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Un elegante bancone in legno rosso con un ripiano in marmo, soffitto a volta con mattoni medievali e due allegri neon a forma di sole e di oasi che colorano l'interno. È il nuovo kebab-shop che ha aperto in Sottoripa, con il gyros straripante di carne che incombe sui trafficati portici, al di là del vetro. E il gestore è una vecchia conoscenza di mentelocale.it: Abdul, proprietario dell'omonimo fast food di via della Maddalena. Che ha rilevato il vecchio negozio di kebab preesistente, per aprire questo Chez Abdul 2.
Mmm, che profumino... cosa si mangia?
«Cucina mista marocchina e turca. Di nostro ad esempio facciamo tagine e couscous, mentre il kebab è quello turco, così come la pizza».
Non sapevo che i turchi avessero una loro pizza...
«Sì, è molto buona. È come quella italiana, con il pomodoro ma un po' più croccante. Solo che al posto della mozzarella e degli altri ingredienti ci vanno la carne e le spezie».
Come mai cibo turco, tu che sei di Casablanca?
«Per mantenere l'identità della gestione precedente. E poi Yachar, il ragazzo che lavora con noi, è turco: affetta kebab da quand'era bambino, sono venticinque anni di mestiere. Ha lavorato a lungo anche per l'Orient Express, il ristorante di via Prè». Mi volto e infatti Yachar sta affilando due coltelloni lunghi quaranta centimetri con una velocità strabiliante, tanto più che nel frattempo chiacchiera con un cliente. «Puntiamo sui turisti e su tutti quei genovesi che passano ogni giorno in Sottoripa e che magari non si addentrano fino in via della Maddalena. D'altronde qui mancava un fast food etnico: sotto i portici ci sono tanti negozi che vendono panini, noi siamo l'alternativa al salame e prosciutto».
Insomma, Abdul raddoppia e fonda Abdul 2. Diventerai il Berlusconi del Kebab...
«No», ride, «non m'interessa. L'abbiamo fatto per poter dare un lavoro alle nostre famiglie». L'orario di lavoro, come al solito, è ultra-dilatato e senza pause. «Bé», mi fa lui, sornione, «la Repubblica italiana è fondata sul lavoro. No?».
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