiore, pasticcere della Cremeria del Saraceno.
E' figlio di Lorenzo Fiore, il titolare del "Saraceno", come lo chiamano familiarmente i golosi del centro storico. Pasticcere come il padre, coda di capelli biondi e un secondo lavoro a cui tiene molto («faccio il dj»), sa benissimo che «Gelato al Saraceno?» è una frase abituale tra i giovani affezionati dei caruggi, ma non solo. Spiega Alessandro: «Qui entrano un po' tutti i tipi di clienti. Il genere "ufficio" all'ora di pranzo, gli anziani verso sera e la bolgia delle "vasche" in centro il sabato e domenica pomeriggio. La clientela, comunque, è prevalentemente giovane».
Il "Saraceno" ha aperto nel '97. «Prima eravamo in via Canneto il Lungo, una semplice pasticceria, poi ci siamo trasferiti in via Luccoli per proporre qualcosa di diverso». Oltre ai dolci tradizionali (torte e paste) troviamo infatti anche crêpes, cannoli ricoperti al cioccolato, sandwich farciti di crema e fragole e al "gusto" tiramisù. Non ci dimentichiamo naturalmente i gelati, «il pezzo forte».
Usciamo dall'atmosfera luminosa e colorata del "Saraceno", giriamo a sinistra, risalendo via Luccoli, ed ecco che "inciampiamo" in un'altra cremeria. L'atmosfera cambia, e anche lo spazio: la Cremeria Buonafede è uno stretto e tradizionalissimo pezzo di vecchia Genova. Piccolo il locale, grande la storia, che è tutta da raccontare. A cominciare dall'insegna (vedi foto) si entra nella tradizione.
Chiediamo da dove viene quel "Buonafede" al signor Romeo, marito della titolare Ines Neni. «Giacomo "Buonafede" Parodi, ai primi del Novecento, riforniva mezza Genova di latte, quattromila litri al giorno». «Aveva anche una catena di latterie - continua Romeo -, a Genova le latterie Buonafede sono un'istituzione. In origine erano 7: quella di via Lomellini del 1910, poi, vado a memoria, via Luccoli (eccola!, ndr), via Balbi, via San Vincenzo».
«La tradizione pasticcera si è tramandata anche grazie al figlio Luigi Parodi che entra in azienda nel 1915 e al genero Carrea, che ha espanso il commercio del latte e ha sviluppato la tecnica dolciaria, fregiandoli del nome del suocero, Buonafede», conclude il signor Romeo.
Ora Buonafede è una latteria-pasticceria piccolina, frequentatissima, non più gestita da signori con bombetta e baffoni stile belle epoque, ma gli antenati vengono proprio da quel periodo lì.
Specialità: panna e cialde. Poi le immancabili torte, cannoli, krafen, tramezzini, spumancini assortiti e bassottini al tiramisù.
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