Andrea Pozza e Fabrizio Bosso @Carlo Felice. La recensione

Andrea Pozza e Fabrizio Bosso in concerto @Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice

Andrea Pozza e Fabrizio Bosso in concerto @Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice © Andrea Baroni

Il primo incontro in duo tra il pianista genovese e il trombettista torinese. Tra standard classici e grande jazz, non mancano i temi natalizi

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Genova - Sabato 28 dicembre 2013

Sono stati necessari un mese di lavoro e un grande sforzo organizzativo per fare incontrare a Genova due fra i più richiesti jazzisti italiani impegnati nelle rispettive tourneè, ma alla fine il concerto di Andrea Pozza e Fabrizio Bosso, ieri sera all’Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice, si è rivelato un grande successo ed una felice intuizione dell’agenzia Top 1 Communication che ha curato la regia dell’evento.

Nonostante fosse la prima volta in assoluto che il pianista genovese ed il trombettista torinese si trovavano a suonare dal vivo in duo, la carica comunicativa e l’intesa fra i musicisti sono stati evidenti fin dai primi brani proposti, con un interessante gioco dei ruoli, in cui la travolgente energia e la velocità di Bosso ed i registri più riflessivi e la fantasia del pianismo di Pozza si contagiavano a vicenda.

L’inizio è stato siglato da una fulminante versione di But not for me di George Gershwin, nella quale si è avuto un saggio delle capacità tecniche di Bosso che, sempre impeccabile nel fraseggio, a volte sembra quasi tirare fuori con rabbia gli assoli dalla sua tromba.

La scaletta ha alternato composizioni originali dei due musicisti (As usual, A jellyfish from the bosphorus che intitola l’ultimo cd di Pozza, Wide green eyes e Dizzy’s blues di Bosso) a standards della tradizione jazz come In a sentimental mood di Duke Ellington, il cui tema inizia come un grido soffocato e poi esplode in tutta la sua bellezza, Estate di Bruno Martino, che suscita mormorii di approvazione in platea, la splendida Body and soul con le continue invenzioni del pianoforte di Pozza, la ballad There is no greater love.

Essendo nel bel mezzo delle feste natalizie, non poteva mancare un accenno di jazz christmas, secondo una tradizione alla quale nessuno riesce a sfuggire: e quindi dopo un breve accenno di Jingle bells nel brano dedicato a Dizzy Gillespie, il bis è stato tutto all’insegna di alberi natalizi e neve, con una White christmas ascoltata tante volte, ma che è un piacere ascoltare da due veri maestri del jazz contemporaneo.

Andrea Baroni

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