Genova, dal Giro d'Italia a oggi, una città per biciclette

La Settimana europea della mobilità sostenibile continua. Il capoluogo ligure è sempre stato adatto alle due ruote. Se ne parla giovedì 22 settembre ai Giardini Luzzati

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Genova - Mercoledi 21 settembre 2016

Giovedì 22 settembre, ore 20, ai Giardini Luzzati, in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, si terrà sul Ciclismo Epico, un reading a più voci di alcuni racconti tratti da Ciclismo Epico, scritti dal Collettivo Linea S e illustrati da Rebigo. Le storie, gli eroi, le vicende del ciclismo di un tempo saranno reinterpretate dal Collettivo Linea S.

Prima della lettura saranno assegnati i premi ai vincitori del concorso fotografico Epicocontest. Per chi viene in bici, appuntamento in piazza De Ferrari, alle 19.30.

Per prepararvi alla serata, abbiamo chiesto ad Andrea Viola, lo storico del Cicloriparo, di raccontarci un po' com'era Genova ai tempi dei primi Giri d'Italia.

Questa è la scena. Corre l'anno 1909. Una piazza de Ferrari diversa e gremita di gente. Uomini distinti con cilindri e bombette e popolani, donne della borghesia e ragazzini, carbuné e camalli, guardie e carabinieri attendono sotto lo striscione ARRIVO. Non attendono molto, in lontananza si vede la sua figura. È Luigi Ganna, un mito del ciclismo epico e pioneristico, nonché primo vincitore del Giro d'Italia, stremato con la sua pesantissima bicicletta, che taglia il traguardo per primo dopo 294 km e 8 ore 32 minuti (la partenza era stata a Firenze).

Genova e il Giro d'Italia, Genova e la bicicletta. Una storia lunga che attraversa tutta la storia della corsa rosa. D'altronde, nei primi anni del ciclismo, quello storico, si battevano le strade che erano messe meglio come fondo, quindi quelle nei pressi dei grandi centri urbani. E Genova lo era già. Si arrivava e si ripartiva dallo stesso posto. Genova, dal 1909 al 1913, fu ininterrottamente arrivo e partenza di tappa, vedendo vincere nomi eccellenti per l'epoca: il già ricordato Ganna, Giovanni Gerbi, il famoso diavolo rosso, e Costante Girardengo, per dirne alcuni.

Nel 1913 si partì da Genova per arrivare a Siena: 332 km! La Superba fu arrivo di tappa anche nel '19, partenza nel 1922, arrivo nel 1923, nel 1924, nel 1926... la striscia è incredibilmente lunga e diventerebbe anche un po' noiosa (per chi volesse il libro del centenario del Giro le riporta tutte); ricordiamo infine il cronoprologo nel 2004, con una festa incredibile per le strade di San Lorenzo e via Fieschi (vinse Bradley Mc Gee, australiano), e il 2015, l'arrivo spettacolare in via Venti dopo la partenza da Albenga e la vittoria allo sprint di Elia Viviani.

Genova e il Giro, Genova e la bicicletta. Nei primi anni del '900 il capoluogo ligure era una città per biciclette, sì, non c'erano altri mezzi, e quelle bici erano pesanti, senza cambio, con freni precari. Ma si andava. Oggi ci lamentiamo che ci sono troppe salite? Mah, viva i Girardengo, i Ganna, i Pavesi e i Santhià. Un piccolo spazio, questo, per ricordare dei pionieri che avevano ragione.

Giacomo Revelli

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