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Si è chiusa con l'assemblea plenaria del Social Forum al teatro della Corte la settimana dedicata al G8 dell'anno scorso. Dopo dibattiti, spettacoli, presentazione di libri e assemblee, il Movimento ha chiuso in bellezza con una giornata dedicata ai propri obiettivi futuri.
Non sono pochi i no-global che hanno deciso di fermarsi a Genova anche domenica rinunciando al ritorno a casa del sabato notte. Qualche migliaio di persone si è dato appuntamento nella casa del teatro borghese genovese. Il foyer della Corte, frequentato di solito da signore e signori eleganti e paffuti, si è trasformato in libreria con i testi sacri della contestazione, da No Logo della Klein alla breve guida al Consumo Critico della Rete Lilliput. Treccine rasta, magliette colorate, facce stanche ma contente hanno occupato il pavimento di marmo del teatro e le sue poltroncine rosse, mentre sul palco si sono susseguite testimonianze di leader e non.
Altro momento importante della giornata è stata la proiezione del film Bella Ciao di Freccero e Giusti nel pomeriggio. Tutto esaurito, tanto che alcuni si sono dovuti accontentare di una proiezione su piccolo schermo nel foyer-libreria-no-global. Poi, zaino in spalla qualcuno è tornato verso piazza Alimonda, un' ultima volta, qualcun altro è andato in stazione per ritornare a casa ma con la voglia di tornare, di continuare a viaggiare verso una globalizzazione dei diritti, un'economia di giustizia, una società sostenibile.
In una città inquieta e sempre più stupita di fronte ai risultati delle inchieste sulle violenze dello scorso anno, (le molotov per incastrare gli ospiti della Diaz, gli abusi di Bolzaneto...), centomila persone con la voglia di parlare ancora di quei giorni, che chiedono chiarezza, che scendono in piazza nonostante gli allarmismi e i fantasmi angoscianti degli scontri dello scorso anno, sono un segno importante.
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