David Garrett: l'incontro con i fan @ Carlo Felice. Guarda le foto

David Garrett e il sindaco di Genova Marco Doria

David Garrett e il sindaco di Genova Marco Doria © Marcello Orselli

Il compositore ha salutato il pubblico genovese. E ha ricordato Niccolò Paganini: «Se la casa del grande violinista fosse ancora in piedi, ci andrei subito»

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Genova - Giovedi 20 febbraio 2014

Giovedì 20 febbraio, alle 20.30, il violinista David Garrett si esibirà in concerto al Teatro Carlo Felice. Per l’occasione sarà diretto dal maestro Johannes Wildner ed eseguirà il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore, op. 77, e la Sinfonia n°1 in do minore, op. 68, di Johannes Brahms

Nell'attesa del concerto sinfonico, Garrett ha incontrato il pubblico genovese nel foyer del Carlo Felice e ha presentato Il violinista del diavolo, il film sulla vita di Niccolò Paganini che segna anche il suo debutto come attore, proprio nel ruolo del grande compositore: «Sono felicissimo di questa esperienza, ma rimarrà un caso unico. Ho scelto di recitare in questo film perché sono interessato da sempre alla storia di Paganini. È importante essere coscienti di ciò che si può fare ma, ancora di più, di ciò che non si può fare. Ci sono altri che sanno recitare molto meglio di me, ma io so suonare benissimo il violino», scherza Garrett, che continua: «Nessun attore al mondo avrebbe potuto suonare Paganini. Sono anche molto fiero di aver realizzato la colonna sonora del film assieme al mio amico Franck van der Heijden».

Il pubblico genovese ha accolto calorosamente il violinista tedesco. Diverse centinaia di persone, tra cui tante giovanissime, hanno riempito il foyer del Carlo Felice per vedere da vicino Garrett, che sembrava a tutti gli effetti una rock star. Sarà quel suo look finto trasandato, sarà l'innegabile avvenenza, saranno le capacità tecniche di violinista. Fatto sta che, in qualche maniera, Garrett è riuscito ad avvicinare i giovani alla musica sinfonica.

«È vero, ho fatto il modello a New York per pagarmi gli studi, ma credo che la bellezza possa tornare utile al massimo per i primi due secondi di un incontro. Negli anni a venire si deve dimostrare che si vale davvero», spiega Garrett. «Anche nella vita di Paganini ci sono quattro anni di cui non si sa nulla. Potrebbe aver fatto lo stesso. Quando si suona a certi livelli fin da giovanissimi, com'è successo a entrambi, si vivono tante pressioni, per cui ogni tanto si sente il bisogno di staccare».

Garrett si è detto onorato di essere nella città natale del grande compositore: «Oggi ho avuto l'opportunità di tenere in mano il cannone di Paganini (il violino Guarneri del Gesù, 1743, n.d.r.), conservato a Palazzo Tursi. È davvero il violino perfetto, fatto apposta per il violinista perfetto». Garrett ha anche dichiarato: «La prima cosa che ho fatto quando sono arrivato a Genova è stato chiedere di fare visita alla tomba di Paganini, ma mi hanno detto che è a Parma. Poi ho chiesto di vedere la sua casa, ma mi hanno risposto che è stata rasa al suolo per costruire una strada. Non nego che la cosa mi ha sconvolto». 

Per Garrett Paganini era «un genio, reso tale anche dalle sue insicurezze». A chi gli ha chiesto come mai spesso mixa rock e musica classica, Garrett ha risposto che non concepisce la divisione in generi musicali: «Esiste la musica. Punto. Paganini è stato il primo, duecento anni fa, a trasformare la musica popolare in musica classica. Esiste un violino prima e un violino dopo di lui».

Sabrina Colandrea

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