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Pivio: un album solista tra cinema e New Wave - Mentelocale.it

Pivio: un album solista tra cinema e New Wave

Pivio, It’s Fine Anyway

Pivio, It’s Fine Anyway © www.youtube.com/watch?v=NNQ-6mYQj08

Con It’s Fine Anyway, il musicista genovese sembra tornare agli amori giovanili. La recensione di Riccardo Storti. Dal suo blog C'era una volta il rock

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Genova - Martedi 10 gennaio 2017

A latere del prestigioso sodalizio con Aldo De Scalzi, Pivio (al secolo Roberto Pischiutta) dà alle stampe una prova solista, frutto di una visione musicale ben inserita nel contesto contemporaneo. Potremmo definire il suo It’s Fine Anyway (Creuza, 2016) una raccolta (non solo) di canzoni elettroniche per fondali cinematografici? Il concetto aiuta ma limita, se non si va più in profondità. Intanto, anche Pivio ha una storia che inizia alla fine degli anni Settanta con la prima esperienza new wave cittadina: è grazie a lui, a Marco Odino, Edo Livio Bartenor e Mario Marchesoni che nascono gli Scortilla. L’incontro artistico con Aldo De Scalzi avviene all’inizio degli Novanta e, come si sa, ha fruttato una serie di notevoli colonne sonore per il cinema e la televisione.

Con It’s Fine Anyway Pivio sembra in parte ritornare agli amori giovanili, ma con una organizzazione del suono maturata nel corso del suo apprendistato creativo tra palchi teatrali, celluloide e tubo catodico. Il timbro elettronico è centrale: i sintetizzatori digitali dominano, pur lasciando spazio a qualche vezzo analogico (Mellotron, Birotron, piano elettrico e VCS3).

L’orchestra è quella: una tavolozza continuamente cangiante, trattata nei minimi particolari. I ritmi, spesso, rispondono ad un’esigenza di ciclicità ossessiva e sono consegnati all’algido profilo di percussioni campionate e vivisezionate, nonché stoccate con precisione in sequenze regolari.

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Continua a leggere sul blog C'era una volta il rock.

Riccardo Storti

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