I funerali di Don Andrea Gallo. Le foto e la cronaca

Don Ciotti in corteo

Don Ciotti in corteo © Andrea Carozzi / mentelocale.it

Fischi per Bagnasco, mentre fuori si intona Bella Ciao. Don Ciotti: 'L'insegnamento di Don Gallo è quello del Vangelo'. La salma sepolta al cimitero di Campo Ligure

 /  / 

Genova - Sabato 25 maggio 2013

Ore 13.47: la bara parte alla volta del cimitero di Campo Ligure

Ore 13.37: Luxuria: "Don Gallo ha fatto circolare la speranza negli ultimi, ci ha accarezzato, stretto, la mano, ci ha accolti. Non ha mai usato la mano per puntare il dito sul pregiudzio. Non ci ha giudicati, ci ha amati."

Ore 13.31: Ovadia conclude: "Sappiamo che Dio predilige gli atei."

Ore 13.28: Ovadia: "Ruffiani, contrabbandieri, puttane, questo era il popolo eletto, come il popolo di don Gallo. Non possiamo essere tristi perché noi siamo fortunati, perché abbiamo diviso il nostro tempo con quello di don Gallo. Io non sono credente, ma credo che don Gallo risorgerà."

Ore 13.20: Ovadia: "I detrattori di Don Gallo l'hanno spesso definito un no global. Ma se no global significa opporsi alla privatizzazione dell'essere umano, don Gallo non era no global, era super no global."

Ore 13.14: prende la parola Moni Ovadia. "La nostra è un'umanità redenta dal fascismo, dalla violenza. La Costituzione è una carta sacrale, perché da quella carta sono nati i diritti e quei comandamenti che non si sono mai chiamati come tali. Ma il significato ebraico di comandamenti è semplicemente parole. Per questo, lo dico da ebreo agnostico, la Costituzione non sono comandamenti, ma la legge delle parole".

Ore 13.12: Marco Doria:“Ci ha lasciato un uomo, un prete, un cittadino. Ci mancheranno le sue parole, le sue battute. Ma quando sentiremo il vuoto ci ricorderemo di com'era. E adesso tocca a noi.” Il sindaco conclude citando il verso di un canto partigiano, scritto nel 1944 sull'Appennino genovevese. "Una frase che prima mi sembrava retorica - spiega Doria - E ora non più. Il verso recita: Siamo i ribelli della montagna e quella fede che ci accompagna sarà la legge dell'avvenire."

Ore 13.05: Doria: "Don Gallo non amava le etichette, ma ne riconosceva solamente due: antifascista e partigiano." Lungo applauso della folla. "Per lui era centrale il dialogo del confronto. Diceva sempre: bisogna comunicare per capirsi. Parlando, non gridando."

Ore 13.01: Fuori dalla chiesa, il discorso del sindaco di Genova Marco Doria: "Le parole più adatte per descrivere Don Gallo sono impegno e coerenza. La saldatura tra la figura di prete, sacerdote, e quella del cittadino Don Gallo, che aveva come testo di riferimento la Costituzione della Repubblica italiana."

Ore 12.55: Dori Ghezzi: “Purtroppo non l'ho conosciuto bene quando era con Fabrizio. Ma dopo siamo stati molto vicini. Lui era sempre vicino a tutti, e l'affetto di questa cerimonia lo dimostra. Certe persone non muoiono mai.” Nel frattempo, escono anche Vauro e Gad Lerner.

Ore 12.52: Il funerale è finito. La bara esce tra gli applausi, retta tra gli altri da Vladimir Luxuria. Sottofondo musicale: Bella Ciao.

Ore 12.40: Don Ciotti: "L'insegnamento di Don Gallo è quello del Vangelo: bisogna stare alla tavola dei poveri, degli ultimi. Per questo gli diciamo Ciao ognuno com'è capace. E aspettiamo una pedata di Dio, per continuare la nostra strada che Don Gallo ci ha segnato."
Lunghissimo applauso. Guarda il video con l'omelia di Don Luigi Ciotti.

Ore 12.35: Ciotti ripercorre il cammino fatto vicino a Don Gallo: critica le grandi opere quando non ci sono i servizi per i più poveri, le carceri, l'acqua come bene pubblico, il G8. Poi nomina Carlo Giuliani. Lunghissimo applauso da dentro e fuori la chiesa.

Ore 12.30: L'omelia di Don Ciotti. "Don Gallo era innamorato di Dio e dei poveri. Saldava la terra con il Cielo. Trovava Dio anche negli ultimi. Dentro i gay, dentro le lesbiche, dentro i divorziati. Dentro tutti. Perché la Chiesa prima di tutto è misericordia."

Ore 12.20: Prende la parola Don Luigi Ciotti. Applausi dall'esteno

Ore 12.16: Luxuria prende l'ostia dal cardinal Bagnasco.

Ore 12.12: La Comunione.

Ore 12.05: prende la parola don Luigi Ciotti per l'omelia.

Ore 11.55: dopo il discorso del cardinal Bagnasco, prende la parola Vladimir Luxuria, che ricorda quanto don Gallo gli sia stato di conforto e di aiuto: "Ha fatto sentire le transgender creature amate da Dio". Il tutto davanti a Bagnasco, imperturbabile.

Ore 11.45: In chiesa la gente urla e applaude per non far parlare il cardinal Bagnasco. Interviene Lilli la spalla del don e calma gli animi; il don era un uomo di chiesa, dice, non avrebbe voluto così. Lilli: "Una cosa alla quale credeva tantissimo era essere prete e ha sempre detto che la chiesa senza la testa non funziona perciò aveva un grosso rispetto per il proprio vescovo."
Il cardinale parla ancora per poco, poi smette.

Ore 11.43: All'interno della chiesa del Carmine, il discorso di Angelo Bagnasco. Il cardinale è coperto dai fischi provenienti dall'esterno. Alcuni fischi anche dall'interno della basilica. Fuori, la folla canta Bella ciao. Quello che copre Bagnasco è un coro da stadio.

Ore 11.32: tra i moltissimi volti noti presenti in chiesa: Antonio Padellaro, Gad Lerner, Luca Casarini, Claudio Onofri, Carlo Peirolero, Michele Capozzi, Melina Riccio.

Ore 11.29: I tifosi del Genoa hanno tirato fuori per l'occasione uno striscione che viene esposto soltanto in occasioni particolari. Erano vent'anni che non lo si vedeva.

Ore 11.28: Entra in chiesa il cardinale di Genova Angelo Bagnasco.

Ore 11.14: Entra in Chiesa il feretro di Don Andrea Gallo, preceduto da Moni Ovadia, dal trans Valentina e dai ragazzi della Comunità di San Benedetto che si tengono per mano. Sopra la cassa, la bandiera pace, la sciarpa rossa e il cappello nero del don.
Lunghissimo applauso per don Andrea Gallo.
Dentro al Carmine, entrano il sindaco Marco Doria e molti gruppi di bambini, tra cui i pulcini del Genoa.

Ore 11.11: il feretro di Don Gallo arriva al Carmine. Dalla folla, applausi per Don Ciotti, che abbraccia Vladimir Luxuria e Alba Parietti. Seguono Don Paolo Farinella e Dori Ghezzi

Ore 11.04: Tanti fuori che aspettano di entrare in attesa dell'arrivo del corteo. Ci sono vip e non, genti diverse e di ogni tipo, primi e ultimi tutti per Don Gallo.

Ore 11.01: Al Carmine, Don Ciotti si ferma a parlare con i cronisti: “la Chiesa come la concepiva Don Gallo è Chiesa che abbraccia tutti, non fa razzismi né discriminazioni. La sua era una Resistenza di valori. I valori di una Chiesa giusta.”

Ore 10.53: Vladimir Luxuria: “Ricordo il grande impegno del don per le trans: va ricordato per la sua capacitá di non escludere nessuno. Del resto, Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei”.

Ore 10.52: Entrano in chiesa Gasperini e Ballardini, ex e attuale allenatori del Genoa

Ore 10.47: Alba Parietti: “Don Gallo era tutto: il padre, l'accoglienza, la Chiesa. Era divino. Rappresentava Gesù su questa terra. Eravamo molto amici e per me era come un padre. Avevamo passato molto tempo insieme, l'ultima volta abbiamo visto la partita Juve-Genoa. Dava sempre spazio a tutti: anche da malato, era venuto da me in trasmissione”.

Ore 10.45: In via Balbi, alla testa del corteo c'è Don Luigi Ciotti, che celebrerà la liturgia funebre insieme al cardinale di Genova Angelo Bagnasco.

Ore 10.31: la chiesa del Carmine è già piena. In prima fila, anche Alba Parietti e Shel Shapiro.

Ore 10.25: Al seguito del feretro di Don Gallo, una selva di ombrelli: tantissima la gente che ha scelto di accompagnare il prete degli ultimi nel suo ultimo viaggio nonostante la pioggia.
Susanna, 22 anni: "Un aggettivo per descrivere il don? Unico e immortale”

Ore 10.21: Tra le molte bandiere della Fiom, anche il segretario del sindacato dei metalmeccanici, Maurizio Landini.

Ore 10.17: Alla chiesa del Carmine c'è già tantissima gente: bandiere della pace, dei NoTav, della Fiom e uno striscione con scritto Bella ciao.

Ore 10.14: parte il corteo funebre

Ore 9.59: Non manca il saluto dei No Tav, avvolti sotto la pioggia nelle loro bandiere

Ore 9.49: Andrea, 58 anni: "Se un barbone, una prostituta o un ateo si son sentiti meno soli, è stato anche grazie a lui".
Fuori dalla chiesa, anche uno striscione della Fossa dei Grifoni per il genoano don Andrea Gallo.

Ore 9.47: Luca e Sara, coppia di trentacinquenni, spiegano tra le lacrime: “Siamo partiti da Roma alle 4 per essere qua. Don Gallo ci ha sposati e ha battezzato i nostri bambini: volevamo essergli vicini in questo ultimo abbraccio.”

Ore 9.38: tra i molti presenti, anche Moni Ovadia, il segretario di Rifondazione Comunista Ferrero.

Ore 9.30: Alla Comunità di San Benedetto, si canta Bella Ciao, l'inno che a Don Gallo piaceva cantare anche in chiesa.
Anita, 50 anni: “Non mettevo piede in una chiesa da 20 anni, soltanto Don Gallo mi ha riportata vicino a Dio. Il Don mi ha ricordato San Francesco nella sua semplicità”.

Ore 9.26, Comunità di San Benedetto (via San Benedetto 12): va prendendo forma il corteo funebre per accompagnare Don Andrea Gallo alla chiesa del Carmine.

Nella chiesa che fu a lungo retta da don Gallo, celebreranno la liturgia funebre il cardinale Angelo Bagnasco e don Luigi Ciotti, a lungo compagno di viaggio del presbitero genovese nella lotta alle mafie. Appena un anno fa, avevano inaugurato insieme In Scia Stradda, il negozio di Libera nato nel quartiere della Maddalena in un fondo sottratto ai boss.

Al termine della messa, sul sagrato della chiesa del Carmine interverranno il sindaco di Genova Marco Doria e il musicista e attore Moni Ovadia, entrambi - per motivi diversi - legati al don e alle sue attività.

Approfondisci

Don Andrea Gallo è nato a Genova il 18 luglio 1928. Fin dall'adolescenza è attratto dalla spiritualità dei salesiani, di cui entra a far parte nel 1948 con il noviziato a Varazze. Andrea si sposta poi a Roma dove frequenta il Liceo e prosegue gli studi filosofici. Nel 1953 chiede di partire per le missioni e viene mandato in Brasile a San Paulo, dove compie studi teologici: la dittatura che vigeva in Brasile, tuttavia lo costringe a ritornare in Italia l'anno dopo. Prosegue gli studi a Ivrea e viene ordinato sacerdote il primo luglio del 1959.

Un anno dopo viene nominato cappellano alla nave scuola della Garaventa, noto riformatorio per minori: in questa esperienza cerca di introdurre un' impostazione educativa diversa, dove fiducia e libertà tentavano di prendere il posto di metodi unicamente repressivi; i ragazzi parlavano con entusiasmo di questo prete che permetteva loro di uscire, poter andare al cinema e vivere momenti comuni di piccola autogestione, lontani dall'unico concetto fino allora costruito, cioè quello dell'espiazione della pena.

Tuttavia, i superiori salesiani, dopo tre anni lo rimuovono dall'incarico senza fornirgli spiegazioni e nel '64 Andrea decide di lasciare la congregazione salesiana chiedendo di entrare nella diocesi genovese: «la congregazione salesiana, dice Andrea, si era istituzionalizzata e mi impediva di vivere pienamente la vocazione sacerdotale». 

Viene inviato a Capraia e nominato cappellano del carcere: due mesi dopo viene destinato in qualità di vice parroco alla chiesa del Carmine dove rimarrà fino al 1970, anno in cui verrà 'trasferitoì per ordine del Cardinale Siri.  Questo provvedimento provoca nella parrocchia e nella città un vigoroso movimento di protesta ma, la Curia, non torna indietro e il 'prete scomodo' deve obbedire: rinuncia al posto 'offertogli' all'isola di Capraia che lo avrebbe totalmente e definitivamente isolato. 

Qualche tempo dopo, viene accolto dal parroco di S. Benedetto, Don Federico Rebora, ed insieme ad un piccolo gruppo nasce la comunità di base, la Comunità di S. Benedetto al Porto. Da allora Don Gallo si è occupato sempre di più del recupero dei deboli, dei poveri e degli emarginati.

Redazione

© Copyright mentelocale.it
vietata la riproduzione

Società & Tendenze Attualità