Sky Doll: un sex toy e una papessa. Un fumetto di eroine al femminile

Parte della copertina di Sky Doll

Parte della copertina di Sky Doll

Amori e cavalieri, inseguimenti e tradimenti, erotismo giocoso nel lavoro di Alessandro Barbucci e Barbara Canepa. Giovedì 2 marzo la presentazione alla Feltrinelli

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Genova - Martedi 28 febbraio 2017

Giovedì 2 marzo, alle 18, presso la libreria Feltrinelli di via Ceccardi, a Genova, a presentare tutti e 4 i volumi (compresi, in anteprima, il secondo e il terzo) del fumetto Sky Doll ci sarà l’autrice Barbara Canepa insieme a Michele Foschini di Bao Publishing.

Ci sono storie che rimangono sospese eppure presenti nelle menti dei lettori.
Che aspettano.
Pazienti.
Anche dieci anni.

Sky Doll, il fumetto di Alessandro Barbucci e Barbara Canepa, ha una lunga storia alle spalle. Fumetto in formato francese, edito la prima volta in Italia nel 2000, racconta di Noa, un sex toy, un androide, costruito per permettere di peccare senza peccato in una società teocratica nella quale le dottrine sono fazioni contrapposte che puntano a conquistare proseliti.

Protagonisti, assieme alla procace Sky Doll Noa, Roy e Jahu, due emissari di Lodovica, la papessa che ha usurpato il trono alla sorella Agape, uccisa ma non necessariamente scomparsa definitivamente dalle scene.

I primi quattro volumi – recuperati ed edito da Bao Pubblishing (53 pp, 15 Euro) – sono leggeri ma non troppo, il rimando alle W.I.T.C.H., di cui i due autori sono stati creatori, è evidente, ma solo per una questione stilistica.

Sky Doll è un progetto adulto, con ambizioni che mantiene inalterate lungo tutto il suo percorso. Accanto a una storia classica, viaggio iniziatico di Noa alla scoperta delle proprie origini, viene analizzata una lotta aperta a colpi di miracoli, veri o presunti, tra ciarlatani e poteri messianici.

È interessante il modo in cui viene raccontata la crescita di Noa, bambola dalle forme generose, dotata di intelletto, sogni e aspirazioni, capace di rimandare a quei classici di fantascienza nei quali si indaga su Intelligenza Artificiale, coscienza al silicio e anima in plexiglass.

Noa è un’eroina al femminile, che è anche simbolo di emancipazione. Per vivere ha bisogno che qualcuno si prenda cura di lei (ha bisogno di essere ricaricata da una chiave a molla ogni 33 ore), ma mano a mano che la sua consapevolezza cresce, diventa non solo padrona del proprio destino, ma delle vite altrui, non più oggetto sessuale, ma consapevole della propria sessualità, intesa come affermazione della propria identità.

Il percorso di Noa affascina ed è ben cadenzato lungo i quattro volumi – con vista sul quinto ed ultimo – che compongono la saga fantascientifica. Già alla sua prima apparizione, a inizio millennio, l’uscita di Sky Doll, in viaggio dalla Francia (Ed. Soleil), era stato accolta con favore. Una storia di fantascienza con elementi di originalità, ben scritta e disegnata magistralmente.

Se è vero che i primi tre volume non denunciano alcun invecchiamento – colori e tratto sono assolutamente coinvolgenti – è il quarto volume a mettere in evidenza il talento maturo dei suoi autori.

I disegni hanno tratti e colori pirotecnici, che vestono in modo appropriato una trama che richiede attenzione all’inizio, ma che risponde dando soddisfazione al lettore che volesse addentrarcisi.

Nella saga non mancano amori e cavalieri, inseguimenti e tradimenti, erotismo giocoso – Noa ricorda per sensualità e carisma Lamù –, ma anche momenti di intensità drammatica.

Mentre i personaggi vengono svelati e approfonditi, alle loro spalle viene raccontato un mondo apparentemente ordinato, ma nel quale le masse vengono veicolate senza alcuno scrupolo, inchiodate da una televisione oppiacea che non punta a formare opinioni, ma solo alla fidelizzazione dei proseliti; inevitabile il rimando allegorico alla TV come mezzo di manipolazione di massa.

Francesco Cascione

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