Da Warhol a Modigliani: Palazzo Ducale 2016‑2017

Palazzo Ducale Genova

Palazzo Ducale Genova © facebook.com/PalazzoDucaleFondazioneperlaCultura

Dagli scatti di Newton alla pop society. In mostra anche Erwitt e Maier. Tra gli ospiti McCurry, Salgado, DeLillo, Bauman e Ben Jelloun. Torna La storia in piazza

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Genova - Giovedi 22 settembre 2016

Una porta che si apre: al di là e dentro la vita che scorre. Come la soglia di una casa, pronta ad accogliere, ma anche a lasciare andare per costruire un altrove con il patrimonio che si porta nel profondo. Il portone che si affaccia su un lembo di città è l'immagine scelta per presentare il programma 2016-2017 di Palazzo Ducale. Una soglia che si spalanca per tuffarsi nella realtà contemporanea e nella sua complessità, percorrendo un tracciato impastato di passato, presente e futuro.

Passi che si snodano attraverso l'arte, con mostre capaci di fotografare il proprio tempo e andare oltre. Dai corpi forti, plastici, indipendenti delle donne di Helmut Newton (dal 14 settembre 2016 al 22 gennaio 2017) a quelli dal collo esile e dagli occhi dipinti nell'anima di Amedeo Modigliani, in mostra a Palazzo Ducale dal 15 marzo al 16 luglio 2017. A Modì sarà anche dedicata una serie di appuntamenti, per raccontarne il tempo - quella Parigi fra Belle Époque e assenzio -, le donne e anche la sua figura da scandalo (21 e 28 marzo, 4 e 11 aprile 2017).

L'oggi è catturato anche attraverso la mostra dedicata a Andy Warhol (21 ottobre 2016-26 febbraio 2017). Colori stridenti dal forte impatto visivo, simboli di una quotidianità consumistica che diventano seriali e rivoluzionano il concetto dell'unicità di opera d'arte: le idee della mente della Factory diventano un'occasione per una riflessione più ampia sulla pop society che informa ancora il linguaggio della contemporaneità.
Pietro Manzoni, Lucio Fontana, Mimmo Rotella e Alighiero Boetti saranno i nomi attorno ai quali si svilupperà il ciclo di conferenze Novecento italiano. Oltre il pop (16, 23, 30 novembre e 7 dicembre 2016).

L'attenzione alla fotografia, capace di fissare l'immagine del tempo, sarà protagonista anche con la mostra dedicata a Elliott Erwitt (10 febbraio-21 maggio), che con i suoi scatti ha saputo percorrere, anche con una vena ironica e surreale, gli istanti di gran parte della storia del '900. Poi con quelle incentrate su Vivian Maier (23 giugno-24 settembre 2017), fotografa ritrovata la cui vita e opere si avviluppano in una nota di mistero, come traccia in bianco e nero a impressionare la pellicola, e su Oliviero Toscani (estate 2017), artefice di scatti che chiamano sempre un'interrogazione.

Immagini di vita che scorrono in altre immagini di vita. Dure, profonde, antiche e di oggi, come quelle ritratte da Steve McCurry, a Palazzo Ducale per un incontro il 21 ottobre 2016, o che parlano di una natura imponente e vera, dove per verità si intende il ritorno all'origine, come quelle di Sebastião Salgado, a Genova il 27 novembre 2016 per il conferimento del Premio Internazionale Primo Levi.

Con loro, protagonisti dei Grandi Incontri di Palazzo Ducale saranno Francesco De Gregori (29 settembre 2016), Don DeLillo (26 ottobre 2016), Angela Volpini (20 gennaio 2017), Edgar Morin (13 febbraio 2017), Zygmunt Bauman (7 marzo 2017), Raewyn W. Connel (5 aprile 2017) e Adam Michnik (6 aprile 2017).

Letteratura, filosofia, arte e non solo per un Festival lungo un anno, sottotitolo scelto per fare da filo conduttore a questo programma 2016-2017: un modo per sottolineare l'idea di una continuità, di una quotidianità.

Quegli stessi giorni che, rotolando, pizzicano gli occhi e la mente e ci chiamano a farne parte con piccoli e grandi interrogativi. Cosa significa Occidente? Alla parte di mondo che ci tocca così da vicino sarà dedicata una due giorni (1-2 ottobre 2016): un evento significativo perché, per usare le parole di Luca Borzani, presidente della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale, «per una volta non ci si interroga sugli altri, ma su noi stessi, su ciò che siamo diventati». Ospiti: Salvatore Settis, Marco Revelli, Gustavo Zagrebelsky, Massimo Cacciari, Aldo Schiavone e Michela Murgia.

Come in un contrappunto in cui le due voci si uniscono, Palazzo Ducale ospiterà Tahar Ben Jelloun (13 ottobre 2016) per parlare di Jihad, Islam, Europa. Ospiti del ciclo di appuntamenti per fare il punto su tematiche che stanno al cuore della più stringente attualità anche Renzo Guolo (17 ottobre 2016), Maurizio Molinari (26 ottobre 2016) e Paolo Branca (2 novembre 2016).

Spazi che si fanno sempre più brevi e nel contempo più invalicabili, confini geografici, economici e politici che si intersecano in algoritmi complessi da decifrare. Chi comanda il mondo?: questa domanda sarà l'interrogativo che farà da fil rouge al Festival di Limes, la rivista di geopolitica, che, anche in questo programma 2016-2017, tornerà a Palazzo Ducale (3-4-5 marzo 2017). Si rinnoverà anche l'appuntamento con un altro evento tradizionale: La storia in piazza (dal 6 al 9 aprile 2017), in questa ottava edizione dedicata al tema degli Imperi, da quelli più antichi a quelli contemporanei.

Passato e presente che si incrociano, riversandosi l'uno nell'altro come specchi in cui riflettersi e riflettere. Come i classici de Le meraviglie filosofiche (11, 18, 25 ottobre; 15, 22, 29 novembre 2016), o i Miti senza tempo, per (ri)scoprire l'attualità di un pensiero che si perde a sud, nell'antica Grecia (18, 25 gennaio; 1, 8, 22 febbraio e 1 marzo 2017) fino ai Capolavori raccontati, un percorso sulla scia delle opere celebri dell'arte e dei loro lati nascosti (19, 26 gennaio; 2, 9, 16, 23 febbraio e 2, 9 marzo 2017).

Tra le parole e le immagini che soffiano venti di passato nell'oggi, anche un altro testo fondante per la tradizione che ha imbevuto l'Occidente: il Decalogo. A interrogare il testo che dal monte Sinai ha attraversato i deserti del tempo, ad attualizzarne la parola, quattro lezioni di Haim Baharier su Dieci comandamenti o dieci parole? (14, 21, 28 novembre e 5 dicembre 2016).

La religione, messa a stretto contatto con una delle spinte dell'essere umano verso il senso di futuro, sarà al centro del ciclo Religioni e sessualità che aprirà con Gad Lerner il 16 gennaio 2017. A seguire Ida Zilio Grandi (23 gennaio 2017), Cinzia Pieruccini (30 gennaio 2017), Elizabeth Green (6 febbraio 2017), Vito Mancuso (13 gennaio 2017) e Enzo Bianchi (20 febbraio 2017).

In calendario anche appuntamenti che interrogano la realtà nei suoi spazi architettonici, urbanistici, attraverso gli occhi della scienza e nelle relazioni. In programma Lezioni di architettura (17 e 24 ottobre 2016); Genova nel Novecento (20, 27 aprile; 4, 11, 18 maggio 2017) per raccontare un secolo di trasformazioni della nostra città. E ancora La scienza condivisa (17, 24, 31 gennaio e 7 febbraio 2017), storie di uomini e donne che vivono quotidianamente la ricerca scientifica, e Figlie e figli (12, 19, 26 aprile e 3 maggio 2017), su come la psicoanalisi e l'antropologia hanno letto il rapporto intergenerazionale.

Come in un montaggio cinematografico alternato, flash back di espressività saranno interpretati dal ciclo G[raphic] Novel (10, 17 e 24 novembre 2016), tra romanzo, graphic novel e film perché le storie non conoscono limiti di genere, e da It's only rock'n'roll. Volti canzoni e utopie che ci hanno cambiato la vita che viaggerà dal blues ai tempi di Bob Dylan, dalla protesta alla rock e black music fino alla musica come riflesso e amplificatore del globale (20, 27 aprile; 4, 11, 18 maggio 2017).

La stagione 2016-2017 poi non dimentica i grandi appuntamenti che vedono Palazzo Ducale come spazio dei festival: dal Festival della Scienza (27 ottobre-6 novembre 2016) fino ad arrivare al Lilith Festival e al Festival Internazionale di Poesia (entrambi giugno 2017).

Queste sono solo rapide schegge di un programma che, come il mare che bagna la Superba, è fatto di mille onde che si inanellano una nell'altra. Iniziative ed eventi che colgono la sfida del tempo presente, dove fare cultura significa anche «rapportarsi con l'innovazione e con il cambiamento dei gusti e dove ogni linguaggio culturale all'interno del nostro vivere sociale è degno di essere letto», per usare le parole di Luca Borzani.

Dove dare strumenti per nutrire la mente significa anche che «non c'è divisione tra cultura, welfare e solidarietà, perché sono questi i fili che tengono insieme una comunità», continua il presidente. «Oggi Palazzo Ducale - afferma Borzani - non è più solo uno spazio, ma un luogo».

Iniziative come il CreamCafé, lo spazio dedicato a una malattia che strappa la mente come quella di Alzheimer nel ventre del polo della cultura, o l'impegno con i più giovani e le scuole, a cui sono riservati spazi e iniziative apposite, messi insieme ai grandi e piccoli appuntamenti che costellano la dimensione di Palazzo Ducale, fanno pensare che siano lontani quei non luoghi estranianti di cui parla Marc Augé, spazi fisici in cui l'esistenza semplicemente fluisce. Senza incontrarsi, senza viversi.

«La responsabilità della cultura - afferma ancora Luca Borzani - è verso la città, contribuendo ad esserne un tassello economico, verso la comunità, a cui deve dare strumenti di conoscenza che sono anche piccoli antidoti alle paure e alla solitudine, e verso i valori».

Una stagione, poi, che ha anche un po' il sapore dell'approdo di un viaggio: il programma 2016-2017 è, infatti, l'ultimo presentato dall'attuale amministrazione che nel 2017 vedrà rinnovarsi le cariche. Al domani, afferma Borzani, «consegniamo una realtà sana e viva». Il porto, in fondo, non è un solo che una tappa per poter continuare il viaggio, aprendosi come quella porta che guarda nella luce.

Federica Burlando

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