Wiki Loves Monuments 2014 c'è anche il Comune di Genova

Villa Pallavicini a Pegli

Villa Pallavicini a Pegli © Flickr - daameriva

Il concorso fotografico di Wikimedia. Per diffondere e valorizzare il patrimonio culturale internazionale. Da Pegli a Nervi: i monumenti accessibili in città 

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Genova - Lunedi 26 maggio 2014

Il Comune di Genova, grazie alla proposta dell'Associazione Open Genova e all'interesse del consigliere comunale Gianpaolo Malatesta, aderisce al progetto Wiki Loves Monument, il concorso fotografico internazionale che coinvolge cittadini e fotografi da tutto il mondo nella promozione e diffusione di immagini del patrimonio culturale dei diversi stati.

Se vi state domandando perché ci sia bisogno di un concorso internazionale per fotografare monumenti e luoghi d'arte, eccovi svelato l'arcano: ogni paese ha diverse disposizioni sul copyright  e sulla diffusione di immagini digitali (Libertà di Panorama) e non sempre è possibile effettuare gli scatti, senza per esempio avere un'autorizzazione da parte del soggetto responsabile.

È quello che è successo al nostro paese nel 2011, quando, a causa delle difficoltà della legislazione e in base al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, l'Italia non ha potuto partecipare al concorso lanciato da Wikimedia per l'impossibilità di diffondere contenuti digitali open e con licenza d'uso creative commons. Ma è anche quello che succede quando in enti, musei e istituzioni è vietato l'uso di macchine fotografiche e videocamere (esclusi i casi di rischio danneggiamento delle opere).

Per l'edizione 2014 di Wiki Loves Monument, l'impasse è stato superato, grazie al coinvolgimento diretto di enti pubblici e privati nell’iniziativa e chiedendo un'autorizzazione alla diffusione delle immagini, che andranno a far parte del bacino di Wikimedia Commons, la banca dati multimediale di Wikimedia, usata per illustrare le voci di Wikipedia e i progetti correlati.

Il Comune di Genova, così come altre realtà del territorio nazionale, ha deciso di aderire al progetto, nell'ottica di una promozione del patrimonio artistico cittadino, dell'incremento turistico e della diffusione degli open data. Si tratta di un primo passo verso un cambiamento, sempre più impellente e necessario, visto il continuo incremento della velocità di diffusione dei dati in rete e della condivisione.

Di seguito i beni genovesi che partecipano al concorso (consulta la mappa)

Cimitero di Staglieno - Staglieno Piazzale Resasco (particolari di statue e tombe di famiglia)

Commenda di San Giovanni di Pré - Piazza della Commenda

Loggia dei Mercanti - Piazza dei Banchi

Porta Soprana - Piano di S. Andrea

Casa di Colombo - Vico Dritto Ponticello

Teatro Carlo Felice e Statua di Garibaldi - Passo Eugenio Montale 4

Torre degli Embriaci - Piazza degli Embriaci

Torre della Lanterna - Rampa della Lanterna

Musei di Strada Nuova (Pal. Rosso, Bianco, Tursi) - Via Garibaldi

Chiostri e Museo di Sant’Agostino - Piazza Sarzano, 35 R

Museo Risorgimento e Casa natale G. Mazzini - Via Lomellini,11

Villetta Di Negro e Museo Arte Orientale E. Chiossone - Piazzale Mazzini, 4

Arco di Trionfo - Piazza della Vittoria

Parco e Villa Pallavicini - Pegli Via Ignazio Pallavicini 5

Il Parco e i Musei di Nervi - Nervi Via Capolungo 3

Palazzo Verde Magazzini dell’Abbondanza -  Via del Molo

Via del Campo 29r – Emporio museo musicale -  Via del Campo 29r

Villa Croce -  Via J. Ruffini, 3

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COME PARTECIPARE A WIKI LOVES MONUMENTS

Il concorso è suddiviso in due fasi: la prima fase si svolge a livello nazionale, poi le 10 fotografie più meritevoli di ogni paese verranno giudicate a livello internazionale per scegliere la foto vincitrice.

Le regole da seguire per partecipare al concorso italiano sono semplici:

  • bisogna scattare una fotografia a un monumento tra quelli indicati nelle apposite liste  (non c'è limite al numero di foto inviabili)
  • essere disponibili a rilasciare la propria immagine una licenza CC-BY-SA
  • e, nel mese di settembre, caricarla sul sito commons.wikimedia.org, inserendo il codice identificativo del monumento.

Chiara Pieri

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